Parte il maxi bando da 1,5 miliardi per il nuovo acquedotto del Peschiera: Acea avvia il cantiere idrico più imponente d’Europa tra sostenibilità, intelligenza artificiale e sicurezza sismica
- piscitellidaniel
- 18 lug
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È stato pubblicato il bando per la realizzazione del nuovo tronco superiore dell’acquedotto del Peschiera, un’opera strategica da 1,5 miliardi di euro che punta a garantire la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento idrico della Capitale e di numerosi comuni del Lazio per i prossimi cento anni. Il progetto, promosso da Acea Ato 2, rappresenta uno dei cantieri idrici più ambiziosi d’Europa, sia per dimensioni sia per complessità tecnica, con una lunghezza di 27 chilometri di galleria tra le sorgenti reatine e la centrale idroelettrica di Salisano.
L’intervento non si limita a un raddoppio della linea esistente, ma si configura come un vero e proprio salto tecnologico. Il nuovo tronco verrà costruito con criteri antisismici e sarà dotato di sistemi di monitoraggio intelligenti, in grado di rilevare in tempo reale eventuali perdite, variazioni strutturali o anomalie idrauliche, grazie all’utilizzo di tecnologie robotiche e sensori avanzati. Il progetto è stato pensato per affrontare non solo le criticità strutturali dell’acquedotto storico, realizzato tra gli anni '30 e '80, ma anche le sfide ambientali e climatiche legate ai prossimi decenni.
L’acquedotto Peschiera-Capore fornisce circa l’80% dell’acqua potabile di Roma, con una portata che supera i 14 metri cubi al secondo. Di questi, il nuovo tronco superiore sarà dimensionato per una portata di 10 metri cubi al secondo, garantendo in parallelo l’operatività della rete esistente e aumentando la resilienza complessiva del sistema. La scelta di realizzare una nuova condotta indipendente, invece di intervenire direttamente su quella già in esercizio, consentirà di evitare interruzioni del servizio idrico durante i lavori e di effettuare in futuro operazioni di manutenzione senza impatti sull’utenza.
Il progetto prevede la costruzione di due gallerie in microtunnelling con rivestimento in acciaio e cemento armato, del diametro compreso tra i 2,5 e i 7,5 metri, con un tracciato che attraverserà zone montane, collinari e ad alta complessità geotecnica. Oltre all’opera principale, il bando comprende anche l’adeguamento delle infrastrutture accessorie: stazioni di pompaggio, camere di manovra, valvole di regolazione, bacini di compensazione e collegamenti con la rete idrica romana. Saranno inoltre realizzati impianti per il recupero energetico e la valorizzazione delle risorse idriche, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale complessivo e aumentare l’efficienza energetica del sistema.
Il cronoprogramma dei lavori prevede l’aggiudicazione dell’appalto integrato entro il primo semestre del 2025, con l’avvio dei cantieri nella seconda metà dell’anno e una durata stimata di circa 7 anni. Il finanziamento dell’opera avviene tramite fondi PNRR, risorse del Ministero delle Infrastrutture e cofinanziamenti di Acea, che ha incluso l’intervento nel proprio piano industriale pluriennale. L’acquedotto del Peschiera è infatti considerato una priorità assoluta dalla multiutility capitolina, sia per motivi di sicurezza sia per la strategicità che riveste nell’equilibrio idrico del centro Italia.
Un elemento chiave del nuovo acquedotto sarà la digitalizzazione dell’intera infrastruttura, basata su una rete neurale di sensori, nodi di trasmissione dati e piattaforme di controllo centralizzate. Ogni tratto della nuova galleria sarà monitorato in continuo da sistemi automatici, capaci di individuare rapidamente segnali di stress, usura o dispersioni, con la possibilità di attivare interventi mirati in tempo reale. Le informazioni raccolte confluiranno in una centrale operativa gestita con algoritmi di intelligenza artificiale, che elaboreranno modelli predittivi per la manutenzione e l’ottimizzazione dei flussi idrici.
Particolare attenzione è stata posta anche agli aspetti ambientali. Il progetto prevede il completo ripristino delle aree attraversate dai cantieri, il riutilizzo dei materiali di scavo in ottica di economia circolare, la realizzazione di corridoi ecologici per la fauna e la piantumazione compensativa di aree boschive. Inoltre, saranno attivati protocolli per il monitoraggio acustico, atmosferico e idrogeologico delle zone interessate, con il coinvolgimento diretto delle comunità locali e delle amministrazioni dei comuni toccati dall’opera.
Acea ha previsto anche un piano di comunicazione e partecipazione pubblica, con l’apertura di sportelli informativi, incontri con la cittadinanza e una piattaforma web dedicata per la consultazione di mappe, aggiornamenti di cantiere e risposte alle domande frequenti. Il progetto include anche un accordo con gli enti scolastici della provincia di Rieti per realizzare visite guidate ai cantieri e attività didattiche sul tema dell’acqua e delle infrastrutture.
Il nuovo acquedotto del Peschiera rappresenta una risposta strutturale ai cambiamenti climatici, all’aumento della domanda idrica e alla necessità di garantire una risorsa fondamentale come l’acqua in condizioni di sicurezza, qualità e continuità. In un contesto nazionale in cui la dispersione idrica media supera il 40% e molte reti sono obsolete, l’intervento promosso da Acea si configura come un modello di riferimento per le future politiche infrastrutturali del settore. Il bando appena avviato darà vita a una delle opere più complesse e tecnologicamente avanzate mai realizzate in ambito idrico in Italia.

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