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Orcel su Generali: “quota non strategica, usciremo col tempo”. Unicredit prepara la ritirata dall’azionariato assicurativo

Il numero uno di Unicredit, Andrea Orcel, ha confermato l’intenzione del gruppo bancario di dismettere progressivamente la partecipazione detenuta in Generali, definendola una quota “non strategica” e ribadendo la volontà di uscirne “col tempo, in modo ordinato”. L’annuncio, riportato da Il Sole 24 Ore, ha chiarito la posizione di Unicredit su un tema che negli ultimi mesi aveva suscitato diverse speculazioni nei mercati finanziari e tra gli osservatori del settore bancassicurativo.


La partecipazione di Unicredit nel Leone di Trieste è attualmente inferiore all’1%, una quota modesta ma significativa in termini simbolici, considerando la lunga storia di intrecci tra le due istituzioni. Orcel ha però spiegato che tale partecipazione è il risultato di un’operazione precedente e che non rientra nella strategia di lungo termine dell’istituto bancario, oggi focalizzato su crescita organica, solidità patrimoniale e remunerazione degli azionisti.


Le parole dell’amministratore delegato arrivano in un momento cruciale per il settore bancario europeo, in cui i grandi gruppi stanno rivedendo i propri assetti e cercando di concentrarsi su attività core, in un contesto di crescente regolamentazione e di maggiore attenzione all’efficienza del capitale. Orcel ha ribadito che Unicredit intende impiegare le proprie risorse in settori ad alto rendimento e strettamente allineati con il proprio modello operativo, privilegiando operazioni che portino un vantaggio diretto in termini di margine operativo, qualità del credito e creazione di valore.


La decisione di uscire dal capitale di Generali va dunque letta alla luce di una visione strategica che tende a separare in modo netto le attività bancarie da quelle assicurative, evitando sovrapposizioni che potrebbero generare conflitti di interesse o dispersione di capitale. “Generali è un’ottima azienda – ha detto Orcel – ma non è parte integrante del nostro progetto industriale.” L’intenzione è quindi quella di disinvestire senza creare turbolenze di mercato, valutando le condizioni migliori e privilegiando un’uscita ordinata, possibilmente attraverso collocamenti graduali o operazioni bilaterali.


La questione della partecipazione in Generali si collega anche ai rapporti più ampi tra Unicredit e il mondo assicurativo. In passato, l’istituto aveva valutato diverse ipotesi di partnership nel settore della bancassicurazione, incluse indiscrezioni – poi smentite – su un possibile avvicinamento proprio a Generali in chiave strategica. Oggi però la linea è chiara: Unicredit intende rafforzare le collaborazioni distributive esistenti, ma senza entrare direttamente nella governance o nell’azionariato stabile di gruppi assicurativi.


Questa scelta è coerente con il percorso di semplificazione avviato da Orcel sin dal suo arrivo al vertice di Unicredit nel 2021. L’ad ha messo ordine nel perimetro geografico del gruppo, ha razionalizzato le linee di business e ha avviato un piano di remunerazione degli azionisti tra i più ambiziosi in Europa, con buyback e dividendi che nel 2023 hanno superato i 6,5 miliardi di euro complessivi. L’uscita da partecipazioni non strategiche come quella in Generali rientra in questa logica di capital allocation disciplinata, che punta a massimizzare il ritorno per gli investitori senza compromettere la solidità patrimoniale dell’istituto.


La reazione dei mercati alla dichiarazione di Orcel è stata contenuta, segno che l’uscita di Unicredit dal capitale di Generali era già ampiamente attesa dagli operatori. Il titolo Generali ha chiuso la seduta di venerdì con una leggera flessione, mentre Unicredit ha proseguito il suo andamento positivo, confermandosi tra le banche europee con le migliori performance da inizio anno. Gli analisti vedono con favore la decisione della banca milanese, interpretandola come un ulteriore passo nella direzione della trasparenza e della focalizzazione sul core business.


Sul piano delle alleanze, Unicredit continuerà a sviluppare le partnership già in essere, come quella con Allianz per la distribuzione di prodotti assicurativi nei canali bancari. Orcel ha sottolineato che il modello bancassicurativo può funzionare solo se supportato da accordi commerciali efficaci, senza necessità di partecipazioni incrociate che creano rigidità e limitano la flessibilità strategica. Questo approccio, già adottato da altri grandi gruppi europei, consente alla banca di offrire ai clienti un’ampia gamma di servizi assicurativi mantenendo al contempo una struttura patrimoniale leggera.


L’uscita graduale da Generali si inserisce infine nel più ampio contesto della riorganizzazione degli equilibri nel sistema finanziario italiano. Dopo anni di aggregazioni e ristrutturazioni, il sistema bancario appare oggi più concentrato e orientato verso la specializzazione, con una chiara distinzione tra gruppi bancari e gruppi assicurativi. Le scelte di Unicredit vanno in questa direzione e potrebbero fare da apripista per altre realtà che detengono ancora partecipazioni non strategiche in settori contigui. In questo senso, la mossa di Orcel conferma la volontà di proiettare Unicredit su una traiettoria europea e internazionale, libera da eredità del passato e sempre più centrata sulla redditività sostenibile.

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