MV Agusta accelera da sola: la casa di Schiranna torna a volare dopo l’uscita di KTM
- piscitellidaniel
- 11 lug
- Tempo di lettura: 4 min
MV Agusta si presenta sul mercato nel 2025 con una nuova veste societaria e una ritrovata autonomia. Dopo la conclusione della partnership con KTM, che ha venduto a inizio luglio la propria quota del 25,1% al socio di maggioranza Pierer Mobility, il marchio motociclistico di Schiranna torna a navigare in solitaria, rilanciando un piano di espansione internazionale e rafforzando la propria produzione. La chiusura dell’accordo con il gruppo austriaco, avvenuta senza attriti, segna la fine di un esperimento durato un anno e mezzo. Una fase di supporto industriale che ha permesso a MV Agusta di recuperare marginalità, posizionamento e soprattutto presenza commerciale, in particolare nel mercato europeo. Ora l’azienda fondata nel 1945 dalla famiglia Agusta si prepara ad affrontare da sola le prossime sfide, forte di una gamma rinnovata, di una rete distributiva ampliata e di una struttura industriale più solida.
Uscita di KTM e ritorno all’autonomia operativa
L’accordo di uscita di KTM è stato gestito interamente all’interno del gruppo Pierer Mobility, che controllava quella quota tramite KTM AG. La cessione al socio di maggioranza, che detiene già il 74,9% del capitale di MV Agusta, ha permesso di evitare scossoni e mantenere continuità strategica. In sostanza, il gruppo rimane lo stesso, ma con una diversa configurazione. Il presidente e CEO Timur Sardarov ha voluto riaffermare con forza l’identità di MV Agusta come marchio indipendente e non subordinato a una logica da conglomerato. L’obiettivo dichiarato è tornare a valorizzare appieno l’heritage del marchio, puntando su esclusività, performance, design e artigianalità, i quattro pilastri su cui si fonda da sempre la reputazione di MV Agusta nel mondo.
Con la fine della partnership con KTM, si conclude anche il contratto di distribuzione che aveva portato 80 concessionarie europee del gruppo austriaco a vendere le MV. Una scelta che impone ora alla casa varesina un rafforzamento della propria rete commerciale diretta, già in fase avanzata. A fine anno saranno attivi 150 punti vendita ufficiali, con una copertura omogenea nei principali mercati europei, oltre alla presenza rafforzata in Medio Oriente, Stati Uniti e Asia. Il passaggio a una rete selettiva e dedicata consente una maggiore coerenza nel posizionamento del brand, evitando la cannibalizzazione o la sovrapposizione con altri marchi.
Produzione raddoppiata e gamma espansa
Il 2024 è stato l’anno del rilancio produttivo. Nello stabilimento di Schiranna, completamente riorganizzato in chiave lean, sono state prodotte oltre 7.000 moto, il doppio rispetto alle 3.000 unità dell’anno precedente. Il piano di espansione punta a raggiungere le 10.000 moto l’anno entro il 2026, con una saturazione della capacità attuale e nuovi investimenti in tecnologia e automazione. Al centro della nuova fase industriale vi è una gestione della catena di fornitura completamente ripensata: meno fornitori, selezionati per affidabilità e innovazione, e più componenti proprietari. Il marchio torna a progettare internamente tutte le parti strategiche, come telai, sospensioni e impianti elettronici, per preservare l’identità tecnica dei propri modelli.
Sul piano commerciale, il 2025 vedrà il lancio di nuove varianti per le tre famiglie principali del brand: Brutale, Dragster e Turismo Veloce. L’obiettivo è rafforzare la presenza sia nel segmento naked che in quello delle sport touring, con motorizzazioni da 800 e 1.000 cc aggiornate all’omologazione Euro 5+. Particolare attenzione è riservata al modello Superveloce 98 Edizione Limitata, che ha registrato un sold-out in poche settimane, dimostrando il potenziale del marchio nel segmento delle special. In cantiere anche una nuova piattaforma elettrica, sviluppata in house e prevista per il 2026, con un modello urban premium che punta al segmento delle zero emissioni senza rinunciare a stile e performance.
Indipendenza come valore strategico
L’uscita di KTM non è stata vissuta come un passo indietro, ma come il completamento di un ciclo. Il supporto del gruppo austriaco ha permesso di correggere criticità storiche, come l’organizzazione della logistica, la razionalizzazione dei costi e l’efficienza industriale. Ora che MV Agusta è tornata stabile e profittevole, la scelta è quella di riprendere un cammino autonomo. Secondo Sardarov, l’indipendenza è oggi il vero asset distintivo: in un mercato sempre più dominato da conglomerati multinazionali, MV Agusta può differenziarsi come marchio autenticamente boutique, in grado di produrre motociclette su misura per una clientela esigente, che non cerca volumi ma esclusività.
La struttura manageriale è stata potenziata con figure chiave in ambito industriale e commerciale, molte delle quali con esperienze in Ducati, BMW Motorrad e Triumph. L’organizzazione interna è ora più snella, ma anche più trasversale, con team multidisciplinari che operano lungo tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto. Una trasformazione culturale che avvicina l’azienda a un modello “engineering-driven”, ma senza sacrificare l’anima creativa che da sempre la contraddistingue.
Risultati finanziari e scenari futuri
Il bilancio 2024 dovrebbe chiudersi con un fatturato superiore ai 120 milioni di euro, in crescita rispetto agli 85 milioni del 2023, con una marginalità operativa (Ebitda) tornata positiva grazie all’aumento delle vendite e alla razionalizzazione della gamma. Il miglioramento è visibile anche nella gestione della cassa, con un flusso di cassa operativo positivo già dal terzo trimestre dell’anno. A conferma della fiducia nel progetto, Pierer Mobility ha stanziato nuovi fondi per l’espansione produttiva e l’implementazione di una nuova piattaforma digitale per la configurazione online dei modelli e il supporto post-vendita.
L’Asia è il prossimo fronte di sviluppo. In Cina, Corea del Sud e Giappone sono in fase di firma nuovi accordi distributivi, mentre è già attivo un hub logistico in Malesia per servire il mercato del Sud-Est asiatico. Negli Stati Uniti, MV Agusta punta a raddoppiare il numero di concessionari entro fine 2025 e ad aprire il primo flagship store monomarca a Miami. Il piano prevede inoltre il potenziamento dell’assistenza tecnica e della disponibilità di ricambi, con una piattaforma integrata che permetterà di monitorare in tempo reale le performance e le manutenzioni delle moto vendute.
Un marchio di culto che guarda avanti
In un mercato motociclistico che continua a registrare numeri positivi, con una domanda crescente nei segmenti premium e personalizzati, MV Agusta intende posizionarsi come riferimento per un pubblico di appassionati e collezionisti. La forza del marchio sta nell’essere, ancora oggi, sinonimo di eccellenza meccanica e di design italiano. Il ritorno a un’identità forte e indipendente coincide con il rilancio dell’immagine di MV come brand di culto, capace di innovare senza perdere il contatto con la propria storia. Dopo anni di incertezze, la casa di Schiranna sembra aver ritrovato la sua traiettoria, con l’ambizione di tornare ad essere, come un tempo, un punto di riferimento nella motocicletta sportiva europea.

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