Mps, via libera della BCE all’acquisizione del controllo da parte di Mediobanca: si apre una nuova fase per il settore bancario italiano
- piscitellidaniel
- 25 giu
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La Banca Centrale Europea ha dato ufficialmente il via libera all’acquisizione del controllo di Monte dei Paschi di Siena da parte di Mediobanca, autorizzando così una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni nel panorama finanziario italiano. La decisione, attesa da settimane e accompagnata da fitte interlocuzioni tra le parti coinvolte, segna l’inizio di una nuova fase per l’istituto senese, da anni al centro di tentativi di rilancio e di complesse ristrutturazioni. Il nulla osta della BCE certifica non solo la solidità del progetto industriale presentato da Mediobanca, ma anche il progressivo disimpegno dello Stato dalla banca toscana, di cui detiene ancora una quota significativa attraverso il Ministero dell’Economia.
Il piano di acquisizione prevede che Mediobanca salga gradualmente al controllo di Mps attraverso un’offerta pubblica di acquisto e scambio, accompagnata da un programma di rafforzamento patrimoniale e integrazione operativa. L’obiettivo dichiarato è creare un polo bancario capace di competere su scala nazionale con i grandi gruppi già consolidati, come Intesa Sanpaolo e UniCredit, offrendo servizi avanzati di credito, gestione patrimoniale e consulenza finanziaria. A rendere l’operazione particolarmente rilevante è il fatto che Mps, pur ridimensionata rispetto al passato, conserva una rete capillare sul territorio e una base clienti solida, soprattutto nel centro Italia.
Il parere positivo della BCE è arrivato dopo un’istruttoria approfondita condotta dalla Vigilanza bancaria di Francoforte, che ha esaminato i profili di adeguatezza patrimoniale, governance e rischi legati all’operazione. La valutazione ha tenuto conto del track record di Mediobanca in termini di solidità finanziaria e gestione del rischio, oltre che della capacità del gruppo guidato da Alberto Nagel di portare a termine un processo di integrazione graduale ma efficace. Non meno importante, ai fini della decisione della BCE, è stata la presenza di un piano di dismissione progressiva della partecipazione statale, che consentirà al Tesoro di uscire dall’azionariato nel rispetto degli impegni assunti con l’Unione Europea.
L’ingresso di Mediobanca nel capitale di Mps rappresenta anche un passaggio strategico per la stessa banca milanese. Dopo anni concentrati sul private banking, sull’advisory e sui servizi per grandi clienti, Mediobanca torna ad affacciarsi con decisione sul mercato retail, ampliando la propria base commerciale e rafforzando il presidio sul territorio. Per molti analisti, questa operazione segna una svolta nell’evoluzione del gruppo, che potrebbe in futuro configurarsi come una holding finanziaria integrata, capace di presidiare tanto i segmenti di alta gamma quanto quelli più popolari.
Sul fronte politico, l’operazione è stata seguita con attenzione. Il governo ha mantenuto una posizione prudente, lasciando spazio all’iniziativa privata ma monitorando l’evoluzione del dossier per garantire che l’uscita dello Stato non comprometta la stabilità occupazionale e la presenza di Mps nelle aree più sensibili. Le rappresentanze sindacali hanno chiesto rassicurazioni sulle ricadute in termini di esuberi, mobilità e chiusura degli sportelli. Mediobanca, da parte sua, ha comunicato che ogni operazione sarà condotta salvaguardando la coesione territoriale e prevedendo percorsi di riqualificazione del personale.
L’operazione avrà anche effetti sul mercato azionario. Le azioni di Mps hanno già mostrato forti oscillazioni nelle ultime settimane, riflettendo le aspettative degli investitori e le incognite legate alla struttura dell’offerta. L’interesse del mercato è legato non solo al valore economico dell’acquisizione, ma anche al messaggio politico e strategico che essa veicola: dopo anni di incertezze, la banca più antica del mondo si appresta a entrare stabilmente in un gruppo privato, aprendo una nuova fase che potrebbe fungere da modello per altri istituti di medie dimensioni in cerca di alleanze.
Dal punto di vista regolamentare, l’operazione sarà accompagnata da una serie di misure di adeguamento che coinvolgeranno i sistemi informativi, le politiche di credito e le strutture dirigenziali. La Vigilanza BCE ha chiesto garanzie sull’allineamento delle pratiche interne, sulla continuità operativa e sulla capacità di assorbire eventuali shock di mercato. Un piano dettagliato sarà trasmesso nei prossimi giorni alla Banca d’Italia, che dovrà vigilare sull’applicazione delle direttive europee a livello nazionale.
Un altro aspetto significativo riguarda il ruolo delle fondazioni bancarie, storici azionisti di riferimento del sistema creditizio italiano. Con l’ingresso di Mediobanca, il ruolo delle fondazioni toscane verrà ridimensionato, ma restano aperti canali di collaborazione, in particolare sul piano sociale e culturale. Mps continuerà infatti a operare come banca di riferimento per molti enti locali e soggetti del terzo settore.
L’autorizzazione della BCE rappresenta anche un segnale per il mercato europeo, in un momento in cui si assiste a un ritorno delle operazioni di consolidamento dopo anni di stasi. Il via libera all’operazione Mps-Mediobanca può essere letto come un invito a superare la frammentazione del settore e a costruire campioni nazionali più resilienti, capaci di affrontare le sfide della transizione digitale, della sostenibilità e dell’aumento dei tassi di interesse. In questo quadro, l’Italia si propone come laboratorio di trasformazione, dove il mix tra attori pubblici e privati può generare soluzioni innovative.
Resta ora da seguire l’implementazione operativa del progetto. Le prossime settimane saranno decisive per definire i dettagli dell’OPA, i rapporti con il Ministero dell’Economia e l’eventuale ingresso di nuovi soci istituzionali nel capitale. Mediobanca dovrà dimostrare di saper mantenere l’equilibrio tra efficienza gestionale e responsabilità sociale, mentre Mps dovrà affrontare una delicata fase di transizione, lasciandosi definitivamente alle spalle il lungo periodo di commissariamento e crisi.

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