MPS torna investment grade: Fitch alza il rating a BBB e certifica la svolta della banca
- piscitellidaniel
- 4 lug
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Fitch ha alzato il rating di lungo termine di Banca Monte dei Paschi di Siena a “BBB-”, con outlook stabile, sancendo il ritorno dell’istituto senese nella fascia di investimento dopo oltre dieci anni. È un passaggio simbolico e sostanziale per la banca più antica del mondo, reduce da una lunga crisi finanziaria, un salvataggio pubblico e molteplici ristrutturazioni. La decisione dell’agenzia di rating è stata giustificata dai miglioramenti strutturali raggiunti in termini di qualità del credito, redditività, patrimonializzazione e governance. Secondo Fitch, MPS ha ora un profilo simile a quello dei principali gruppi bancari italiani con rating investment grade, quali Banco BPM e BPER.
La promozione da parte di Fitch è l’ultima in ordine di tempo dopo quella arrivata nei mesi scorsi da Moody’s e DBRS Morningstar. Tutte le agenzie hanno sottolineato il cambiamento di scenario vissuto dalla banca nel corso del 2023 e confermato nella prima metà del 2024: una gestione più disciplinata, utili consistenti, basso livello di crediti deteriorati e un robusto profilo di capitale. Il risultato netto registrato nei primi tre mesi del 2024 è stato di 332 milioni di euro, con un margine d’interesse cresciuto del 44% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, spinto dai tassi favorevoli e dalla ripresa delle attività creditizie.
La qualità degli attivi è un punto centrale nella valutazione delle agenzie. Fitch ha evidenziato come la banca abbia raggiunto un livello di crediti deteriorati lordi pari al 3,3% del totale a fine marzo 2024, un dato che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Le cessioni massicce di NPL, la riduzione dei rischi legali legati ai derivati del passato e il miglioramento del coverage ratio hanno contribuito a rassicurare i mercati sul fatto che il rischio complessivo dell’istituto sia sotto controllo.
Anche la posizione patrimoniale di MPS è ritenuta molto solida. Il CET1 ratio fully loaded – l’indicatore più utilizzato per misurare la solidità del capitale – è salito al 17,2%, un livello tra i più alti nel panorama bancario europeo. Ciò è stato reso possibile dall’aumento di capitale da 2,5 miliardi effettuato nel 2022, interamente sottoscritto dallo Stato e da investitori privati, e dalla generazione organica di capitale negli esercizi successivi. Fitch ha valutato positivamente anche la disciplina nei costi operativi e l’elevata efficienza raggiunta grazie al piano di esodi volontari che ha ridotto la forza lavoro e il numero di filiali.
Il ritorno all’investment grade ha anche una portata pratica immediata: migliora la reputazione della banca sul mercato e consente condizioni più favorevoli di accesso alla raccolta, sia obbligazionaria che interbancaria. Alcuni fondi, per regolamento, non possono investire in titoli high yield, cioè non investment grade: la promozione apre quindi a nuovi investitori istituzionali e a una più ampia platea potenziale di sottoscrittori. Inoltre, anche la clientela corporate potrebbe essere più propensa a intrattenere relazioni di lungo termine con un istituto percepito come solido, con effetti positivi sull’attività creditizia.
L’analisi dell’agenzia ha anche sottolineato il nuovo corso gestionale e la stabilità della governance. Dopo l’uscita dello Stato dal capitale, avvenuta tra fine 2023 e inizio 2024 con la cessione del 64% in più tranche, MPS si è progressivamente trasformata in una public company, con la presenza di investitori istituzionali italiani e internazionali. Il cambio di passo è stato evidente: il board guidato da Nicola Maione e l’amministratore delegato Luigi Lovaglio hanno perseguito un piano industriale credibile, centrando gli obiettivi trimestrali con regolarità e aumentando la fiducia degli stakeholder.
Dal punto di vista sistemico, il ritorno all’investment grade contribuisce a rafforzare l’immagine complessiva del sistema bancario italiano. MPS era da anni considerata l’anello debole del comparto, un’eredità pesante della crisi del 2008 e delle successive gestioni, culminate nel 2017 con il salvataggio pubblico. Oggi, Fitch considera l’istituto “più allineato ai competitor” e capace di sostenere una crescita redditizia e prudente. Per la banca senese, che nel 2022 rischiava una nuova ricapitalizzazione e che solo pochi mesi fa era ancora sotto vigilanza speciale della BCE, si tratta di un punto di svolta.
Nel medio termine, Fitch continuerà a monitorare la capacità dell’istituto di generare utili sostenibili, mantenere una buona qualità degli attivi e rafforzare ulteriormente la propria posizione competitiva, in un contesto che resta complesso per le banche italiane a causa della volatilità dei mercati finanziari e della congiuntura macroeconomica. MPS, dal canto suo, ha già annunciato che aggiornerà il piano industriale entro fine anno per incorporare l’evoluzione dello scenario regolamentare e di mercato, con particolare attenzione alla digitalizzazione, alla sostenibilità e alla crescita dei ricavi da commissioni.
Per ora, la promozione di Fitch rappresenta un successo tangibile, che suggella un biennio di risanamento portato avanti in silenzio ma con determinazione. È la conferma che una banca con secoli di storia può ancora reinventarsi.

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