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Mirafiori, nuova cassa integrazione per 1.074 addetti a ottobre

19 ore fa
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Stellantis comunica lo stop dal 19 al 30 ottobre mentre prosegue il percorso industriale dello stabilimento.

Illustrazione di una linea di produzione industriale

Stellantis ha comunicato un nuovo periodo di cassa integrazione a Mirafiori, dal 19 al 30 ottobre 2026, per 1.074 addetti: 934 operai e 140 impiegati. La misura interessa il sito torinese nel quale vengono prodotte le versioni elettrica e ibrida della Fiat 500 e segnala la difficoltà di allineare attività industriale e andamento della domanda.

Secondo l’azienda, il mercato europeo resta inferiore di circa il 20% ai livelli precedenti alla pandemia, mentre i costi energetici incidono sulla competitività. Il gruppo richiama anche gli investimenti già effettuati e la crescita produttiva: nel primo semestre del 2026 lo stabilimento avrebbe superato i volumi dell’intero 2025. Sono elementi riferiti a orizzonti differenti e possono coesistere con una sospensione temporanea delle attività.

Il punto economico è il rapporto tra capacità produttiva e ordini effettivi. L’aumento dei volumi rispetto a un esercizio debole non garantisce, da solo, un utilizzo continuo degli impianti. Per valutare il percorso del sito occorre distinguere la disponibilità di nuovi modelli, il ritmo delle vendite e la sostenibilità dei costi di produzione. Anche gli annunci di investimento richiedono una lettura per fasi, poiché progettazione, installazione e pieno impiego delle linee non coincidono temporalmente.

Per l’indotto, una pausa può tradursi in esigenze di riorganizzazione delle consegne e dei turni, con effetti diversi secondo il peso di Mirafiori sul portafoglio clienti di ciascun fornitore. In una valutazione finanziaria assumono rilievo la flessibilità dei costi e la disponibilità di liquidità durante le oscillazioni degli ordinativi. Sul versante dei lavoratori, il ricorso all’ammortizzatore modifica il calendario delle prestazioni e può incidere sulle entrate familiari. La programmazione del periodo successivo dovrà essere letta alla luce dei carichi produttivi comunicati, mantenendo distinti il numero delle persone interessate e le ore di sospensione effettivamente utilizzate.

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