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Meta avvia l'addestramento dell'IA con i dati degli utenti: come opporsi e tutelare la propria privacy

Il 27 maggio 2025 segna l'inizio dell'utilizzo da parte di Meta dei contenuti pubblici generati dagli utenti europei su Facebook e Instagram per l'addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale. Questa decisione, annunciata dopo una sospensione nel 2024 dovuta a preoccupazioni legate al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), ha riacceso il dibattito sulla privacy e sui diritti degli utenti nel contesto dell'IA.


Cosa comporta l'iniziativa di Meta

Meta ha comunicato che, a partire dal 28 maggio 2025, inizierà a utilizzare i contenuti pubblici condivisi dagli utenti adulti dell'Unione Europea sulle sue piattaforme, inclusi post, commenti e interazioni con l'assistente Meta AI, per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Sebbene l'azienda abbia assicurato che non verranno utilizzati messaggi privati né contenuti di utenti minorenni, la misura ha sollevato preoccupazioni tra gli utenti e le organizzazioni per la tutela della privacy.


Come opporsi all'utilizzo dei propri dati

Gli utenti europei hanno la possibilità di opporsi a questa raccolta di dati seguendo una procedura specifica:

  1. Accedere alle impostazioni del proprio account Facebook o Instagram.

  2. Navigare fino alla sezione "Informativa sulla privacy".

  3. Cliccare sul link "Diritto di opposizione" per essere reindirizzati al modulo di opposizione.

  4. Compilare il modulo indicando il proprio paese di residenza, l'indirizzo email associato all'account e fornire una motivazione per l'opposizione.

  5. Confermare l'opposizione inserendo il codice OTP ricevuto via email.


È importante notare che, sebbene Meta affermi che qualsiasi motivazione sarà accettata, è richiesto agli utenti di fornire una spiegazione per l'opposizione. Questo requisito ha suscitato critiche da parte di esperti di privacy, che lo considerano un ostacolo non necessario all'esercizio dei diritti degli utenti.


Critiche e preoccupazioni

Organizzazioni per la tutela dei diritti digitali, come il Centro Europeo per i Diritti Digitali (NOYB), hanno espresso preoccupazione per le pratiche di Meta, accusando l'azienda di utilizzare "dark patterns" per scoraggiare gli utenti dall'esercitare i propri diritti. Queste pratiche includono moduli di opposizione difficili da trovare, richieste di motivazioni non necessarie e processi complessi per completare l'opposizione.


Inoltre, Meta ha ammesso che non può garantire che i dati degli utenti che si oppongono vengano completamente esclusi dai set di dati utilizzati per l'addestramento dell'IA, sollevando ulteriori dubbi sulla protezione effettiva della privacy degli utenti.


Contesto normativo e reazioni legali

Nel 2024, Meta aveva sospeso l'utilizzo dei dati degli utenti europei per l'addestramento dell'IA a seguito di preoccupazioni sollevate dalle autorità di protezione dei dati. Tuttavia, dopo che un panel di regolatori europei ha confermato la conformità legale dell'approccio di Meta, l'azienda ha ripreso i suoi piani.


Nonostante ciò, gruppi di difesa dei consumatori, come Verbraucherzentrale NRW in Germania, hanno tentato di bloccare legalmente l'iniziativa, ma senza successo. Un tribunale di Colonia ha respinto la richiesta di ingiunzione, consentendo a Meta di procedere con le sue pratiche di addestramento dell'IA nell'Unione Europea.


Implicazioni per gli utenti e la società

L'utilizzo dei dati degli utenti per l'addestramento dell'IA solleva questioni importanti riguardo alla privacy, al consenso informato e al controllo sui propri dati personali. Mentre l'IA offre potenzialità significative per migliorare i servizi digitali, è fondamentale che le aziende garantiscano trasparenza e rispetto dei diritti degli utenti.


Gli utenti sono incoraggiati a informarsi sulle pratiche di raccolta dei dati delle piattaforme che utilizzano e a esercitare i propri diritti per proteggere la propria privacy. Organizzazioni e autorità di regolamentazione devono continuare a monitorare e, se necessario, intervenire per garantire che le pratiche delle aziende tecnologiche siano conformi alle leggi sulla protezione dei dati e rispettino i diritti fondamentali degli individui.

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