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Massa Lubrense si racconta tra sentieri e sapori: 63 ristoratori uniti nella “Tavola dei 300” tra gastronomia, borghi e identità locale

La seconda edizione de “La Tavola dei 300” trasforma Massa Lubrense in un laboratorio a cielo aperto di valorizzazione del territorio, con una formula che intreccia gastronomia, cultura e paesaggio. Sessantatré ristoratori, tra ristoranti, agriturismi, bar, pasticcerie e produttori tipici, uniti nell’Associazione Ristoratori Lubrensi, hanno dato vita a un’iniziativa diffusa che celebra l’identità enogastronomica della costiera sorrentina, puntando su tradizione, accoglienza e sostenibilità.


Dal 14 al 20 giugno, borghi come Termini, Sant’Agata sui Due Golfi, Massa centro, Schiazzano, Marina del Cantone e Monticchio diventano il palcoscenico di una manifestazione articolata in cammini, cene tematiche, laboratori e percorsi di degustazione. Ogni tappa è concepita per raccontare un aspetto diverso del territorio: dai piatti della cucina tradizionale alle nuove interpretazioni gourmet, dai limoneti affacciati sul mare alle botteghe artigiane, fino alle aziende agricole biologiche. Il titolo dell’evento richiama i 300 posti a sedere che, nell’edizione inaugurale del 2023, avevano animato una tavolata lunga oltre cento metri nella piazza principale del centro storico. Oggi quel numero è divenuto simbolico: indica l’idea di una comunità unita nel rilancio attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio materiale e immateriale.


Il cuore pulsante dell’iniziativa è la gastronomia, ma non si tratta semplicemente di una rassegna di piatti tipici. Ogni ristoratore ha elaborato un menù ispirato a un ingrediente del territorio o a una ricetta della tradizione familiare, spesso con la collaborazione di produttori locali. Tra le proposte spiccano il risotto al limone sfusato, i totani imbottiti alla sorrentina, la pasta fresca con noci di Sorrento, i dolci a base di fichi e mandorle. Alcuni locali hanno puntato su piatti vegetariani o vegani, per raccontare anche il volto contemporaneo della cucina costiera, attenta alla salute e all’equilibrio ambientale. Tutto è preparato con materie prime a chilometro zero, secondo una filiera corta che coinvolge piccoli agricoltori, allevatori, caseifici artigianali, pescatori della zona.


Accanto all’esperienza gastronomica si sviluppano le passeggiate e i trekking rurali, pensati per far conoscere sentieri poco battuti, mulattiere che collegano le frazioni collinari ai borghi marittimi, scorci panoramici sulla Baia di Ieranto, sul golfo di Napoli e su quello di Salerno. Le escursioni, condotte da guide ambientali, sono abbinate a degustazioni lungo il percorso: spremute di limone, marmellate fatte in casa, pane con olio extravergine, assaggi di provolone del monaco. A ogni tappa, un racconto: la storia di una famiglia contadina, la ricostruzione di un’antica tradizione marinara, la memoria di una ricetta tramandata da generazioni.


L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Massa Lubrense, che ha sostenuto il progetto come parte di un più ampio piano di rilancio turistico fondato sulla qualità dell’offerta e sulla destagionalizzazione. Anche l’assessorato regionale al turismo ha guardato con interesse all’esperimento, in quanto esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, in grado di valorizzare le aree interne e le economie locali. I dati del 2023 hanno confermato un incremento di presenze nelle strutture ricettive durante i giorni dell’evento, con particolare attenzione da parte del turismo di prossimità e degli escursionisti provenienti da Napoli, Salerno e Avellino. L’obiettivo per l’edizione 2025 è consolidare la manifestazione come appuntamento fisso di giugno, in anticipo rispetto all’alta stagione.


Una delle caratteristiche distintive dell’evento è l’adesione trasversale delle attività economiche. Oltre ai ristoratori, hanno partecipato artigiani del legno, ceramisti, produttori di limoncello e anche un fioraio, che ha curato l’allestimento floreale delle tavolate diffuse. Alcuni ristoranti hanno aperto le proprie cucine agli studenti dell’alberghiero di Vico Equense, offrendo loro un’esperienza formativa sul campo. Altri hanno ospitato laboratori sulla panificazione e sulla pasticceria tradizionale, coinvolgendo le massaie locali in dimostrazioni dal vivo.


Gli eventi serali si sono svolti in spazi pubblici e privati, trasformati per l’occasione in teatri del gusto. Piazze, cortili, giardini, terrazze panoramiche sono stati allestiti con tavole lunghe, luci sospese, candele e fiori freschi. Ogni serata è stata accompagnata da musica dal vivo – jazz, folk, classica napoletana – e letture sceniche ispirate ai testi di Raffaele La Capria, Domenico Rea e Matilde Serao, che nei loro scritti hanno evocato l’anima gastronomica della Campania. Alcune cene hanno previsto il contributo di sommelier professionisti, che hanno guidato i partecipanti in percorsi di abbinamento tra vini locali e pietanze.


“La Tavola dei 300” rappresenta anche una piattaforma di confronto e crescita per i ristoratori stessi. In un momento storico in cui la ristorazione è chiamata a ripensarsi dopo la pandemia, il progetto ha offerto l’opportunità di fare rete, condividere buone pratiche, aggiornare le proprie competenze. Un sistema collaborativo che ha favorito l’innovazione pur nel rispetto delle radici, come dimostrano le nuove collaborazioni nate tra chef, produttori, viticoltori e imprenditori del settore ospitalità. Il progetto è stato seguito anche da alcune testate di settore e blog turistici internazionali, attratti dalla formula originale che unisce turismo lento, cucina territoriale e narrazione collettiva.


L’Associazione Ristoratori Lubrensi, promotrice dell’iniziativa, ha annunciato che il lavoro continuerà per tutto l’anno, con eventi fuori stagione, gemellaggi gastronomici con altre località italiane e l’idea di pubblicare un libro-raccolta di ricette, storie e fotografie tratte dalle due edizioni della manifestazione. In programma anche la creazione di una mappa digitale interattiva, che consentirà ai visitatori di seguire percorsi gastronomici, scaricare ricette, scoprire curiosità su ingredienti e piatti tipici. L’intento è quello di trasformare l’esperienza temporanea in una rete permanente, capace di generare valore economico, culturale e sociale per l’intero territorio di Massa Lubrense.

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