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Maltempo e crisi climatica: vigneti toscani e pomodori pugliesi tra alluvioni, siccità e incendi

L’agricoltura italiana si trova ad affrontare una delle stagioni più difficili degli ultimi anni, con eventi climatici estremi che stanno colpendo duramente le coltivazioni in diverse regioni. In particolare, la Toscana e la Puglia stanno vivendo situazioni critiche che mettono a rischio interi comparti produttivi.


Toscana: vigneti devastati da alluvioni e grandinate

In Toscana, le recenti ondate di maltempo hanno causato danni significativi ai vigneti, soprattutto nelle zone di Bolgheri e del Mugello. Le intense piogge hanno provocato l'esondazione di canali e fossi, allagando campi e strade, e la furia dell'acqua mista al fango ha divelto alcune vigne, compromettendo la vendemmia in aree cruciali per la produzione vinicola regionale. 


Confagricoltura Toscana ha segnalato danni ingenti alle colture estensive, con centinaia di ettari sommersi dall'acqua, in particolare nelle province di Pisa, nel Mugello e nella Piana fiorentina. L'attivazione dello scolmatore di Pontedera, sebbene abbia protetto i centri urbani dalle inondazioni, ha riversato grandi quantità d'acqua nelle aree agricole circostanti, aggravando ulteriormente la situazione. 


Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza per la Toscana, stanziando risorse per 63 milioni di euro per affrontare i danni provocati dal maltempo. Tuttavia, le associazioni di categoria sottolineano che tali fondi potrebbero non essere sufficienti a coprire l'intera entità dei danni subiti dalle aziende agricole. 


Puglia: siccità, incendi e crisi idrica mettono in ginocchio l'agricoltura

In Puglia, la situazione è altrettanto preoccupante. Il caldo torrido e la siccità stanno danneggiando campi e stalle, con piante di pomodoro colpite da stress climatico e una fioritura eccessiva che compromette la qualità del raccolto. Le alte temperature hanno ustionato frutti come meloni, angurie e melanzane, mentre la mancanza d'acqua sta mettendo in crisi vigneti e oliveti. Anche la produzione di latte è in calo, con le mucche che producono fino al 30% in meno rispetto ai periodi normali. 


La scarsità d'acqua negli invasi, con una mancanza di 164 milioni di metri cubi, sta aggravando la crisi idrica, rendendo difficile l'irrigazione dei campi. Inoltre, si moltiplicano gli incendi in Salento, con migliaia di ulivi e centinaia di ettari mangiati dalle fiamme. Le piante secche per la Xylella diventano torce roventi, con temperature che raggiungono oltre 750 gradi, creando nubi tossiche che avvolgono campi e paesi.


Coldiretti Puglia ha lanciato l'allarme, evidenziando che ai danni incalcolabili all'agricoltura si sommano quelli d'immagine, con gravi ripercussioni anche sul turismo in Salento. La situazione è resa ancora più critica dalla burocrazia, che rallenta gli espianti e i reimpianti degli ulivi colpiti dalla Xylella, aggravando una situazione già drammatica.


Impatto economico e richieste di intervento

A livello nazionale, tra il 2022 e il 2024, gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni per 7 miliardi all’anno all’agricoltura. In Puglia, la minaccia dei dazi al 17% per i prodotti agricoli, proposta dal presidente Usa Donald Trump, potrebbe far crollare l'export di olio extravergine d'oliva e vino, prodotti per i quali si sta già verificando un calo delle esportazioni. Coldiretti ha chiesto una strategia chiara e coerente nelle relazioni commerciali internazionali per evitare una spirale di ritorsioni che finirebbe per danneggiare i settori di eccellenza. 


Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha accolto con favore l'annuncio del vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, riguardo a nuove fonti di finanziamento per la gestione idrica attraverso le risorse comunitarie dei fondi di coesione. Per la prima volta, sarà possibile finanziare direttamente la gestione idrica, attraverso la realizzazione di bacini di accumulo, un risultato definito storico per affrontare la crisi idrica che affligge il Sud Italia.


In Toscana, Confagricoltura ha chiesto una revisione delle attuali normative sui ristori per calamità naturali, sottolineando che molte imprese hanno subito perdite significative che, pur non raggiungendo la soglia del 35% della produzione lorda vendibile prevista dalla legge, mettono a rischio la loro sostenibilità economica. È necessario considerare con urgenza misure di sostegno anche per queste aziende, al fine di garantire la continuità produttiva e la salvaguardia del tessuto agricolo regionale. 


La situazione attuale evidenzia l'urgenza di interventi strutturali per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici, che stanno mettendo a dura prova l'agricoltura italiana. È fondamentale adottare politiche efficaci per la gestione delle risorse idriche, la prevenzione degli incendi e il sostegno alle imprese agricole colpite, al fine di preservare un settore strategico per l'economia e la cultura del Paese.

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