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Luce e gas, stangata da 84 milioni per i venditori del mercato libero: Arera e Guardia di finanza scoprono pratiche scorrette e sovrapprezzi

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), in collaborazione con il Nucleo speciale beni e servizi della Guardia di finanza, ha mosso contestazioni per oltre 84 milioni di euro nei confronti di 19 società attive nella vendita di luce e gas nel mercato libero. Si tratta del risultato di un’attività ispettiva senza precedenti, volta a verificare la correttezza dei comportamenti commerciali e la trasparenza nella fatturazione applicata agli utenti finali, in un momento delicato in cui milioni di famiglie e imprese italiane stanno affrontando il passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela a quello libero.


Secondo quanto reso noto dall’Arera, l’attività di controllo si è concentrata su diversi aspetti delle offerte commerciali, rilevando un quadro preoccupante: modifiche unilaterali dei contratti senza adeguata informazione, pubblicità ingannevoli, rincari nascosti nelle voci di spesa, ostacoli al recesso, scarsa trasparenza sui canali di contatto per reclami e assistenza. In alcuni casi sono stati accertati veri e propri raggiri contrattuali, con clienti ignari trasferiti a nuove condizioni economiche peggiorative senza alcuna autorizzazione formale.


Le indagini, avviate nella seconda metà del 2023 e intensificate nei primi mesi del 2024, hanno riguardato sia grandi operatori del settore sia aziende minori, alcune delle quali sono già state oggetto di sanzioni in passato per condotte analoghe. L’importo complessivo delle contestazioni, pari a 84 milioni di euro, rappresenta una cifra record per il settore e potrebbe ulteriormente aumentare con il proseguimento delle verifiche in corso.


Uno dei fenomeni più gravi riscontrati riguarda l’inosservanza del divieto di modifiche unilaterali delle condizioni economiche durante la validità del contratto. Questo comportamento, vietato dalle norme in materia di tutela del consumatore, è stato registrato in numerose offerte sottoscritte nel periodo successivo all’introduzione delle misure straordinarie di protezione previste durante l’emergenza energetica. Molti venditori, approfittando della fine del blocco tariffario deciso dal Governo, hanno modificato le condizioni economiche senza rispettare l’obbligo di preavviso e senza fornire una motivazione oggettiva e trasparente.


Un altro aspetto sotto accusa riguarda la presentazione delle offerte sul portale ufficiale dell’Arera, il Portale Offerte. Le verifiche hanno evidenziato casi in cui i prezzi pubblicizzati online differivano significativamente da quelli effettivamente applicati in bolletta, talvolta a causa di costi accessori non segnalati o di penali nascoste. Inoltre, sono state riscontrate criticità nei processi di comparazione delle offerte, spesso formulati in modo da risultare deliberatamente poco chiari per gli utenti meno esperti.


La Guardia di finanza, tramite accertamenti bancari e informatici, ha documentato anche strategie aggressive nei confronti di clienti anziani o economicamente fragili. In alcuni casi, i venditori si sono avvalsi di call center esterni non autorizzati per proporre modifiche contrattuali, spesso spacciate per adeguamenti normativi o promozioni temporanee. Molti consumatori hanno poi scoperto solo con la prima bolletta i rincari applicati, senza possibilità di esercitare il diritto di recesso per mancanza di documentazione o per ostacoli tecnici posti dai venditori.


L’intervento di Arera e della Guardia di finanza giunge in un momento critico, coincidente con la transizione definitiva dal servizio di tutela al mercato libero, il cui completamento è previsto entro gennaio 2025 per la maggior parte delle utenze domestiche. Le autorità temono che l’accelerazione del processo possa diventare un’occasione per operatori spregiudicati di approfittare della scarsa informazione dei consumatori, spingendoli verso offerte economicamente svantaggiose o contratti poco chiari.


Per far fronte a questa situazione, l’Arera ha annunciato nuove misure per rafforzare il monitoraggio e garantire maggiore trasparenza nelle comunicazioni commerciali. È stato disposto l’obbligo per tutte le aziende coinvolte di pubblicare sui propri siti internet un’informativa dettagliata sugli esiti degli accertamenti, indicando gli impegni assunti per il superamento delle criticità. Inoltre, saranno aggiornati i meccanismi di verifica automatica delle offerte presenti sul Portale Offerte, con nuove funzionalità per il controllo delle condizioni economiche effettive applicate ai clienti.


Sul piano politico, la vicenda ha riacceso il dibattito sulla regolamentazione del mercato energetico. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che il Governo è pronto a intervenire con nuove norme per rafforzare i poteri di vigilanza dell’Arera e per introdurre sanzioni più incisive nei confronti delle pratiche scorrette. Particolare attenzione sarà rivolta alla tutela delle fasce vulnerabili, per le quali si valuta l’introduzione di un servizio di accompagnamento al passaggio al mercato libero, gestito da enti pubblici o associazioni di tutela dei consumatori.


Le associazioni dei consumatori, da parte loro, chiedono da tempo un rafforzamento del quadro sanzionatorio. Secondo Federconsumatori e Altroconsumo, i comportamenti emersi nell’inchiesta dimostrano che il mercato libero dell’energia è ancora troppo spesso dominato da dinamiche poco trasparenti, dove la concorrenza si gioca più sull’abilità a confondere il cliente che sull’effettiva convenienza delle tariffe. Le due organizzazioni hanno annunciato l’intenzione di avviare una class action nei confronti delle aziende coinvolte, chiedendo il rimborso per migliaia di utenti danneggiati da pratiche scorrette.


Il fronte giuridico si prospetta dunque altrettanto impegnativo. Alcune società contestate hanno già dichiarato l’intenzione di ricorrere contro i provvedimenti dell’Arera, sostenendo di aver rispettato la normativa vigente e di aver fornito tutte le informazioni necessarie. Tuttavia, l’Autorità fa sapere che sono già in corso nuovi accertamenti incrociati e che l’ammontare delle contestazioni potrebbe salire ulteriormente nei prossimi mesi. Anche l’Antitrust è stata coinvolta nella fase istruttoria, con segnalazioni inviate per valutare eventuali violazioni della concorrenza e pratiche commerciali scorrette ai sensi del Codice del consumo.


L’intervento congiunto di Arera e Guardia di finanza, il primo di tale portata nel mercato dell’energia, segna un punto di svolta nella vigilanza sulle dinamiche commerciali del settore. In un contesto dove le famiglie italiane devono già fronteggiare costi energetici elevati, ogni comportamento opportunistico può avere ripercussioni pesanti sul bilancio domestico. L’auspicio delle autorità è che questa azione ispettiva possa contribuire a un netto cambio di rotta nelle condotte di mercato e a ristabilire un quadro di fiducia tra venditori e utenti.

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