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Lombardia locomotiva d’Italia: crescita record negli ultimi dieci anni, +11,4% contro il +3,1% nazionale

Negli ultimi dieci anni, la Lombardia ha consolidato il suo ruolo di locomotiva economica del Paese, registrando una crescita del PIL pari all’11,4%, un dato che supera di oltre tre volte la media nazionale, ferma al +3,1%. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’Istat, i cui risultati sono stati rilanciati da Il Sole 24 Ore in concomitanza con la presentazione dell’ultimo rapporto sulla competitività territoriale. La performance lombarda conferma un trend ormai consolidato, che vede la regione non solo come baricentro produttivo e finanziario d’Italia, ma anche come modello di resilienza e capacità di adattamento agli shock economici globali.


A determinare questa crescita non è stata solo la forza del tessuto industriale, ma un insieme di fattori sinergici: l’innovazione tecnologica, il peso della manifattura ad alto valore aggiunto, la vitalità del terziario avanzato e un sistema di infrastrutture logistiche che ha continuato a evolversi, rendendo il territorio uno snodo nevralgico a livello europeo. Milano, in particolare, ha trainato il dinamismo dell’intera regione, fungendo da centro propulsivo per settori strategici come la finanza, la moda, l’ICT, i servizi alle imprese, la sanità e la formazione universitaria.


L’export ha giocato un ruolo fondamentale in questo scenario. La Lombardia è la prima regione italiana per valore delle esportazioni, con un’incidenza superiore al 25% del totale nazionale. Tra il 2014 e il 2023, le vendite all’estero dei prodotti lombardi sono aumentate costantemente, con picchi significativi nei settori della meccanica, della chimica farmaceutica, della metallurgia e dell’agroalimentare di qualità. La capacità delle imprese lombarde di presidiare i mercati internazionali, anche durante le fasi più critiche della pandemia, è stata favorita da un alto grado di internazionalizzazione e da una forte propensione all’innovazione.


Proprio sul fronte dell’innovazione, la regione detiene il primato nazionale in termini di investimenti in ricerca e sviluppo. Il numero di start-up innovative con sede in Lombardia è più che raddoppiato in dieci anni, passando da meno di 900 a oltre 2.000 unità, con una concentrazione altissima nell’area metropolitana milanese. Le collaborazioni tra università, centri di ricerca e imprese hanno dato vita a un ecosistema fertile per la nascita di nuove tecnologie, brevetti e spin-off, rendendo il territorio attrattivo anche per capitali internazionali e grandi gruppi industriali esteri.


Un altro elemento chiave è stato il mercato del lavoro. Sebbene il tasso di occupazione lombardo abbia subito, come nel resto del Paese, una battuta d’arresto durante gli anni della pandemia, la regione è riuscita a riprendersi più rapidamente, riportando già nel 2023 i livelli pre-Covid. Attualmente, la Lombardia presenta un tasso di occupazione tra i più alti d’Italia (oltre il 70%), con una disoccupazione che si attesta sotto il 5%. Anche la qualità dell’occupazione, misurata in termini di stabilità contrattuale e retribuzioni medie, risulta superiore rispetto alla media nazionale.


Determinante è stata anche la capacità della regione di attrarre investimenti pubblici e privati in grandi opere infrastrutturali. Il completamento della BreBeMi, l’ampliamento del sistema aeroportuale, la riqualificazione della rete ferroviaria e i progetti di mobilità sostenibile legati alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 hanno avuto effetti moltiplicatori sul PIL e sull’indotto territoriale. A questi si aggiungono le politiche di rigenerazione urbana e di digitalizzazione dei servizi pubblici, che hanno contribuito a rafforzare il legame tra competitività economica e qualità della vita.


Il settore sanitario ha giocato un ruolo cruciale nel rafforzare la percezione della Lombardia come regione guida. Nonostante le polemiche sulla gestione dell’emergenza Covid-19 nella prima fase della pandemia, il sistema sanitario lombardo resta uno dei più strutturati e avanzati del Paese, con un mix di pubblico e privato che garantisce prestazioni d’eccellenza e una vasta gamma di servizi ad alta specializzazione. Le strutture ospedaliere, i poli universitari di medicina e le aziende biomedicali costituiscono un cluster sanitario che ha resistito alla crisi e che continua ad attrarre pazienti da tutta Italia.


A livello territoriale, il dato più interessante riguarda la capacità di crescita anche di aree considerate “periferiche”. Province come Bergamo, Brescia, Monza, Como e Varese hanno mostrato tassi di crescita superiori alla media, grazie alla presenza di distretti produttivi flessibili e all’adozione di tecnologie abilitanti in ambito manifatturiero. La “quarta rivoluzione industriale” – fondata su robotica, IoT, intelligenza artificiale e sostenibilità – ha trovato terreno fertile in queste aree, spesso grazie al dinamismo delle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del sistema economico lombardo.


Il divario con il resto del Paese resta tuttavia marcato. Se la Lombardia ha fatto segnare un +11,4% di crescita del PIL tra il 2014 e il 2023, la media delle regioni del Sud è rimasta inchiodata attorno all’1%, con molte aree che non hanno ancora recuperato i livelli precedenti alla crisi del 2008. Anche il Centro e parte del Nord-Est (fatta eccezione per l’Emilia-Romagna) hanno mostrato andamenti più lenti, segno che il modello lombardo non è automaticamente replicabile e richiede condizioni strutturali specifiche per attecchire.


I principali think tank economici e gli osservatori territoriali indicano nel “modello Lombardia” una combinazione di fattori: densità produttiva, qualità del capitale umano, governance multilivello efficace e attrattività del territorio. Ma sottolineano anche che il mantenimento di questi risultati richiede investimenti costanti in infrastrutture, innovazione, formazione e coesione sociale. A fronte di una crescita più elevata, la regione deve ora affrontare nuove sfide: invecchiamento della popolazione, carenza di manodopera qualificata in alcuni settori, crisi climatica e sostenibilità urbana.


Il confronto con il resto d’Europa mostra che la Lombardia è allineata ai livelli di sviluppo delle regioni più avanzate dell’area OCSE. Il suo PIL pro capite supera la media dell’UE e la colloca accanto a territori come la Baviera, l’Île-de-France e la Catalogna. Tuttavia, le disuguaglianze interne – tra grandi città e aree rurali, tra professioni ad alta specializzazione e lavoro precario – restano significative. La sfida del futuro sarà dunque quella di rendere la crescita più inclusiva, più sostenibile e più bilanciata a livello territoriale.

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