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LivaNova investe a Mirandola: il distretto biomedicale si rafforza con un nuovo polo per ossigenatori ad alta tecnologia

LivaNova, multinazionale anglo-americana leader nel settore delle tecnologie mediche avanzate, ha annunciato un nuovo e significativo investimento nel distretto biomedicale di Mirandola, in Emilia-Romagna. La società potenzierà la propria presenza nel cuore della “biomedical valley” italiana con l’ampliamento della produzione di ossigenatori di ultima generazione, dispositivi fondamentali nelle procedure di circolazione extracorporea impiegate in cardiochirurgia e in terapia intensiva. Il nuovo polo, che sorgerà accanto alla sede già operativa dell’azienda nel territorio modenese, sarà dedicato allo sviluppo e alla produzione di queste componenti salvavita ad alta complessità tecnica.


L’operazione conferma l’interesse strategico del gruppo LivaNova verso il distretto emiliano, considerato uno dei poli industriali biomedicali più avanzati al mondo. Il sito di Mirandola diventerà uno dei principali centri europei per la realizzazione di ossigenatori, con un aumento significativo della capacità produttiva, l’introduzione di nuove linee automatizzate e l’impiego di tecnologie all’avanguardia. Il piano prevede anche l’assunzione di nuovo personale altamente specializzato: tecnici di laboratorio, ingegneri di processo, operatori di cleanroom e addetti al controllo qualità, per un totale di circa 100 nuovi posti di lavoro nei prossimi due anni.


Gli ossigenatori prodotti nello stabilimento modenese sono dispositivi biomedici essenziali nelle operazioni di by-pass cardiopolmonare e nelle tecniche ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), utilizzate nei casi critici di insufficienza respiratoria o cardiaca acuta. La domanda globale di questi prodotti è aumentata costantemente negli ultimi anni, anche a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 che ha messo in evidenza l’importanza di tecnologie in grado di supportare le funzioni vitali nei pazienti più gravi. LivaNova ha risposto a questa evoluzione dei bisogni clinici con un piano di rafforzamento industriale che mira a localizzare nei centri ad alta competenza – come quello di Mirandola – la produzione strategica.


Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’investimento rappresenta anche un riconoscimento della qualità e dell’affidabilità del sistema produttivo emiliano. Il distretto di Mirandola, nato negli anni Sessanta e sviluppatosi grazie all’intuizione di imprenditori pionieristici come Mario Veronesi, ospita oggi oltre 100 aziende attive nel settore biomedicale, con una concentrazione unica in Europa di know-how, fornitori, laboratori e servizi integrati. La presenza di istituti tecnici specializzati, università, centri di ricerca applicata e una filiera completa dalla progettazione alla sterilizzazione, rende l’area particolarmente attrattiva per i grandi gruppi internazionali.


L’intervento di LivaNova si inserisce in un contesto di grande dinamismo. Negli ultimi anni, numerosi investimenti hanno interessato il distretto: da Medtronic a B.Braun, da Sorin Group a Baxter, passando per numerose PMI in espansione, il territorio ha continuato a crescere nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alle interruzioni globali delle catene di approvvigionamento. L’ampliamento dello stabilimento LivaNova contribuirà ulteriormente a consolidare la vocazione produttiva del comprensorio, favorendo anche lo sviluppo di competenze tecnologiche avanzate e stimolando l’indotto locale.


Il nuovo polo sarà progettato secondo criteri di sostenibilità energetica e ambientale. L’azienda ha già anticipato che l’edificio sarà dotato di impianti fotovoltaici, sistemi di recupero delle acque di processo, coibentazione ad alte prestazioni e un controllo intelligente dei consumi. LivaNova intende ottenere per il sito le principali certificazioni ambientali internazionali, come la ISO 14001 e la LEED, integrando la responsabilità ambientale all’interno della propria strategia industriale globale. L’approccio green sarà affiancato da investimenti in digitalizzazione e automazione industriale, con l’adozione di tecnologie 4.0 per il monitoraggio in tempo reale della produzione e la tracciabilità dei dispositivi lungo l’intera supply chain.


L’Emilia-Romagna, dal canto suo, guarda con favore all’investimento. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Colla ha definito l’operazione “un esempio virtuoso di sinergia tra impresa, territorio e istituzioni”, sottolineando il ruolo della Regione nell’accompagnare gli investimenti produttivi di qualità. La Regione è attualmente impegnata nel rafforzamento delle politiche per l’attrattività industriale e nella costruzione di ecosistemi territoriali orientati all’innovazione. In questo contesto, il biomedicale rappresenta uno degli asset chiave su cui puntare per costruire una crescita sostenibile, resiliente e orientata alla salute pubblica.


Il potenziamento del polo LivaNova avrà anche ricadute sul piano della formazione e della ricerca. L’azienda ha già attivato partnership con l’Università di Modena e Reggio Emilia, il Tecnopolo di Mirandola e alcune fondazioni ITS per creare percorsi formativi mirati e promuovere tirocini, tesi sperimentali e progetti di ricerca applicata. I giovani tecnici, biologi e ingegneri del territorio avranno la possibilità di confrontarsi con tecnologie medicali di ultima generazione, in un ambiente produttivo altamente specializzato e in costante contatto con il mercato globale.


LivaNova, quotata al Nasdaq e presente in oltre 100 Paesi, ha chiuso il 2024 con ricavi superiori a 1,2 miliardi di dollari e una pipeline in forte espansione, in particolare nei settori della cardiochirurgia, delle neuroscienze e del supporto vitale avanzato. L’investimento a Mirandola conferma la centralità dell’Italia nella mappa industriale del gruppo, che negli anni ha progressivamente rafforzato la produzione in Europa puntando su hub ad alta specializzazione. Lo stabilimento modenese sarà una delle colonne portanti della divisione Circulatory Support, da cui dipendono prodotti strategici per la sopravvivenza dei pazienti più critici.


Con questo nuovo polo, LivaNova mira a integrare la ricerca, lo sviluppo e la manifattura in un’unica sede, valorizzando le competenze locali e migliorando la reattività dell’azienda di fronte alla domanda globale in continua evoluzione. Il rafforzamento della presenza a Mirandola rappresenta quindi non solo una scelta industriale, ma anche un messaggio di fiducia nelle potenzialità del sistema Italia e nella sua capacità di offrire infrastrutture, competenze e contesto competitivo ad alto valore aggiunto.

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