Linda Yaccarino si dimette da CEO di X: Elon Musk riprende il controllo della piattaforma
- piscitellidaniel
- 9 lug
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Il 9 luglio 2025, Linda Yaccarino ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di CEO di X, la piattaforma precedentemente conosciuta come Twitter. La notizia è stata comunicata direttamente da Yaccarino attraverso un post sul social network, in cui ha espresso gratitudine per l'opportunità ricevuta e ha sottolineato i risultati ottenuti durante il suo mandato. Tra questi, ha menzionato la “storica ripresa aziendale”, l’attenzione alla sicurezza degli utenti, in particolare dei bambini, e il ripristino della fiducia degli inserzionisti.
Yaccarino era stata nominata CEO nel giugno 2023, in seguito all’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk nell’ottobre 2022. La sua nomina aveva suscitato grande interesse, sia per il profilo professionale che per il contesto in cui avveniva: Musk cercava di rilanciare una piattaforma sotto pressione finanziaria e reputazionale. Proveniente da NBCUniversal, dove ricopriva il ruolo di responsabile delle entrate pubblicitarie, Yaccarino portava con sé un bagaglio di relazioni nel mondo degli investitori e un approccio manageriale orientato al mercato pubblicitario tradizionale.
Durante il suo incarico, Yaccarino ha cercato di risollevare la piattaforma, introducendo nuove funzionalità e stabilendo contatti con gli inserzionisti. Tra le novità, la promozione di contenuti premium, la riorganizzazione dell’offerta pubblicitaria e il supporto a strumenti di intelligenza artificiale per la moderazione dei contenuti. Tuttavia, la sua leadership è stata costantemente affiancata, e in parte oscurata, dalla figura di Musk, che ha mantenuto un ruolo centrale nelle decisioni strategiche, spesso intervenendo direttamente nella comunicazione e nelle scelte operative.
Un elemento di frizione ricorrente è stato il delicato equilibrio tra libertà di espressione e contenuti tossici. Musk ha promosso una linea più permissiva, anche a costo di perdere sponsorizzazioni, mentre Yaccarino ha cercato di rassicurare gli inserzionisti e rafforzare le policy contro la disinformazione. Questa tensione si è accentuata con l’integrazione crescente tra X e xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata da Musk, che ha introdotto nuovi strumenti di generazione automatica di contenuti e di risposta automatizzata, sollevando preoccupazioni sul controllo editoriale e sulla responsabilità della piattaforma.
Le sue dimissioni segnano quindi la fine di una fase di transizione mai pienamente stabilizzata. Sebbene Yaccarino abbia rivendicato risultati tangibili, come la tenuta dei ricavi pubblicitari in un contesto avverso, la sua autorità è apparsa sempre subordinata alla visione personale di Musk, che più volte ha comunicato senza filtri, anche su temi delicati come la geopolitica o la sanità pubblica, attirando critiche e pressioni istituzionali.
L’immediato futuro di X resta incerto. Musk non ha ancora comunicato se intende nominare un nuovo CEO o se tornerà ad assumere direttamente il ruolo, ma secondo fonti interne potrebbe preferire un assetto più fluido, senza una figura unica di vertice. Gli analisti ritengono che una possibile soluzione sia la nomina di un comitato operativo o di un responsabile tecnico più vicino alla struttura di xAI, segnando un ulteriore spostamento verso una piattaforma guidata da algoritmi e meno da decisioni editoriali umane.
Nel frattempo, gli inserzionisti seguono con attenzione l’evoluzione degli eventi. Il ritorno di Musk al controllo diretto solleva nuovi interrogativi sulla direzione editoriale e sulla sostenibilità economica della piattaforma. Alcune agenzie pubblicitarie internazionali hanno già richiesto rassicurazioni formali sul rispetto degli standard di contenuto e sulla protezione dei brand, mentre alcuni grandi investitori si interrogano sulla coerenza strategica dell’intero progetto.
La vicenda di Linda Yaccarino si chiude così dopo poco più di due anni, lasciando in eredità un’esperienza ambivalente, in cui la spinta verso la normalizzazione aziendale si è scontrata con la visione radicale e personalistica del proprietario. Resta ora da capire se X continuerà nella direzione di un social aperto e algoritmico o se tornerà a ristrutturarsi in funzione delle esigenze del mercato pubblicitario globale.

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