Legno-arredo italiano: export stabile a marzo, ma l’ombra dei dazi USA preoccupa il settore
- piscitellidaniel
- 8 lug
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Il settore italiano del legno-arredo ha registrato una sostanziale stabilità nell'export a marzo 2025, con una variazione complessiva dello 0,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Tuttavia, dietro questa apparente tenuta si celano segnali di preoccupazione legati alle tensioni commerciali internazionali, in particolare all'annuncio di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump.
Performance dell'export a marzo 2025
Secondo i dati diffusi da FederlegnoArredo, l'export della filiera legno-arredo ha mostrato un andamento altalenante nei primi mesi del 2025. Dopo un gennaio positivo, febbraio ha segnato un rallentamento, mentre marzo ha visto una lieve ripresa, portando la variazione complessiva del primo trimestre a -0,7%. In particolare, il macrosistema arredamento ha contenuto meglio le perdite, registrando un calo dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tra i mercati di destinazione, gli Stati Uniti si confermano al secondo posto con un valore di 2,2 miliardi di euro e una crescita dell'1,5%, mentre la Cina ha subito una flessione del 13,2%, mantenendo comunque la settima posizione nella classifica delle destinazioni dell'export italiano.
Preoccupazioni per i nuovi dazi USA
L'annuncio dell'amministrazione Trump di introdurre nuovi dazi sulle importazioni negli Stati Uniti ha generato forte preoccupazione tra le aziende italiane del settore. Secondo un'analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore, l'introduzione di dazi del 20% su tutti i prodotti europei, compresi quelli del legno-arredo, potrebbe avere un impatto significativo sulle esportazioni italiane. In particolare, le piccole e medie imprese attive nei settori dell'arredamento, dell'automotive e dell'agroalimentare potrebbero subire perdite per milioni di euro, con gravi conseguenze occupazionali. Le imprese stanno già predisponendo piani di contenimento, prevedendo trasferimenti, demansionamenti, riduzioni dell'orario di lavoro e accordi di solidarietà.
Strategie di adattamento e diversificazione
Per affrontare le sfide poste dai nuovi dazi, le aziende italiane del legno-arredo stanno valutando diverse strategie di adattamento. Una delle opzioni considerate è il consolidamento attraverso fusioni e acquisizioni, al fine di creare gruppi più grandi e strutturati in grado di sostenere i costi legati ai dazi e di beneficiare delle economie di scala. Inoltre, le imprese stanno puntando sull'innovazione tecnologica, sull'efficientamento della produzione e sulla qualità del servizio per mantenere la competitività sul mercato americano. La domanda per i prodotti italiani di fascia alta è spesso anelastica, il che significa che un aumento dei prezzi dovuto ai dazi potrebbe non ridurre significativamente la richiesta.
Ruolo del Salone del Mobile e delle fiere internazionali
In questo contesto, il Salone del Mobile di Milano si conferma un volano strategico per il made in Italy. L'edizione 2025 ha visto una partecipazione record di operatori esteri, con una quota del 68%, e ha rappresentato un'importante piattaforma per promuovere l'eccellenza italiana nel settore dell'arredamento. Secondo Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, è fondamentale valorizzare le fiere internazionali come strumenti strategici per disegnare il nuovo mappamondo dei mercati e per supportare le aziende nelle loro strategie di business. In particolare, è necessario esplorare nuove destinazioni, come Emirati Arabi, Arabia Saudita, India e Brasile, per diversificare i mercati di sbocco e ridurre la dipendenza dal mercato statunitense.
Prospettive future e necessità di supporto istituzionale
Le imprese del settore legno-arredo si trovano ad affrontare un periodo di grande incertezza, caratterizzato da tensioni commerciali internazionali e da un rallentamento della domanda in alcuni mercati chiave. In questo scenario, è fondamentale che le istituzioni nazionali e europee mettano in campo strumenti di supporto all'internazionalizzazione, per aiutare le aziende a esplorare nuovi mercati e a rafforzare la propria presenza all'estero. Inoltre, è necessario promuovere politiche commerciali che favoriscano il libero scambio e che evitino l'escalation di misure protezionistiche, al fine di garantire la competitività del made in Italy sui mercati internazionali.

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