top of page

L'Unione Europea pronta a bocciare l'Italia sull'uso del golden power nell'operazione UniCredit-Banco BPM

La Commissione Europea si appresta a esprimere un giudizio negativo sull'applicazione del golden power da parte del governo italiano nell'ambito dell'offerta pubblica di scambio (OPS) promossa da UniCredit su Banco BPM. Secondo fonti riportate da Reuters, Bruxelles ritiene che le condizioni imposte dall'Italia violino le normative europee in materia di concorrenza e libertà di circolazione dei capitali.


Le condizioni imposte dal governo italiano

Il governo italiano, attraverso l'esercizio del golden power, ha approvato l'operazione UniCredit-Banco BPM subordinandola a una serie di prescrizioni. Tra queste, l'obbligo per UniCredit di cessare le attività in Russia entro nove mesi, il mantenimento per cinque anni del rapporto impieghi/depositi di Banco BPM e UniCredit in Italia, e il divieto di ridurre il livello dell'attuale portafoglio di project finance delle due banche nel Paese. Inoltre, è stato imposto il mantenimento degli investimenti di Anima Holding in titoli emessi da soggetti italiani per almeno cinque anni.


La posizione della Commissione Europea

La Commissione Europea contesta la legittimità di queste condizioni, sostenendo che solo Bruxelles ha l'autorità per imporre vincoli in operazioni di fusione e acquisizione che rientrano nell'ambito delle normative comunitarie. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Commissione ritiene che l'intervento del governo italiano sia inappropriato e potrebbe avviare una procedura di infrazione contro l'Italia per violazione del diritto dell'UE.


La risposta del Ministero dell'Economia e delle Finanze

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) ha difeso l'applicazione del golden power, affermando che le prescrizioni imposte sono legittime e mirano a tutelare la sicurezza economica dei risparmiatori italiani. In una lettera inviata alla Commissione Europea, il MEF ha sottolineato che l'operazione UniCredit-Banco BPM comporterebbe la concentrazione di una massa di risparmio e depositi per centinaia di miliardi di euro, giustificando così l'intervento dello Stato per garantire la stabilità del sistema finanziario nazionale.


La posizione di UniCredit

UniCredit ha espresso forti perplessità riguardo alle condizioni imposte dal governo italiano, ritenendole eccessive e non in linea con la normativa europea. La banca ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per ottenere l'annullamento del decreto golden power. Il CEO di UniCredit, Andrea Orcel, ha dichiarato che senza una definizione chiara delle richieste legate al golden power, l'OPS su Banco BPM non potrà procedere.


Le implicazioni per il sistema bancario italiano

L'intervento del governo italiano nell'operazione UniCredit-Banco BPM ha suscitato preoccupazioni tra gli operatori del settore bancario e gli investitori. La possibilità di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea potrebbe avere ripercussioni negative sulla reputazione dell'Italia e sulla fiducia degli investitori nel sistema finanziario del Paese. Inoltre, l'uso del golden power in un'operazione tra due banche italiane è stato definito "inusuale" da UniCredit, che ha evidenziato come tali prescrizioni possano limitare la libertà di gestione e decisionale dell'istituto.


Le reazioni del mercato

Nonostante le tensioni tra il governo italiano e la Commissione Europea, le azioni di UniCredit e Banco BPM hanno registrato un aumento in borsa, rispettivamente del 2,4% e del 4%, dopo la diffusione delle notizie riguardanti la probabile bocciatura dell'Italia da parte di Bruxelles. Gli investitori sembrano interpretare positivamente la possibilità che le condizioni imposte dal governo italiano vengano ritirate, facilitando così la conclusione dell'operazione.


Il contesto geopolitico e le attività in Russia

Una delle principali condizioni imposte dal governo italiano riguarda la cessazione delle attività di UniCredit in Russia entro nove mesi. Questa prescrizione è stata giustificata dal MEF con la necessità di allinearsi alle sanzioni internazionali e di tutelare la sicurezza economica nazionale. Tuttavia, UniCredit ha espresso preoccupazione per le implicazioni operative di una rapida uscita dal mercato russo, sottolineando la necessità di garantire continuità nei pagamenti per le aziende italiane ancora attive nel Paese.


La posizione del governo italiano

Il governo italiano, attraverso il MEF, ha ribadito la legittimità dell'applicazione del golden power, sostenendo che le prescrizioni imposte sono proporzionate e mirano a proteggere l'interesse pubblico. Il MEF ha inoltre evidenziato che l'intervento non interferisce con le competenze delle autorità europee in materia di concorrenza, ma si inserisce nell'ambito della tutela della sicurezza nazionale, che rientra nelle prerogative degli Stati membri.


Le prospettive future

La decisione finale della Commissione Europea sull'applicazione del golden power da parte dell'Italia è attesa nei prossimi giorni. In caso di bocciatura, il governo italiano potrebbe essere costretto a ritirare le condizioni imposte, aprendo la strada alla conclusione dell'operazione UniCredit-Banco BPM. Tuttavia, la vicenda evidenzia le tensioni tra le prerogative nazionali e le normative europee in materia di concorrenza e solleva interrogativi sull'equilibrio tra la tutela dell'interesse pubblico e la libertà di mercato all'interno dell'Unione Europea.

Post correlati

Mostra tutti

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page