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L’associazione dei centenari apre ai giovani: nasce una nuova sezione per promuovere stili di vita longevi già in età precoce

L’associazione dei centenari, storicamente nata per celebrare e raccogliere le esperienze di vita di chi ha raggiunto o superato i cento anni d’età, si apre a una nuova fase della sua esistenza con la creazione di una sezione dedicata ai giovani. La decisione, deliberata all’unanimità dal consiglio direttivo nazionale, rappresenta un’evoluzione significativa per un’organizzazione che fino a oggi si era concentrata quasi esclusivamente su persone ultracentenarie, documentando e valorizzando i loro percorsi, stili di vita, relazioni familiari e abitudini quotidiane. Il nuovo ramo giovanile ha l’obiettivo di mettere in comunicazione generazioni lontane, promuovendo fin dall’infanzia una cultura della salute, della prevenzione e della longevità.


La nuova sezione non è pensata come un’operazione di semplice apertura simbolica, ma come una piattaforma concreta di progetti, attività e percorsi educativi rivolti a ragazzi, adolescenti e giovani adulti. La finalità principale è quella di trasmettere le abitudini virtuose che accomunano molti dei centenari italiani: alimentazione bilanciata, attività fisica regolare, vita sociale attiva, relazioni affettive stabili e un atteggiamento mentale positivo nei confronti della vecchiaia. Un patrimonio immateriale che l’associazione intende raccogliere e trasmettere attraverso testimonianze dirette, incontri intergenerazionali, laboratori didattici e percorsi formativi nelle scuole.


L’iniziativa nasce in risposta a un contesto sociale ed epidemiologico sempre più complesso. Da un lato, l’Italia continua a detenere uno dei primati mondiali per aspettativa di vita, con oltre 22.000 persone che hanno superato i cento anni. Dall’altro, le nuove generazioni mostrano segnali preoccupanti legati alla sedentarietà, al sovrappeso, alla crescente diffusione di disturbi ansiosi e depressivi, e a un indebolimento delle reti familiari. Di fronte a questi dati, l’associazione ha ritenuto urgente intervenire con un’azione culturale che possa invertire la rotta, avvicinando i giovani a un modello di vita orientato non solo alla longevità, ma anche alla qualità degli anni vissuti.


Il progetto della sezione giovani si articolerà in tre ambiti principali. Il primo è quello educativo, con programmi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, durante i quali i centenari incontreranno gli studenti per raccontare la propria storia e rispondere alle domande dei ragazzi. Non si tratterà solo di racconti biografici, ma di vere e proprie lezioni di vita incentrate su valori come la resilienza, la sobrietà, l’impegno quotidiano e il rispetto dei cicli naturali. Il secondo ambito è quello sanitario-preventivo, con il coinvolgimento di medici, nutrizionisti e psicologi per promuovere comportamenti sani, affrontare il tema della prevenzione in età precoce e proporre modelli di benessere psicofisico accessibili a tutti. Il terzo ambito è quello comunitario, con iniziative che mirano a rafforzare i legami tra giovani e anziani nelle realtà locali, creando occasioni di socialità condivisa, orti urbani intergenerazionali, gruppi di cammino, attività manuali e culturali.


Tra i promotori dell’iniziativa, spicca il presidente onorario dell’associazione, il centenario Giuseppe Bruni, originario di Parma, che ha raccontato come il suo segreto di longevità sia stato “alzarsi sempre con uno scopo”. Ed è proprio questa filosofia che il nuovo progetto vuole trasmettere ai giovani: la centralità del senso, della connessione con gli altri e della capacità di guardare al futuro con fiducia. Bruni, ancora lucido e attivo, ha espresso grande entusiasmo per l’idea di dialogare con le nuove generazioni e ha già dato la propria disponibilità a partecipare ai primi incontri nelle scuole previsti per l’autunno.


L’associazione intende anche raccogliere in un volume le testimonianze dei centenari che parteciperanno alla sezione giovani, affiancandole alle riflessioni di ragazzi coinvolti nei laboratori. Il volume, dal titolo provvisorio “L’età del futuro”, sarà pubblicato nel 2026 e vuole essere un manifesto collettivo su come costruire una società più longeva, non solo dal punto di vista anagrafico, ma anche valoriale, ambientale e sociale. Per farlo, sarà avviato un censimento nazionale delle esperienze virtuose che coinvolgono giovani e anziani insieme, dalle case di riposo aperte alle visite scolastiche fino alle università della terza età che includono studenti under 30.


L’iniziativa ha già ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, e si prevede una collaborazione con il CNR per uno studio longitudinale sull’impatto delle attività intergenerazionali sulla salute mentale e fisica dei partecipanti. L’idea è quella di monitorare per almeno due anni un campione misto di giovani e anziani che partecipano attivamente ai programmi, per valutare scientificamente i benefici di questa interazione.


In termini organizzativi, la sezione giovani avrà un proprio comitato scientifico e una rete di referenti regionali, con l’obiettivo di coprire almeno 15 regioni italiane entro il 2026. La direzione nazionale ha annunciato la volontà di aprire anche un profilo social dedicato, gestito direttamente dai ragazzi, per raccontare in tempo reale le attività svolte, condividere video, podcast e materiali educativi prodotti durante i laboratori. Sarà creato anche un contest annuale per le scuole, intitolato “Un giorno da centenario”, in cui gli studenti dovranno ideare progetti creativi ispirati agli stili di vita longevi, mettendo a confronto le generazioni.


La risposta dei territori è stata fin da subito positiva. Alcune regioni, come Emilia-Romagna, Toscana e Friuli Venezia Giulia, hanno già offerto il supporto delle loro aziende sanitarie locali per la logistica e il coinvolgimento delle scuole. Anche diversi comuni, soprattutto nei piccoli centri, si sono detti pronti ad accogliere le attività e a promuovere momenti di incontro tra i cittadini più anziani e i giovani, con l’intento di costruire nuove forme di cittadinanza attiva e consapevole.

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