KKR acquisisce 1,6 GW di progetti di batterie da ContourGlobal: svolta strategica per l’energia di riserva in Italia
- piscitellidaniel
- 3 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Il fondo di investimento KKR ha annunciato l’acquisizione da ContourGlobal di un portafoglio di progetti per batterie di accumulo dell’energia da 1,6 gigawatt, in una mossa che consolida ulteriormente la sua presenza nel settore energetico italiano e rafforza la sua strategia di lungo termine sullo stoccaggio e la gestione dell’energia. L’accordo rappresenta una delle operazioni più significative degli ultimi anni nel comparto dello storage energetico nel nostro Paese, un segmento cruciale per affrontare la crescente instabilità del sistema elettrico, accentuata dalla transizione verso fonti rinnovabili discontinue come il solare e l’eolico.
I progetti acquisiti sono distribuiti su tutto il territorio italiano e comprendono diverse fasi di sviluppo, con una parte già in fase autorizzativa avanzata e una quota rilevante che potrebbe entrare in funzione tra il 2026 e il 2028. Le batterie al centro dell’operazione saranno principalmente impiegate per garantire servizi di flessibilità alla rete, come il bilanciamento della frequenza, la riserva di capacità e l’ottimizzazione dei flussi nei momenti di picco di domanda o eccesso di produzione da fonti rinnovabili.
KKR, che in Italia è già presente in vari settori infrastrutturali, ha mostrato un crescente interesse per l’energia di riserva, considerata una leva essenziale per garantire la sicurezza del sistema elettrico nei prossimi anni. L’acquisizione rientra nella strategia globale del fondo statunitense di investimento in asset energetici resilienti e ad alta crescita. Secondo quanto dichiarato dai vertici di KKR, l’Italia rappresenta un mercato chiave per lo sviluppo dello storage, grazie alla combinazione di obiettivi climatici ambiziosi, una rete ad alta penetrazione di rinnovabili e un quadro regolatorio in evoluzione, che apre nuove opportunità per operatori privati.
ContourGlobal, da parte sua, ha deciso di cedere il portafoglio batterie per concentrarsi su altri settori del suo business energetico, principalmente la produzione da fonti convenzionali e rinnovabili in mercati dove già detiene posizioni consolidate. La società aveva avviato lo sviluppo dei progetti italiani circa tre anni fa, ma ha preferito monetizzare oggi in un momento in cui il valore degli asset legati allo storage è in forte crescita, alimentato anche dalla crescente domanda di soluzioni per la flessibilità energetica in tutta Europa.
L’operazione si inserisce in un contesto più ampio in cui anche altri attori del settore finanziario e industriale stanno accelerando gli investimenti nell’accumulo energetico. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima prevede l’installazione di almeno 9 GW di capacità di storage entro il 2030, mentre Terna ha già bandito aste per la capacità di riserva, destinate a remunerare gli impianti di accumulo che si rendono disponibili nei momenti critici. Le batterie di nuova generazione, sempre più efficienti e capaci di tempi di risposta rapidi, diventano strumenti fondamentali per gestire l’intermittenza della generazione da rinnovabili e per garantire la continuità del servizio elettrico in condizioni di stress.
Le tecnologie utilizzate nei progetti acquisiti da KKR saranno in gran parte basate su batterie agli ioni di litio, ma è previsto anche un impiego sperimentale di tecnologie alternative, come batterie a flusso o sistemi ibridi con supercondensatori, in alcune installazioni pilota. Il fondo ha già siglato accordi preliminari con alcuni dei principali fornitori internazionali di sistemi di accumulo, e sta avviando un processo di selezione dei general contractor per la realizzazione delle opere civili ed elettromeccaniche. Le prime gare potrebbero partire entro l’autunno.
Il portafoglio acquisito presenta una localizzazione strategica, con diversi impianti situati in prossimità di snodi della rete ad alta tensione o in aree caratterizzate da elevata produzione fotovoltaica, come la Puglia e la Sicilia. In queste zone, infatti, si registrano frequentemente fenomeni di congestione della rete o di curtailment, cioè interruzione forzata della produzione da rinnovabili per mancanza di capacità di assorbimento. Le batterie consentiranno di assorbire l’energia in eccesso nei momenti di sovrapproduzione, per poi reimmetterla in rete quando la domanda aumenta, contribuendo alla stabilità del sistema e alla valorizzazione dell’energia prodotta da impianti solari ed eolici.
Dal punto di vista occupazionale e industriale, l’operazione porterà benefici anche alla filiera nazionale. KKR ha dichiarato di voler coinvolgere operatori locali per le fasi di progettazione, costruzione e manutenzione degli impianti, contribuendo così alla creazione di posti di lavoro qualificati e allo sviluppo di competenze tecniche nel settore dello storage. Inoltre, la gestione di un portafoglio così esteso potrebbe stimolare la nascita di poli di innovazione tecnologica e di servizi connessi all’analisi dati, alla cybersecurity e all’integrazione con le smart grid.
Il closing dell’acquisizione è previsto entro la fine del terzo trimestre del 2025, dopo il completamento delle necessarie procedure di due diligence e l’ottenimento delle autorizzazioni normative. Secondo fonti vicine all’operazione, l’accordo ha un valore complessivo stimato in oltre 300 milioni di euro, includendo anche gli impegni futuri per la realizzazione degli impianti. Con questa mossa, KKR conferma la propria intenzione di diventare uno dei principali player europei nell’accumulo energetico, affiancando alle attività tradizionali infrastrutture intelligenti capaci di rispondere alle nuove esigenze della transizione energetica.

Commenti