Johnson & Johnson chiude il maxi contenzioso sul talco: accordo da 5,5 miliardi di dollari negli Stati Uniti
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Dopo oltre un decennio di battaglie giudiziarie, Johnson & Johnson ha raggiunto un accordo per risolvere la quasi totalità delle cause ancora pendenti negli Stati Uniti relative ai prodotti a base di talco, accusati da migliaia di consumatori di aver provocato il cancro alle ovaie. L'intesa, del valore stimato di 5,5 miliardi di dollari, rappresenta uno dei più importanti accordi transattivi nella storia del contenzioso civile americano in materia di responsabilità da prodotto e potrebbe mettere definitivamente fine a una vicenda legale che per anni ha inciso sull'immagine e sulla strategia del gruppo farmaceutico statunitense. L'accordo diventerà operativo solo se sarà accettato da almeno il 95% dei ricorrenti ancora coinvolti nelle controversie.
Le azioni legali riguardano il celebre borotalco Johnson's Baby Powder e altri prodotti contenenti talco minerale. Migliaia di donne hanno sostenuto che l'utilizzo prolungato del prodotto abbia favorito l'insorgenza del tumore ovarico, chiedendo ingenti risarcimenti. Johnson & Johnson ha sempre respinto con decisione queste accuse, ribadendo che numerosi studi scientifici e valutazioni delle autorità regolatorie non hanno dimostrato un nesso causale tra il talco cosmetico privo di amianto e lo sviluppo del cancro. Pur continuando a sostenere la sicurezza dei propri prodotti, la società ha deciso di perseguire una soluzione negoziata per chiudere definitivamente un contenzioso destinato altrimenti a protrarsi ancora per molti anni.
L'accordo arriva dopo una lunga serie di tentativi falliti da parte dell'azienda di utilizzare la procedura fallimentare di una propria controllata per concentrare tutte le richieste di risarcimento in un unico procedimento. Tale strategia, nota negli Stati Uniti come "Texas Two-Step", è stata più volte respinta dai tribunali federali, che hanno ritenuto non sussistenti i presupposti per ricorrere al fallimento. Nelle settimane precedenti all'intesa, inoltre, una decisione favorevole ottenuta dalla società in un procedimento federale aveva rafforzato la posizione difensiva dell'azienda, mettendo in discussione la capacità dei singoli ricorrenti di dimostrare un rapporto diretto tra l'utilizzo del talco e l'insorgenza della malattia. Questo nuovo quadro processuale ha favorito la ripresa delle trattative tra le parti, culminate nell'accordo annunciato.
L'intesa riguarda circa 76 mila richieste di risarcimento ancora pendenti davanti ai tribunali federali e statali statunitensi. Secondo quanto comunicato dalla società, il piano prevede un primo pagamento fino a 3 miliardi di dollari nel 2027, mentre la parte restante sarà corrisposta negli anni successivi. Rimangono invece già definite gran parte delle controversie relative ai casi di mesotelioma, alle azioni promosse dai singoli Stati americani e ai contenziosi con i fornitori di talco. Johnson & Johnson aveva inoltre deciso già nel 2023 di interrompere a livello mondiale la commercializzazione del borotalco tradizionale, sostituendolo con una formulazione a base di amido di mais, precisando che la scelta era di natura commerciale e non rappresentava un'ammissione di responsabilità.
La conclusione del maxi accordo potrebbe consentire a Johnson & Johnson di archiviare una delle controversie più complesse della propria storia recente e di ridurre significativamente l'incertezza legata ai contenziosi giudiziari. Per il gruppo statunitense si apre ora una nuova fase, nella quale l'attenzione potrà concentrarsi maggiormente sulle attività nei settori farmaceutico e della tecnologia medica. Resta tuttavia il valore simbolico di una vicenda che ha influenzato profondamente il dibattito internazionale sulla responsabilità delle imprese, sulla tutela dei consumatori e sul rapporto tra evidenze scientifiche e azioni legali nel campo della salute pubblica.


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