Irpef, Leo propone il 33% fino a 60 mila euro
Il viceministro parla anche di un’imposta sostitutiva sugli aumenti dei giovani; servono norma e coperture.
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato come obiettivo l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% alla fascia di reddito fino a 60 mila euro. Nell’intervista del 25 settembre ha richiamato anche l’ipotesi di una tassazione sostitutiva sugli incrementi retributivi dei lavoratori giovani. Si tratta di proposte politiche: non sono regole fiscali già in vigore e non possono essere applicate ai redditi senza l’approvazione di una disposizione che ne definisca requisiti, decorrenza e finanziamento.
Il taglio della fascia marginale interesserebbe direttamente, secondo le stime riportate, circa un milione di contribuenti e indirettamente altri 2,3 milioni con redditi superiori, se il beneficio sulla quota compresa fra 50 e 60 mila euro non fosse annullato da specifiche limitazioni. Il meccanismo dell’imposta progressiva va letto per scaglioni: una nuova aliquota su una fascia non significa che tutto il reddito del contribuente sia tassato con quella percentuale.
La proposta sulla tassazione degli aumenti dei giovani richiede ulteriori dettagli. Occorre definire l’età dei destinatari, quali incrementi salariali siano ammissibili, la base di confronto e il rapporto con contratti, premi e contributi. Senza questi elementi non si può calcolare il vantaggio per il singolo lavoratore né l’onere per lo Stato. Anche per il taglio Irpef la copertura deve essere valutata nel quadro della prossima manovra.
Il contesto dei conti pubblici è rilevante. Il dato Istat sul deficit 2025 al 3,1% del Pil, richiamato nel dibattito, rende più delicata la ricerca di risorse permanenti. Per famiglie e imprese conviene quindi distinguere il segnale politico dal testo che eventualmente arriverà in Parlamento. Solo la versione approvata consentirà di conoscere importi, platea e tempi effettivi della misura.






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