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Innoway, consegnati i primi vagoni ferroviari a Trieste: al via il nuovo polo per la logistica sostenibile europea

Il porto di Trieste si conferma nodo strategico per la logistica europea grazie alla consegna ufficiale dei primi vagoni ferroviari prodotti da Innoway, la società nata nel 2023 come joint venture tra il gruppo FS Sistemi Urbani, parte del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e la società tedesca Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA). L’operazione segna l’avvio operativo del nuovo polo intermodale sostenibile pensato per potenziare i collegamenti tra il nord-est italiano e i principali corridoi logistici del Centro ed Est Europa. Il progetto ha come obiettivo principale la creazione di un sistema integrato di trasporto merci su ferrovia, capace di rispondere alle esigenze di sostenibilità, efficienza e competitività della supply chain europea.


I primi carri ferroviari consegnati a Trieste, progettati e realizzati appositamente per la logistica intermodale, sono destinati ad avviare un sistema di navette tra il porto e l’entroterra, in particolare verso l’Ungheria, la Slovacchia e l’Austria. Questi mezzi permetteranno di aumentare la capacità di carico e di ridurre le emissioni di CO₂ legate al trasporto merci, rappresentando una risposta concreta agli obiettivi climatici dell’Unione Europea. L’operazione si inserisce nel più ampio quadro di iniziative legate al Green Deal europeo e al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che mira a favorire il trasferimento modale dalla gomma alla rotaia.


Una piattaforma intermodale strategica per il sistema Paese

La nascita di Innoway si colloca all’interno di una strategia più ampia di rilancio del sistema logistico nazionale attraverso una maggiore integrazione tra porti, ferrovie e poli logistici interni. Il porto di Trieste, già hub fondamentale per i traffici con l’Est Europa e la Turchia, consolida così il proprio ruolo come terminale meridionale del corridoio baltico-adriatico. L’iniziativa rappresenta una risposta concreta alla crescente domanda di trasporti ferroviari intermodali che uniscano l'efficienza delle soluzioni logistiche tedesche con l’accesso diretto al Mediterraneo.


La joint venture tra FS e HHLA consente di unire le competenze nel settore ferroviario italiano con l’esperienza portuale e logistica di Amburgo, generando una sinergia che punta a fare dell’asse Trieste-Vienna-Budapest un nuovo baricentro per le merci che attraversano l’Europa. Innoway non si limita a fornire servizi di trasporto ma si propone come operatore integrato, capace di gestire anche le attività terminalistiche, la manutenzione e la pianificazione dei flussi logistici, offrendo una gamma completa di servizi a clienti internazionali.


Tecnologia e sostenibilità nei nuovi vagoni ferroviari

I carri consegnati sono stati progettati per trasportare unità di carico standardizzate come container e casse mobili, con configurazioni flessibili che li rendono adatti a gestire diversi tipi di merce, incluse quelle deperibili e pericolose. Ogni vagone è dotato di sistemi intelligenti per il monitoraggio in tempo reale della posizione, delle condizioni del carico e delle variabili ambientali, grazie all’integrazione con dispositivi IoT e sensori di ultima generazione. Questa infrastruttura digitale consente un tracciamento costante e una maggiore sicurezza, riducendo ritardi e ottimizzando la gestione della flotta.


Il materiale rotabile è stato prodotto secondo standard avanzati di sostenibilità, con l’uso di acciai alleggeriti, sistemi frenanti a basso impatto acustico e componenti facilmente riciclabili. La manutenzione è stata pensata in modo predittivo, sfruttando la raccolta dati e l’intelligenza artificiale per prevenire guasti e pianificare gli interventi tecnici senza interrompere il servizio. L’intero parco mezzi sarà manutenuto presso strutture dedicate che verranno realizzate all’interno del porto di Trieste, contribuendo a creare nuova occupazione e a sviluppare competenze tecniche sul territorio.


Impatto occupazionale e rilancio industriale

Il progetto Innoway avrà ricadute significative anche in termini occupazionali e industriali. Oltre alla realizzazione e gestione della flotta ferroviaria, il piano industriale prevede investimenti in nuove infrastrutture logistiche, impianti di manutenzione e centri di controllo digitali. Si stima che nei prossimi due anni saranno attivati circa 200 posti di lavoro diretti e altrettanti nell’indotto, con particolare attenzione alla formazione professionale e alla valorizzazione delle competenze locali. La presenza di FS Sistemi Urbani garantirà il coinvolgimento di istituzioni e realtà territoriali, in un’ottica di sviluppo sostenibile e cooperazione pubblico-privato.


Il polo di Trieste potrà inoltre attrarre nuovi operatori logistici e industriali interessati a investire in un contesto infrastrutturale efficiente, connesso e sostenibile. L’obiettivo è creare una piattaforma che non sia solo un nodo di transito, ma un luogo dove si generano servizi a valore aggiunto, come l’assemblaggio, il confezionamento e la personalizzazione delle merci in transito, secondo il modello delle zone logistiche semplificate.


Una visione europea per la logistica del futuro

Il progetto rappresenta anche un caso emblematico di cooperazione transnazionale. La collaborazione tra Italia e Germania nella realizzazione di Innoway si inserisce in un contesto europeo in cui la logistica diventa sempre più una questione di sistema integrato, dove porti, ferrovie e reti digitali devono dialogare in tempo reale per garantire la competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale delle filiere produttive. In questo senso, Trieste non è solo il terminale di una filiera italiana, ma l’ingresso meridionale di una rete che si estende fino ai porti del Nord Europa, alle zone produttive della Mitteleuropa e ai mercati emergenti dell’Europa orientale.


L’asse ferroviario che nasce con i primi carri Innoway collega direttamente il Mediterraneo con i corridoi TEN-T europei, in particolare il corridoio Baltico-Adriatico e il corridoio Mediterraneo, rafforzando la posizione dell’Italia nella logistica continentale. Il progetto è supportato anche da finanziamenti europei, che riconoscono il valore strategico di investimenti in infrastrutture intelligenti e sostenibili. La digitalizzazione del trasporto merci, l’integrazione modale e la riduzione dell’impatto ambientale sono tre pilastri che guideranno la politica dei trasporti dell’Unione nei prossimi decenni.

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