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Industria italiana: ad aprile cresce il fatturato, ma la ripresa resta fragile

Nel mese di aprile 2025, l’industria italiana ha registrato un aumento del fatturato dell’1,5% rispetto al mese precedente. Su base annua la variazione è minima, pari a +0,1%, segnalando una ripresa contenuta rispetto alle flessioni accumulate nei mesi passati. I dati diffusi dall’Istat evidenziano un quadro complesso in cui la crescita risulta disomogenea tra i settori e ancora condizionata dalle incertezze macroeconomiche interne e internazionali.


La variazione mensile positiva riguarda sia il mercato interno sia quello estero. In particolare, l’indice del fatturato sul mercato interno è cresciuto dell’1,3%, mentre quello relativo al mercato estero ha segnato un +1,8%. I beni strumentali e i beni intermedi sono i principali responsabili dell’aumento, mentre i beni di consumo hanno mantenuto un trend stabile. L’energia, invece, continua a mostrare segnali di debolezza, con una flessione che riflette sia la riduzione dei consumi industriali sia l’impatto dei prezzi.


Dal punto di vista settoriale, i comparti che hanno evidenziato la maggiore crescita sono quelli legati alla meccanica, ai prodotti chimici e alla farmaceutica. In particolare, la produzione di macchinari e attrezzature ha mostrato una dinamica espansiva, grazie a ordini provenienti soprattutto dai mercati esteri. Al contrario, l’industria automobilistica ha registrato un rallentamento, condizionata dal calo delle immatricolazioni in Europa e da un contesto ancora incerto per le forniture e i componenti.


Sul piano tendenziale, ovvero rispetto ad aprile 2024, il fatturato totale è cresciuto solo dello 0,1%, a testimonianza di una situazione ancora poco dinamica. Il mercato interno ha registrato un incremento dell’1,1%, mentre quello estero ha subito una flessione dello 0,6%, confermando come le esportazioni stiano attraversando una fase di rallentamento. Le tensioni geopolitiche, le barriere commerciali e la debolezza della domanda globale hanno inciso in modo particolare su settori chiave come metallurgia e apparecchiature elettriche.


L’andamento della produzione industriale fornisce un quadro in parte analogo. Ad aprile si registra una crescita dell’1% rispetto a marzo, ma nel confronto su base annua l’incremento è limitato allo 0,3%. È la prima volta da oltre due anni che l’industria italiana mostra un dato positivo tendenziale. Tuttavia, si tratta di un progresso ancora fragile, che necessita di conferme nei prossimi mesi. Le variazioni mensili restano molto volatili, segno che la ripresa non è ancora consolidata.


Dal punto di vista territoriale, la dinamica del fatturato risulta più accentuata nel Nord-Est e nel Nord-Ovest, dove le filiere industriali sono maggiormente integrate con i mercati europei e internazionali. Più debole invece la crescita nel Mezzogiorno, dove la struttura produttiva appare meno reattiva alla domanda estera e più esposta alle oscillazioni della domanda interna.


L’andamento dell’occupazione in ambito industriale è coerente con questo quadro di lenta ripresa. Secondo le stime trimestrali Istat, l’industria in senso stretto ha registrato un aumento contenuto dell’occupazione nel primo quadrimestre del 2025, trainato principalmente dai contratti a tempo indeterminato. Tuttavia, permane una tendenza alla cautela da parte delle imprese, che limitano le assunzioni stabili in attesa di segnali più chiari sul fronte della domanda.


Il quadro complessivo che emerge dai dati Istat di aprile conferma che l’industria italiana si sta lentamente rialzando dopo una fase prolungata di contrazione, ma i ritmi di recupero sono modesti e irregolari. Il contesto macroeconomico, condizionato da tensioni internazionali, rallentamento del commercio globale e incertezza politica interna, continua a pesare sulla fiducia delle imprese.

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