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Il Veneto rilancia il termalismo: una strategia condivisa per valorizzare un patrimonio unico

Il termalismo veneto, con il suo cuore pulsante nel Bacino Euganeo, rappresenta una delle eccellenze italiane nel settore del benessere e della salute. Le località di Abano e Montegrotto Terme, in particolare, costituiscono il più grande complesso termale d'Europa, con oltre 100 strutture alberghiere e migliaia di dipendenti. Tuttavia, la pandemia di COVID-19 ha inflitto un duro colpo a questo settore, con una drastica riduzione dei flussi turistici e gravi ripercussioni economiche.


Le sfide post-pandemia

Durante i primi dieci mesi del 2020, il comprensorio termale del Veneto ha registrato una perdita del 54,9% negli arrivi e del 62,8% nelle presenze rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Particolarmente colpita è stata la componente estera, con una diminuzione dell'81% degli arrivi e dell'80,2% delle presenze. Le principali nazionalità coinvolte, come tedeschi, austriaci e russi, hanno registrato cali superiori al 75%. Anche il turismo domestico ha subito una contrazione significativa, con una diminuzione del 42% degli arrivi e del 49,6% delle presenze.


Una strategia condivisa per il rilancio

Per affrontare queste sfide, la Regione Veneto ha avviato una strategia condivisa con gli operatori del settore, le associazioni di categoria e le istituzioni locali. L'obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio termale attraverso interventi mirati, promuovendo l'innovazione, la sostenibilità e la qualità dell'offerta.


Innovazione e ricerca scientifica

Uno degli aspetti centrali della strategia è l'investimento in ricerca scientifica per validare e migliorare le proprietà terapeutiche dei fanghi termali. Il Centro Studi Termali Pietro d'Abano, in collaborazione con l'Università di Padova, ha condotto studi approfonditi sulla qualità igienico-sanitaria del fango termale, confermando l'efficacia delle pratiche di maturazione e rigenerazione. Questi risultati rafforzano la credibilità del termalismo veneto e ne promuovono l'integrazione nei percorsi di prevenzione e riabilitazione sanitaria.


Sostenibilità ambientale

La strategia regionale pone grande attenzione alla sostenibilità ambientale. Le strutture termali sono incoraggiate a adottare pratiche ecocompatibili, come il riutilizzo del fango termale e l'adozione di sistemi di gestione energetica efficienti. Queste iniziative non solo riducono l'impatto ambientale, ma migliorano anche l'immagine delle terme come destinazioni responsabili e attente al benessere del territorio.


Promozione e marketing territoriale

Per rilanciare il settore, è fondamentale una promozione efficace delle località termali. La Regione Veneto, in collaborazione con i consorzi turistici locali, ha avviato campagne di marketing mirate a valorizzare l'unicità dell'offerta termale, puntando su elementi distintivi come la qualità delle cure, la bellezza del paesaggio e la ricchezza culturale del territorio. L'obiettivo è attrarre nuovi segmenti di clientela, sia a livello nazionale che internazionale.


Formazione e qualificazione del personale

Un altro pilastro della strategia è la formazione del personale. Attraverso programmi specifici, si mira a elevare le competenze degli operatori del settore, garantendo un servizio di alta qualità e rispondente alle esigenze di una clientela sempre più esigente. La professionalità del personale è infatti un elemento chiave per la fidelizzazione dei clienti e per il successo a lungo termine delle strutture termali.


Integrazione con il sistema sanitario nazionale

Le terme venete, in particolare quelle di Abano e Montegrotto, sono accreditate al Servizio Sanitario Nazionale e offrono cure termali riconosciute per la loro efficacia terapeutica. La strategia regionale prevede un rafforzamento di questa integrazione, promuovendo le terme come presidi sanitari de-ospedalizzati, in grado di offrire percorsi di prevenzione, riabilitazione e benessere, contribuendo così alla sostenibilità del sistema sanitario.

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