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Il Tribunale dell’Unione europea difende Ferrari: il marchio Testarossa non decade per mancato uso

Il marchio “Testarossa”, simbolo di un’intera epoca dell’automobilismo sportivo e parte integrante dell’identità Ferrari, continuerà a essere protetto nell’Unione europea. Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, il Tribunale dell’UE ha accolto il ricorso del Cavallino Rampante contro la decisione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), che nel 2021 aveva decretato la decadenza dei diritti sul nome “Testarossa” per mancato uso effettivo nel mercato.


Il caso trae origine da una controversia avviata da un imprenditore tedesco che, a partire dal 2016, aveva chiesto la decadenza dei diritti sul marchio sostenendo che Ferrari non lo utilizzasse da anni per contraddistinguere alcun prodotto effettivamente venduto. Dopo alcuni gradi di giudizio e una prima decisione favorevole all’istanza di decadenza da parte dell’EUIPO, Ferrari ha scelto di portare la questione davanti al Tribunale europeo. La società di Maranello ha argomentato che il marchio “Testarossa” è tuttora in uso in diverse forme e contesti, seppur non nella commercializzazione di nuove vetture con quel nome.


Il Tribunale dell’UE ha accolto le argomentazioni della casa automobilistica emiliana, sottolineando che l’uso del marchio può avvenire anche attraverso la fornitura di pezzi di ricambio, l’assistenza tecnica, la manutenzione, la vendita di modellini, l’uso commerciale in prodotti derivati e persino la promozione all’interno di eventi e operazioni di marketing. Tali utilizzi, secondo i giudici, sono da considerarsi validi ai fini della conservazione dei diritti sul marchio registrato.


Particolarmente rilevante è il riconoscimento del ruolo della notorietà storica del marchio “Testarossa”, che ha avuto un impatto indelebile nel mondo dell’automobile sportiva e che continua a generare valore per l’impresa anche a distanza di anni dal lancio dell’ultimo modello omonimo. La Testarossa, presentata per la prima volta al Salone di Parigi nel 1984, è stata una delle vetture più iconiche prodotte da Ferrari, con una linea inconfondibile e un motore V12 che l’ha resa leggendaria. Il suo nome, evocativo e immediatamente riconoscibile, rimanda a un’epoca d’oro della produzione automobilistica italiana e ha continuato a esercitare una forte attrazione nell’immaginario collettivo, ben oltre i confini del settore motoristico.


Il Tribunale ha inoltre stabilito che la vendita di prodotti come modellini in scala, orologi e altri articoli promozionali marchiati “Testarossa”, così come l’offerta di servizi specializzati per la manutenzione delle vetture storiche con tale denominazione, costituiscono un uso effettivo del marchio, sufficiente per evitarne la decadenza. La sentenza smonta quindi la tesi secondo cui solo la vendita di veicoli nuovi sotto quel nome potrebbe costituire un uso reale e concreto del marchio.

L’importanza della decisione va oltre il singolo caso. Essa stabilisce un principio giuridico che potrebbe rivelarsi fondamentale per molte altre aziende titolari di marchi storici, in particolare nel settore del lusso, della moda e dei beni durevoli, dove la componente simbolica e il valore del brand si estendono ben oltre la vita commerciale del prodotto originario. La possibilità di difendere la validità di un marchio attraverso l’uso secondario o accessorio rappresenta un elemento di stabilità e protezione per gli asset immateriali delle imprese europee.


Ferrari, da parte sua, ha accolto con favore la pronuncia del Tribunale, sottolineando come la tutela della propria eredità storica rappresenti una componente essenziale della strategia aziendale. Il brand di Maranello investe costantemente nella valorizzazione del proprio archivio storico e nella creazione di esperienze di marca che mantengano viva la memoria dei modelli iconici come la Testarossa, anche attraverso mostre, eventi e merchandising selezionato. La divisione Ferrari Classiche, ad esempio, ha un ruolo centrale nel garantire continuità all’uso dei nomi storici, fornendo supporto tecnico e certificazioni per le vetture d’epoca.


La sentenza del Tribunale dell’UE rappresenta inoltre una battuta d’arresto per chi, in assenza di un uso commerciale diretto del nome, tenta di appropriarsi di marchi evocativi per sfruttarne la risonanza. Il caso Testarossa è emblematico di una strategia più ampia di difesa della proprietà intellettuale, in cui il valore di un marchio si misura anche nella sua capacità di vivere nel tempo, al di là del ciclo commerciale del prodotto originario.


L’episodio si inserisce in un contesto normativo in continua evoluzione, dove il diritto dei marchi deve confrontarsi con dinamiche di mercato sempre più complesse. La pronuncia rafforza l’idea che il diritto europeo non intenda penalizzare i marchi che hanno raggiunto uno status iconico e che, pur non accompagnati dalla produzione continuativa di beni, continuano a generare valore economico e culturale. La Testarossa, dunque, continuerà ad appartenere all’universo Ferrari, rimanendo uno dei simboli più potenti e riconoscibili dell’eccellenza automobilistica italiana.

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