Il mercato degli integratori alimentari supera i 4 miliardi: cresce il comparto tra benessere, innovazione e regolazione fiscale
- piscitellidaniel
- 1 lug
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Il settore degli integratori alimentari in Italia continua a crescere, confermandosi uno dei comparti più dinamici del panorama industriale legato alla salute e al benessere. Secondo i dati più recenti, le vendite complessive di integratori hanno superato i 4 miliardi di euro nel 2023, segnando una tendenza positiva che si è consolidata nel tempo. A questa crescita si accompagna un gettito fiscale rilevante: oltre 1 miliardo e 99 milioni di euro generati attraverso IVA, IRES, IRPEF, Irap e contributi sociali.
L’incremento costante dei consumi di integratori si inserisce in un quadro più ampio in cui la popolazione italiana mostra una crescente attenzione verso la prevenzione, la salute quotidiana e la gestione del benessere personale. Il ricorso agli integratori non riguarda più soltanto gli sportivi o le persone con esigenze dietetiche particolari, ma interessa fasce sempre più ampie della popolazione, dagli anziani ai giovani adulti, fino ai bambini.
Secondo i dati presentati da Integratori & Salute, l’associazione nazionale che rappresenta il comparto, oggi in Italia si contano oltre 250 aziende attive nella produzione e commercializzazione di integratori, con più di 11.000 occupati diretti. Di questi, circa 6.000 sono impegnati nelle attività produttive e di ricerca. La filiera si estende su tutto il territorio nazionale, con una presenza rilevante in regioni come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.
La leadership italiana in Europa nel settore degli integratori si conferma anche grazie alla capacità delle imprese nazionali di innovare, sviluppando nuove formulazioni e rispondendo in modo rapido ai mutamenti della domanda. I trend più recenti mostrano una forte espansione delle categorie legate all’intestino (probiotici e prebiotici), al sistema immunitario, alla gestione dello stress e del sonno, oltre che all’integrazione sportiva e al controllo del peso. Particolare successo stanno riscontrando anche gli integratori a base di ingredienti naturali, vegetali o biologici, coerentemente con la crescente sensibilità dei consumatori verso la sostenibilità e l’origine dei prodotti.
Sul fronte distributivo, le farmacie restano il canale prevalente, assorbendo oltre il 70% del totale delle vendite. Seguono le parafarmacie, la grande distribuzione e, con un peso sempre maggiore, l’e-commerce. Le vendite online sono cresciute a doppia cifra negli ultimi anni, sostenute da piattaforme specializzate e da una maggiore familiarità degli utenti con l’acquisto di prodotti legati alla salute tramite canali digitali. Questa evoluzione ha posto anche nuove sfide in termini di qualità, tracciabilità e trasparenza delle informazioni commerciali e nutrizionali.
A fronte della crescita del comparto, si impone con sempre maggiore urgenza il tema della regolazione. L’Italia applica agli integratori un’aliquota IVA al 10%, analoga a quella di molti prodotti farmaceutici da banco. Tuttavia, all’interno dell’Unione Europea le aliquote applicate variano notevolmente da paese a paese, generando squilibri competitivi. L’associazione Integratori & Salute, insieme ad altri attori della filiera, ha avviato un confronto con le istituzioni italiane ed europee per chiedere una maggiore armonizzazione fiscale e normativa.
Il sistema fiscale italiano ha beneficiato in maniera significativa dello sviluppo del comparto. Secondo le stime dell’area Studi e Ricerche di The European House – Ambrosetti, nel 2023 il settore ha generato 1,099 miliardi di euro di gettito, di cui 407 milioni derivanti dall’IVA, 331 milioni da contributi sociali, 197 milioni dall’IRPEF e 87 milioni dall’IRES. Questi numeri confermano il ruolo degli integratori non solo sul piano sanitario, ma anche come comparto industriale di rilevanza economica e fiscale.
Altro aspetto cruciale per la competitività e la trasparenza del settore riguarda il controllo della qualità. In Italia, gli integratori alimentari sono regolati dal Ministero della Salute e devono rispettare parametri stringenti in termini di ingredienti ammessi, dosaggi, etichettatura e indicazioni nutrizionali. A questo si aggiunge la necessità di contrastare il fenomeno della concorrenza sleale da parte di prodotti commercializzati online senza adeguate certificazioni o provenienti da paesi extra UE con standard meno rigorosi.
Il futuro del comparto si giocherà su diversi fronti: innovazione tecnologica, tracciabilità della filiera, comunicazione trasparente con i consumatori, sostenibilità ambientale e regolazione armonica a livello europeo. La ricerca scientifica sta già contribuendo in modo decisivo allo sviluppo di nuove categorie di prodotto, sempre più personalizzate e supportate da evidenze cliniche. Parallelamente, le aziende si stanno attrezzando per integrare nelle loro strategie ESG elementi di economia circolare, riduzione degli imballaggi e approvvigionamento etico delle materie prime.
L’attenzione al benessere individuale, la prevenzione e la medicina integrata sono tendenze destinate a rafforzarsi nei prossimi anni. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e l’emergere di nuove sensibilità sociali legate allo stile di vita e alla qualità dell’alimentazione rappresentano fattori che alimentano la crescita strutturale della domanda di integratori. In questo scenario, l’Italia si conferma uno degli hub più avanzati e dinamici a livello continentale, sia sotto il profilo industriale che scientifico.

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