Il digestato come fertilizzante: una risorsa strategica per ridurre le importazioni e promuovere l'economia circolare in agricoltura
- piscitellidaniel
- 5 giu
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In un contesto di crescente instabilità geopolitica e di aumento dei costi delle materie prime, l'Italia si trova a dover affrontare la sfida della dipendenza dalle importazioni di fertilizzanti. Nel 2022, il nostro Paese ha importato fertilizzanti per un valore di circa 140 milioni di euro, principalmente da Russia, Ucraina e Bielorussia . Le tensioni internazionali e le sanzioni economiche hanno reso evidente la necessità di trovare soluzioni alternative e sostenibili per garantire la sicurezza alimentare e la competitività del settore agricolo.
Il digestato: una risorsa sottoutilizzata
Il digestato, sottoprodotto della digestione anaerobica dei rifiuti organici, rappresenta una risorsa preziosa per l'agricoltura italiana. Ricco di nutrienti come azoto, fosforo e potassio, può essere utilizzato come fertilizzante organico, riducendo la necessità di ricorrere a prodotti chimici di sintesi. Tuttavia, il suo impiego è ancora limitato a causa di normative stringenti e di una scarsa conoscenza delle sue potenzialità.
Progetti innovativi per valorizzare il digestato
In Italia, sono in corso diversi progetti per promuovere l'uso del digestato in agricoltura. Tra questi, il progetto LANDFEED, coordinato da ENEA, mira a sviluppare biofertilizzanti a partire da rifiuti organici, tra cui il digestato, i fanghi di depurazione e le ceneri vulcaniche . L'obiettivo è creare una filiera sostenibile e circolare, in grado di ridurre gli sprechi e di valorizzare le risorse locali.
Benefici ambientali ed economici
L'utilizzo del digestato come fertilizzante comporta numerosi vantaggi. Dal punto di vista ambientale, consente di ridurre le emissioni di gas serra, di migliorare la qualità del suolo e di limitare l'inquinamento delle acque. Dal punto di vista economico, permette agli agricoltori di abbattere i costi legati all'acquisto di fertilizzanti chimici e di aumentare la resilienza delle proprie aziende.
Ostacoli normativi e culturali
Nonostante i benefici, l'adozione del digestato è ostacolata da normative complesse e da una diffusa diffidenza. Confagricoltura ha recentemente denunciato l'eccessiva rigidità delle regole relative all'uso dei fertilizzanti, che rischiano di penalizzare gli agricoltori e di compromettere la produttività delle colture . È necessario un aggiornamento del quadro normativo che tenga conto delle innovazioni tecnologiche e delle esigenze del settore.
Verso un'agricoltura più sostenibile
L'integrazione del digestato nelle pratiche agricole rappresenta un passo importante verso un modello di agricoltura più sostenibile e autosufficiente. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale promuovere la ricerca, investire in infrastrutture adeguate e sensibilizzare gli operatori del settore. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile ridurre la dipendenza dalle importazioni e garantire la sicurezza alimentare del Paese.

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