Giustizia americana: l'uso di libri per addestrare l'IA è "fair use", ma Anthropic dovrà rispondere per l'uso di copie pirata
- piscitellidaniel
- 26 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Il 24 giugno 2025, il giudice federale William Alsup del Distretto Settentrionale della California ha emesso una sentenza che potrebbe ridefinire il rapporto tra intelligenza artificiale e diritto d'autore. Nel caso che vede coinvolta la startup Anthropic, fondata da ex membri di OpenAI e sostenuta da Amazon e Google, il giudice ha stabilito che l'uso di libri acquistati legalmente per addestrare il modello linguistico Claude rientra nel concetto di "fair use" previsto dalla legge statunitense sul copyright. Tuttavia, ha anche ordinato un processo per dicembre riguardante l'uso di oltre sette milioni di copie pirata, che la società avrebbe scaricato da fonti non autorizzate come Library Genesis.
Secondo la sentenza, l'addestramento dell'IA su libri acquistati e digitalizzati è considerato "trasformativo" e quindi legittimo. Il giudice ha paragonato il processo a quello di un aspirante scrittore che legge opere altrui per sviluppare una propria voce, sottolineando che l'output del modello non replica né sostituisce i testi originali. Tuttavia, l'accumulo e la conservazione di copie pirata in una "biblioteca centrale" sono stati giudicati una violazione del diritto d'autore, non coperta dal fair use. Il processo previsto per dicembre determinerà l'entità dei danni, che potrebbero raggiungere fino a 150.000 dollari per opera.
La causa è stata intentata nel 2024 dagli autori Andrea Bartz, Charles Graeber e Kirk Wallace Johnson, che hanno accusato Anthropic di aver utilizzato illegalmente le loro opere per addestrare l'IA. Documenti interni rivelano che la società ha inizialmente scaricato milioni di libri pirata per evitare le complicazioni legate alle licenze, per poi passare all'acquisto e alla digitalizzazione di copie fisiche. Nonostante il cambio di strategia, il giudice ha sottolineato che l'acquisto successivo non annulla la responsabilità per l'uso iniziale di materiale pirata.
Questa sentenza rappresenta la prima decisione sostanziale su come il fair use si applichi all'addestramento di modelli di intelligenza artificiale generativa. Potrebbe influenzare numerose cause simili in corso contro altre aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Microsoft e Meta, che affrontano accuse di violazione del copyright per l'uso di contenuti protetti senza autorizzazione. La decisione offre una guida su come le aziende possono conformarsi alla legge: acquistando legalmente i libri, digitalizzandoli e distruggendo le copie fisiche.
Tuttavia, la sentenza non risolve tutte le questioni legali legate all'uso di materiale protetto per l'addestramento dell'IA. Il giudice ha chiarito che, sebbene l'uso trasformativo sia legittimo, l'accumulo e la conservazione di copie pirata non lo sono. Questo lascia aperta la possibilità di ulteriori controversie legali e sottolinea la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica e protezione dei diritti degli autori.

Commenti