Frescobaldi: ridurre le rese per ettaro per affrontare la crisi del vino italiano
- piscitellidaniel
- 4 lug
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Il settore vitivinicolo italiano si trova ad affrontare una delle sfide più complesse degli ultimi decenni, caratterizzata da un eccesso di produzione, calo dei consumi e giacenze record. In questo contesto, Lamberto Frescobaldi, presidente dell'Unione Italiana Vini (UIV), ha proposto una strategia focalizzata sulla riduzione delle rese per ettaro e su una revisione del Testo Unico del Vino, al fine di garantire la sostenibilità e la competitività del comparto.
Un mercato in contrazione e giacenze in aumento
Secondo i dati dell'Osservatorio UIV, nei primi cinque mesi del 2025, i principali mercati di sbocco del vino italiano hanno registrato cali significativi nei volumi consumati: Italia -1,8%, Stati Uniti -4,7%, Regno Unito -3% e Germania -9,6%. Questi quattro mercati rappresentano insieme il 73% del fatturato delle imprese vinicole italiane. La conseguenza diretta di questa contrazione della domanda è l'accumulo di giacenze, che a fine luglio 2025 si stima raggiungeranno i 42-44 milioni di ettolitri, equivalenti a circa un'intera vendemmia. Una situazione che rischia di compromettere la stabilità economica del settore.
La proposta di riduzione delle rese per ettaro
In risposta a questa crisi, Frescobaldi ha sottolineato la necessità di ridurre le rese per ettaro, ovvero la quantità di uva prodotta per unità di superficie, come misura per riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta. Questa strategia mira a contenere la produzione, evitando l'immissione sul mercato di quantità di vino superiori alla capacità di assorbimento, con l'obiettivo di stabilizzare i prezzi e garantire una remunerazione adeguata ai produttori.
Revisione del Testo Unico del Vino
Parallelamente, Frescobaldi ha proposto una revisione del Testo Unico del Vino, la normativa che regola il settore vitivinicolo italiano, per adeguarla alle nuove dinamiche di mercato. L'obiettivo è attualizzare la legge e i suoi decreti attuativi entro il 2026, a dieci anni dalla sua entrata in vigore, introducendo misure che favoriscano la sostenibilità e la competitività del settore. Tra le proposte, vi è la sospensione per un anno delle autorizzazioni all'impianto di nuovi vigneti, per contenere l'espansione del potenziale produttivo e permettere una riorganizzazione del sistema vitivinicolo.
Critiche alla proposta di estirpo dei vigneti
Frescobaldi ha espresso perplessità riguardo alla proposta, avanzata a livello europeo, di incentivare l'estirpo dei vigneti come misura per ridurre la produzione. Secondo il presidente di UIV, questa soluzione comporterebbe rischi sociali significativi, in particolare per le aree collinari e montane, dove la viticoltura rappresenta un presidio territoriale fondamentale. Inoltre, l'esperienza passata ha dimostrato che l'estirpo non sempre porta a una riduzione effettiva della produzione, come evidenziato dalla vendemmia record del 2013, avvenuta due anni dopo un'importante campagna di espianto.
Verso un nuovo equilibrio del settore
La strategia proposta da Frescobaldi si basa su un approccio integrato, che combina la riduzione delle rese per ettaro, la revisione del quadro normativo e il contenimento dell'espansione del vigneto. L'obiettivo è creare un sistema vitivinicolo più flessibile e resiliente, capace di adattarsi alle fluttuazioni del mercato e di garantire una remunerazione equa ai produttori. In questo contesto, la collaborazione tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese sarà fondamentale per implementare le riforme necessarie e guidare il settore verso un futuro sostenibile.

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