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Franchising in Italia: nel 2024 crescita ancora positiva, ma rallenta la corsa del settore

Nel 2024 il franchising in Italia continua a rappresentare uno dei modelli di impresa più resilienti e dinamici nel panorama economico nazionale, ma i dati più recenti indicano un rallentamento della crescita rispetto agli anni precedenti. Dopo l’impennata registrata nel biennio post-pandemico, dovuta alla ricerca di formule imprenditoriali più sicure e supportate, l’attuale fase economica, segnata da incertezza, inflazione e aumento dei costi, ha prodotto un fisiologico rallentamento nel tasso di espansione delle reti.


Secondo il rapporto annuale di Assofranchising, il fatturato del settore ha raggiunto quota 34 miliardi di euro, segnando un aumento del 9,9% rispetto all’anno precedente. Ma per il 2024 le stime prefigurano una crescita più contenuta, attorno al 4,3%. Non si tratta di una battuta d’arresto, quanto piuttosto di un assestamento fisiologico dopo anni di espansione continua. Il modello franchising rimane un punto di riferimento soprattutto per gli imprenditori alle prime armi, che vogliono contare su un format collaudato, ma anche per aziende consolidate che puntano ad allargare la propria presenza territoriale senza moltiplicare direttamente le sedi operative.


Nel 2023 il numero di punti vendita in franchising in Italia ha raggiunto le 65.806 unità, in aumento del 7,6% rispetto al 2022. Gli addetti coinvolti nel comparto sono stati 287.767, segnando un incremento del 13,8%. La crescita dell’occupazione rappresenta uno degli elementi più rilevanti, poiché dimostra la capacità del settore di assorbire forza lavoro anche in un contesto macroeconomico difficile. Tuttavia, si è assistito anche a una razionalizzazione del numero di insegne attive: da 954 si è passati a 929. Questo calo, seppur limitato, segnala un processo selettivo in atto che premia i format più solidi e penalizza quelli meno strutturati o con modelli di business non più sostenibili.


Le aree merceologiche più dinamiche sono risultate quelle legate al benessere della persona, all’estetica e alla salute, con incrementi di fatturato superiori al 9%. Ristorazione e food retail mantengono volumi rilevanti ma con tassi di crescita più contenuti rispetto al passato. I servizi, in particolare quelli legati alla consulenza aziendale, all’intermediazione immobiliare e alla formazione professionale, mostrano anch’essi performance interessanti, grazie alla capacità di adattamento tecnologico e all’alto livello di personalizzazione offerto al cliente finale.


A livello territoriale, la distribuzione del franchising evidenzia una netta prevalenza del Nord Ovest, con oltre 22.000 punti vendita, seguito dal Sud e isole, dal Centro e infine dal Nord Est. La Lombardia continua a guidare la classifica con quasi 10.000 esercizi affiliati, mentre Lazio, Campania, Piemonte ed Emilia-Romagna si collocano nelle posizioni successive. Si nota un progressivo rafforzamento della presenza delle reti anche nelle regioni meridionali, grazie a incentivi statali, fondi PNRR e politiche regionali orientate alla creazione di impresa.


Dal punto di vista delle aziende franchisor, aumenta la consapevolezza della necessità di investire in innovazione, comunicazione e sostenibilità. Sempre più reti sviluppano piani di formazione continua per i franchisee e adottano strumenti digitali per il monitoraggio delle performance e l’ottimizzazione delle forniture. Una percentuale crescente di insegne – oltre il 25% – ha introdotto soluzioni di intelligenza artificiale nei processi commerciali e gestionali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la customer experience.


Altro elemento in evoluzione è il profilo del franchisee. Si abbassa l’età media, aumentano le donne e si rafforza il numero di chi decide di aprire un’attività in franchising come forma di reimpiego dopo esperienze lavorative precedenti. Molti aspiranti imprenditori provengono da settori tradizionali, come il commercio al dettaglio o la ristorazione indipendente, e vedono nel franchising una soluzione per continuare a operare nel proprio ambito con minori rischi e maggiore supporto.


Un indicatore rilevante è l’aumento delle richieste di affiliazione provenienti da stranieri residenti in Italia, che oggi rappresentano una fetta consistente del totale. Le reti più strutturate offrono servizi multilingue e percorsi di integrazione per rendere accessibile il modello anche a questa categoria di imprenditori, spesso esclusa dai canali tradizionali di finanziamento e formazione.


Il rallentamento della crescita previsto per il 2024 non preoccupa gli operatori del settore, che vedono in questa fase l’opportunità di consolidare i modelli esistenti, aumentare la qualità dei servizi e puntare a una crescita più selettiva ma stabile. Le grandi catene, in particolare, continuano a investire, sia in Italia che all’estero, dimostrando fiducia nella capacità del format franchising di adattarsi ai cambiamenti del mercato e ai nuovi bisogni dei consumatori. In un contesto economico incerto, la forza del sistema franchising rimane nella condivisione dei rischi, nel supporto reciproco tra affiliante e affiliato e nella possibilità di scalare rapidamente grazie a un modello replicabile e collaudato.

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