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Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027: solo il 4% speso, restano 38 miliardi inutilizzati

Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui l'Italia mira a ridurre i divari economici e sociali tra le diverse aree del Paese. Per il ciclo di programmazione 2021–2027, il FSC è stato rifinanziato con una dotazione complessiva di 78,1 miliardi di euro, al netto di 15,6 miliardi destinati al finanziamento di investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).


Nonostante la significativa disponibilità di risorse, l'attuazione degli interventi finanziati dal FSC procede a rilento. Secondo i dati aggiornati, solo il 4% delle risorse è stato effettivamente speso, lasciando circa 38 miliardi di euro ancora inutilizzati. Questa situazione solleva preoccupazioni riguardo alla capacità delle amministrazioni centrali e locali di programmare e realizzare efficacemente gli investimenti previsti.


Le cause del ritardo nella spesa

Diversi fattori contribuiscono al basso livello di spesa del FSC. Tra questi, la complessità delle procedure burocratiche, la frammentazione delle competenze tra i vari livelli di governo e la carenza di personale qualificato nelle amministrazioni locali. Inoltre, la necessità di coordinare gli interventi del FSC con quelli finanziati dal PNRR e dai fondi strutturali europei aggiunge ulteriori livelli di complessità alla programmazione e all'attuazione degli investimenti.


Implicazioni per lo sviluppo territoriale

Il ritardo nell'utilizzo delle risorse del FSC ha implicazioni significative per lo sviluppo economico e sociale delle regioni italiane, in particolare per quelle del Mezzogiorno, a cui è destinato l'80% delle risorse del fondo. La mancata realizzazione degli investimenti previsti rischia di compromettere gli obiettivi di riduzione dei divari territoriali e di miglioramento delle infrastrutture e dei servizi pubblici.


Le misure per accelerare la spesa

Per affrontare le criticità emerse, il governo ha introdotto il nuovo strumento dell'"Accordo per la coesione", previsto in sostituzione del "Piano Sviluppo e Coesione" dal D.L. n. 124 del 2023. Questo accordo, definito tra il Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR e ciascun Ministro interessato ovvero tra il Ministro e ciascun Presidente di regione o di provincia autonoma, mira a semplificare le procedure e a garantire una maggiore efficacia nell'attuazione degli interventi.


La necessità di un cambio di passo

È fondamentale che le amministrazioni centrali e locali adottino un approccio più proattivo nella programmazione e nell'attuazione degli investimenti finanziati dal FSC. Ciò richiede un rafforzamento delle capacità amministrative, una maggiore trasparenza e un'efficace collaborazione tra i vari livelli di governo. Solo attraverso un utilizzo efficiente delle risorse disponibili sarà possibile raggiungere gli obiettivi di coesione territoriale e di sviluppo sostenibile previsti per il ciclo di programmazione 2021–2027.

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