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Ferrero spinge sull’espansione parallela: 3 miliardi di fatturato e 890 milioni di margine lordo per gelati, biscotti e snack

La strategia di espansione “parallela” intrapresa da Ferrero si sta consolidando in maniera sempre più strutturata. Il gruppo dolciario di Alba, già noto a livello globale per marchi come Nutella, Kinder e Ferrero Rocher, ha ormai costruito una seconda gamba industriale che affianca le attività tradizionali con una nuova linea di business focalizzata su prodotti come gelati, biscotti e snack. Questa linea ha raggiunto nel 2023 un fatturato di circa 3 miliardi di euro e un margine lordo pari a 890 milioni, equivalente a circa il 30% dei ricavi generati. Dati che certificano la solidità di un’operazione che, nata da una serie di acquisizioni mirate, si sta dimostrando capace di generare valore in modo autonomo e sostenibile.


Alla base di questo sviluppo c’è una strategia di ampliamento del portafoglio che ha permesso al gruppo di estendersi ben oltre la tradizionale area del cioccolato e delle creme spalmabili. Con l’ingresso nei segmenti dei gelati confezionati e dei biscotti, Ferrero ha saputo cogliere nuove opportunità di consumo e presidiare momenti della giornata precedentemente inesplorati, come la colazione e la merenda, puntando su innovazione, riconoscibilità dei brand e qualità del prodotto. Tra i passaggi chiave si segnala l’acquisizione di Wells Enterprises, terzo produttore statunitense di gelati, entrato nel perimetro Ferrero all’inizio del 2023 e già integrato nelle attività di gruppo.


All’interno di questo percorso si collocano anche i lanci più recenti, come la linea di gelati Nutella, proposta nel 2024 per celebrare i sessant’anni del marchio, o l’introduzione dei biscotti Kinderini e degli snack Eat Natural nel portafoglio europeo. Prodotti che non solo ampliano l’offerta, ma rafforzano l’identità del marchio Ferrero come operatore trasversale nel food, capace di adattare le proprie icone a nuove categorie merceologiche mantenendo standard qualitativi elevati. La gestione integrata di innovazione, produzione e distribuzione si conferma un punto di forza, con una rete industriale sempre più estesa e flessibile, capace di sostenere il ritmo di sviluppo dei nuovi business.


Il bilancio consolidato 2023-2024 ha restituito un quadro complessivamente positivo per Ferrero. Il fatturato di gruppo ha toccato quota 18,4 miliardi di euro, segnando una crescita dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti industriali sono cresciuti fino a raggiungere i 958 milioni di euro, in aumento del 18%, a testimonianza dell’impegno del gruppo nel rafforzamento della base produttiva e logistica. Il numero complessivo degli stabilimenti è salito da 32 a 37, mentre i dipendenti a livello globale hanno superato quota 47mila. Dati che confermano la vitalità di un’azienda che, pur mantenendo la propria identità familiare, si muove con logiche da multinazionale.


Nell’ambito italiano, Ferrero Industriale Italia ha chiuso il 2023 con un fatturato pari a 860,7 milioni di euro, in crescita del 6,8% rispetto al 2022. L’utile netto è stato di 59 milioni, con margini stabili, mentre le controllate come Ferrero Commerciale Italia e Ferrero Technical Services hanno contribuito con risultati positivi alla performance complessiva. Un dato interessante riguarda la quota delle vendite esportate, che resta superiore al 70% per le controllate italiane, a conferma della centralità degli stabilimenti nazionali nella strategia internazionale del gruppo.


Tra le operazioni in corso destinate ad amplificare ulteriormente il peso della “parallela”, spicca la proposta di acquisizione della società americana WK Kellogg, specializzata nei cereali da colazione. Il gruppo Ferrero, attraverso la holding lussemburghese Cth Invest, ha avanzato un’offerta da 3,1 miliardi di dollari per rilevare la totalità delle azioni del gruppo, attualmente quotato a Wall Street. L’offerta prevede un premio di circa il 40% rispetto alla media dei 30 giorni precedenti, con l’obiettivo di concludere l’operazione entro la fine dell’anno. Se finalizzata, questa acquisizione rappresenterebbe il passaggio definitivo di Ferrero nel settore breakfast, completando l’offerta in chiave colazione con una gamma che va dalla spalmabile Nutella ai biscotti, dai gelati ai cereali confezionati.


L’eventuale acquisizione di WK Kellogg segnerebbe anche il ritorno in Europa del marchio, dopo la separazione da Kellanova, che aveva mantenuto il business internazionale. In questo modo Ferrero metterebbe le mani su marchi storici come Corn Flakes, Froot Loops e Special K, presidio di mercato negli Stati Uniti ma con una distribuzione potenzialmente estensibile al continente europeo. L’integrazione dei cereali nei canali già consolidati di Ferrero potrebbe generare sinergie significative in termini di distribuzione e comunicazione, sfruttando la familiarità e la fiducia che i consumatori ripongono nei brand del gruppo.


L’operazione risponderebbe anche alla necessità di rafforzare la presenza nel mercato nordamericano, dove Ferrero ha già acquisito negli ultimi anni realtà come Ferrara Candy Company e Fannie May. Il Nord America rappresenta oggi un’area strategica, sia per dimensioni di mercato sia per capacità di innovazione, e l’operazione WK Kellogg si inserirebbe in un disegno coerente di rafforzamento e diversificazione. A fronte di un mercato dei cereali in leggero declino, Ferrero punterebbe su rilanci mirati e nuove formule più in linea con le esigenze di benessere e sostenibilità ambientale, intercettando le tendenze del consumo salutistico in crescita negli USA.


Anche in assenza di questa acquisizione, il progetto “parallelo” è destinato a diventare sempre più centrale nella strategia del gruppo. I numeri già raggiunti dimostrano che la nuova business unit è in grado di generare profittabilità e volumi senza dipendere dalla stagionalità o dalla ciclicità tipica del business del cioccolato. Inoltre, la gestione separata e autonoma consente di valorizzare al meglio ogni segmento, con marketing e politiche industriali su misura per ogni categoria. Un modello che potrebbe essere ulteriormente replicato in futuro, con l’ingresso in nuovi mercati o categorie ancora non esplorate.

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