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Ferrero conquista il primo posto tra i datori di lavoro più desiderati dagli italiani: equilibrio, valori e sicurezza le chiavi del successo

Per il secondo anno consecutivo Ferrero si conferma il datore di lavoro più ambito in Italia secondo il Randstad Employer Brand Research 2025, l’indagine annuale condotta su un campione di oltre 7.500 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni, occupati e non, che valuta la percezione e l’attrattività dei principali 150 datori di lavoro del Paese. La multinazionale dolciaria con sede ad Alba ottiene il consenso del 68,5% degli intervistati, distanziando nettamente le altre aziende presenti in classifica, e consolidando un primato costruito nel tempo grazie a una strategia improntata a stabilità, reputazione e attenzione alle persone.


L’edizione 2025 dell’indagine conferma che, per gli italiani, l’equilibrio tra lavoro e vita privata è il fattore più importante nella scelta del datore di lavoro. A questo criterio si affiancano la serenità dell’ambiente di lavoro, la sicurezza del posto, una retribuzione adeguata e prospettive di carriera chiare. Ferrero è risultata la prima azienda in ben tre delle cinque dimensioni chiave analizzate: ambiente di lavoro positivo, solidità economica e sicurezza occupazionale. La coerenza tra i valori dichiarati e quelli effettivamente vissuti all’interno dell’azienda risulta centrale nel posizionamento, a dimostrazione del fatto che il brand Ferrero è percepito come autentico, affidabile e responsabile.


Alla base del successo c’è una cultura d’impresa fortemente identitaria. Ferrero continua a valorizzare le proprie radici familiari pur avendo una presenza multinazionale, promuovendo politiche di benessere organizzativo, welfare aziendale e crescita professionale strutturata. L’azienda ha investito negli anni in strumenti come il bilanciamento dei tempi di vita e lavoro, la possibilità di fruire di orari flessibili, l’accesso a servizi per i dipendenti, percorsi di formazione continua e processi di valutazione trasparenti. In un contesto nel quale la competizione per i talenti è sempre più intensa e la mobilità lavorativa in crescita, Ferrero si distingue per la capacità di trattenere le risorse attraverso un’offerta che va oltre la semplice retribuzione.


La classifica 2025 segnala anche altri nomi rilevanti in cima alle preferenze degli italiani. Nella top ten compaiono ABB per il settore elettronico, Lamborghini per l’automotive, Brembo tra i componentisti, Chiesi nel farmaceutico, EssilorLuxottica per il comparto metalmeccanico, Mondadori nei media, IBM per il settore ICT, Italo nel trasporto ferroviario, Leonardo nell’aerospazio e Istituto Maugeri nella sanità. La presenza eterogenea di settori riflette la varietà dei criteri considerati rilevanti da lavoratori e lavoratrici, che non guardano solo al comparto industriale di appartenenza ma al pacchetto complessivo offerto dall’azienda in termini di cultura, stabilità e visione a lungo termine.


Uno degli elementi emersi con forza nella ricerca è il peso crescente attribuito alla possibilità di conciliare attività lavorativa e vita privata. Più del 65% degli intervistati ha indicato questo aspetto come prioritario. A ciò si aggiunge la ricerca di contesti aziendali non conflittuali, nei quali dominino rispetto reciproco, supporto e collaborazione tra colleghi. La sicurezza del posto di lavoro, che per anni era il primo driver in assoluto, rimane comunque centrale (58% degli intervistati), così come la disponibilità di percorsi di crescita professionale visibili (54%) e un approccio inclusivo nei confronti della diversità (49%).


Nel contesto post-pandemico, in cui modelli ibridi e lavoro da remoto si sono affermati con forza, il Randstad Employer Brand Research ha rilevato che il 29% degli italiani lavora attualmente con formule flessibili, suddivisi tra chi lavora sempre da remoto (5%) e chi lo fa in modalità ibrida (24%). Tuttavia, una percentuale ancora maggiore di intervistati afferma che la possibilità di accedere a una forma di lavoro agile rappresenta una motivazione decisiva nella scelta del datore di lavoro. L’adozione di questi modelli è quindi destinata a crescere, influenzando in modo significativo la percezione di attrattività aziendale.


In un mercato del lavoro in costante trasformazione, il fenomeno delle “grandi dimissioni” si riflette anche nei dati italiani: il 40% del campione ha cambiato impiego negli ultimi sei mesi o intende farlo a breve. La retribuzione rimane una leva potente: meno del 50% degli italiani ritiene di essere pagato adeguatamente, e proprio il salario risulta il motivo principale che spinge alla mobilità. In questo contesto, Ferrero ha saputo distinguersi mantenendo alta la propria reputazione retributiva, pur non puntando esclusivamente sull’aspetto economico.


Il Randstad Employer Brand Research conferma che le aziende capaci di coniugare visione strategica, coerenza tra parole e fatti, attenzione alla persona e valori solidi sono oggi quelle che attraggono e mantengono più facilmente i talenti. Ferrero incarna queste caratteristiche in modo esemplare, riuscendo a rimanere al vertice in un panorama competitivo sempre più attento, frammentato e condizionato dalle aspettative di una nuova generazione di lavoratori. In un’Italia in cui il capitale umano sta diventando il vero elemento differenziante, la qualità del datore di lavoro è ormai centrale per garantire sostenibilità e continuità organizzativa.

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