Famiglie italiane tra prudenza e ripresa: le nuove dinamiche dei consumi nel 2025
- piscitellidaniel
- 9 lug
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Nel 2025, le famiglie italiane si trovano a navigare un panorama economico complesso, caratterizzato da segnali contrastanti tra una cauta ripresa del potere d'acquisto e una persistente incertezza che influenza le decisioni di spesa. I dati recenti offrono una visione articolata delle abitudini di consumo, evidenziando tendenze che riflettono sia la resilienza che la prudenza dei nuclei familiari.
Crescita del potere d'acquisto e aumento del risparmio
Secondo l'Istat, nel primo trimestre del 2025, il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato dell'1,8% rispetto al trimestre precedente, con una crescita del potere d'acquisto dello 0,9%. Parallelamente, la propensione al risparmio ha registrato un incremento, attestandosi al 9,3%, segnando un rialzo di 0,6 punti percentuali. Questi dati indicano una maggiore disponibilità economica, ma anche una tendenza delle famiglie a destinare una parte significativa delle risorse aggiuntive al risparmio, piuttosto che al consumo immediato.
Contrazione delle intenzioni di acquisto nel mese di giugno
Nonostante l'aumento del reddito disponibile, l'Osservatorio Findomestic ha rilevato una significativa contrazione delle intenzioni di acquisto delle famiglie italiane nel mese di giugno 2025, con un calo del 17,4% rispetto a maggio. Tutti i settori monitorati hanno registrato una diminuzione, con punte negative nei comparti legati alla casa e alla mobilità. Le intenzioni di acquisto per l'isolamento termico sono diminuite del 29,8%, quelle per i mobili del 24,2%, e le ristrutturazioni hanno subito un calo del 20,2%. Anche il settore automobilistico ha risentito della contrazione, con le auto nuove in discesa del 17,2% e i motoveicoli del 26,1%.
Vacanze estive all'insegna della moderazione
Le vacanze estive del 2025 si preannunciano più brevi e contenute rispetto all'anno precedente. Solo il 28% delle famiglie ha già pianificato le ferie, mentre un altro 28% è in fase di organizzazione. Il 26% non ha ancora deciso e il 18% prevede di non partire affatto. Tra coloro che rinunciano alle vacanze, le principali motivazioni sono il calo del reddito familiare (39%), spese impreviste (21%) e l'aumento dei prezzi (21%). La spesa media prevista per le vacanze è diminuita, attestandosi a 1.594 euro per famiglia, rispetto ai 1.785 euro del 2024.
Priorità ai consumi essenziali e spese obbligate
Le famiglie italiane mostrano una tendenza a privilegiare le spese essenziali. Secondo un'indagine dell'Ufficio Studi Coop, nel 2025 si prevede un aumento delle uscite per utenze domestiche, salute fisica e consumo alimentare domestico. In particolare, il 26% degli intervistati prevede un incremento delle spese per le utenze, il 24% per la salute e il 21% per il cibo. Al contrario, le intenzioni di spesa per ristorazione, viaggi e intrattenimento extradomestico risultano in calo.
Segnali positivi nel settore del largo consumo
Nonostante la prudenza generale, il settore del largo consumo mostra segnali di crescita. Nei primi quattro mesi del 2025, il fatturato del largo consumo confezionato ha superato i 32 miliardi di euro, con un aumento del 4,4% rispetto all'anno precedente. I volumi di vendita sono cresciuti del 2,6%, con performance particolarmente positive nel sud Italia. I canali di vendita come superstore e discount hanno registrato incrementi significativi, rispettivamente del 3,4% e del 3,8% a volume.
Prospettive macroeconomiche e impatto sui consumi
Le previsioni macroeconomiche per il 2025 indicano una crescita del PIL italiano dello 0,6%, sostenuta principalmente dalla domanda interna. Tuttavia, l'incertezza globale, alimentata dalle politiche commerciali internazionali, potrebbe influenzare negativamente la fiducia dei consumatori. Confcommercio prevede una crescita dei consumi reali dell'1% nel 2025, ma sottolinea la necessità di consolidare la fiducia delle famiglie per sostenere la ripresa.

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