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Expo Osaka 2025, il padiglione Italia supera il giro di boa con 5.500 partecipanti e punta sull’innovazione come chiave diplomatica

A meno di un anno dall’apertura dell’Expo 2025 di Osaka, il padiglione Italia ha superato un importante traguardo organizzativo, registrando l’adesione di oltre 5.500 tra imprese, enti territoriali, università, associazioni e istituzioni culturali. Il dato è stato reso noto durante un evento di aggiornamento dei lavori tenutosi in questi giorni a Roma e rilanciato dalla struttura commissariale guidata da Paolo Glisenti. Il padiglione si presenta come uno dei più articolati e strategici mai progettati per un’esposizione universale, posizionandosi al centro del tema portante della manifestazione giapponese: “Designing Future Society for Our Lives”.


Il concept del padiglione Italia si basa sulla valorizzazione della capacità progettuale, ingegneristica e creativa del Paese, con l’obiettivo di rappresentare una “fabbrica di futuro” in grado di proporre soluzioni concrete alle grandi sfide globali: sostenibilità ambientale, salute, sicurezza alimentare, innovazione digitale e rigenerazione urbana. Il progetto architettonico, curato dallo studio Mario Cucinella Architects, si ispira all’immagine della nave che attraversa mari e culture, simboleggiando il dialogo tra civiltà e l’intreccio tra scienza e umanesimo.


Il cantiere, avviato nel 2023 nell’isola artificiale di Yumeshima nella baia di Osaka, ha raggiunto il 60% delle opere strutturali. Le prossime settimane saranno decisive per il completamento degli allestimenti interni, la selezione degli espositori e l’organizzazione delle attività culturali e scientifiche che animeranno lo spazio italiano durante i sei mesi di apertura, dal 13 aprile al 13 ottobre 2025. Il padiglione sarà uno dei più estesi dell’intera esposizione, con una superficie di circa 3.500 metri quadrati su due livelli, dotata di spazi espositivi, auditorium, installazioni immersive e aree dedicate alla co-creazione tra pubblico e imprese.


Uno degli elementi centrali del padiglione sarà la “Galleria del Genio”, una sequenza di ambienti narrativi che guideranno il visitatore attraverso le eccellenze italiane in ambito tecnologico, manifatturiero, scientifico e artistico. In particolare, saranno protagonisti progetti legati all’intelligenza artificiale, alla robotica medica, alla filiera agroalimentare sostenibile e alla transizione energetica. L’intento è dimostrare come l’Italia possa contribuire con soluzioni innovative alla costruzione di una società globale più equa, intelligente e resiliente.


Tra i protagonisti della partecipazione italiana ci saranno università come il Politecnico di Milano, la Federico II di Napoli e l’Università di Bologna, che porteranno prototipi e sperimentazioni legate ai settori dell’urbanistica sostenibile, dell’ingegneria biomedica e della robotica applicata alla cura dell’uomo. La presenza delle Regioni sarà altrettanto significativa: Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Puglia hanno già ufficializzato la loro adesione, con progetti che spaziano dall’enogastronomia al design, passando per il turismo intelligente e le biotecnologie.


Il padiglione Italia fungerà anche da piattaforma diplomatica, proseguendo il percorso di diplomazia scientifica e culturale avviato con Expo Dubai 2020. L’intento è rafforzare i legami tra l’Italia e il Giappone in un momento strategico per le relazioni tra Europa e Asia. Verranno organizzati incontri istituzionali, business forum, tavole rotonde su clima e innovazione, con il coinvolgimento di ambasciate, consolati, agenzie per l’internazionalizzazione e camere di commercio. Sarà anche uno strumento di proiezione dell’identità nazionale nei confronti di un’area – il Pacifico – cruciale per gli equilibri geopolitici ed economici del prossimo decennio.


Il comparto culturale avrà un ruolo fondamentale nella narrazione italiana. Il Ministero della Cultura e l’Istituto Italiano di Cultura di Osaka collaborano all’organizzazione di un programma che comprende mostre, concerti, rappresentazioni teatrali e interventi di artisti italiani contemporanei. Particolare attenzione sarà data al tema della memoria del futuro, intesa come la capacità di attingere alla tradizione per generare innovazione. In tal senso, il padiglione ospiterà anche omaggi al genio di Leonardo, Dante e Italo Calvino, nel centenario della sua nascita, con installazioni multimediali e percorsi esperienziali.


Sul piano della sostenibilità, il padiglione si propone come esempio di architettura rigenerativa: materiali naturali, pannelli fotovoltaici integrati, sistemi di ventilazione passiva e una gestione idrica efficiente sono alla base del progetto. Dopo l’esposizione, parte della struttura sarà smontata e trasferita in Italia per diventare uno spazio permanente dedicato all’educazione all’innovazione.


Il coinvolgimento delle imprese rappresenta un altro pilastro portante dell’iniziativa. Finora hanno aderito oltre 250 aziende tra grandi gruppi industriali, startup tecnologiche, cooperative sociali e consorzi agroalimentari. Il padiglione sarà per loro una vetrina internazionale ma anche uno spazio operativo in cui promuovere partnership, lanciare nuovi prodotti, confrontarsi con investitori asiatici e presentare case study di innovazione made in Italy. Particolare enfasi sarà data alle tecnologie “human-centered” e alle applicazioni in ambito sanitario, smart city, circular economy e mobilità elettrica.


A livello finanziario, il budget complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 26 milioni di euro, coperti in parte dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in parte da sponsorizzazioni private e fondi di co-finanziamento regionale. Il modello è quello della “partecipazione a rete”, che punta a valorizzare le sinergie tra pubblico e privato, grandi enti e realtà territoriali, in una logica inclusiva e collaborativa. L’obiettivo non è soltanto promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, ma favorire investimenti concreti, opportunità di export, trasferimento tecnologico e attrazione di talenti.


Il padiglione Italia a Expo Osaka 2025 si candida dunque a essere non solo una vetrina, ma un laboratorio di sperimentazione culturale e industriale, capace di connettere passato e futuro, bellezza e tecnologia, creatività e scienza. I numeri raggiunti finora – 5.500 soggetti coinvolti, 60% dei lavori completati e un’agenda già fitta di eventi e collaborazioni – confermano il forte impegno del sistema Paese in una delle più grandi sfide di rappresentanza internazionale degli ultimi anni.

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