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Ex Ilva: nuovo rinvio del tavolo governo-sindacati, cresce la tensione a Taranto

Il 23 maggio 2025, la situazione dell'ex Ilva di Taranto continua a essere al centro dell'attenzione nazionale, con un nuovo rinvio del tavolo di confronto tra governo e sindacati che alimenta l'incertezza sul futuro dello stabilimento siderurgico e dei suoi lavoratori.


Un rinvio che preoccupa lavoratori e sindacati

Il tavolo di confronto, inizialmente previsto per il 21 maggio, è stato nuovamente rinviato, suscitando preoccupazione tra i lavoratori e le organizzazioni sindacali. La mancanza di una data certa per la ripresa delle trattative alimenta il clima di incertezza e tensione, soprattutto dopo l'incidente all'altoforno 1 del 7 maggio, che ha compromesso ulteriormente la produzione e l'occupazione.


Le richieste dei sindacati e la posizione del governo

I sindacati, tra cui Fim, Fiom e Uilm, hanno espresso la necessità di un intervento immediato da parte del governo per garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro. Hanno inoltre richiesto la sospensione delle trattative con Baku Steel, ritenute infruttuose, e l'avvio di un processo di nazionalizzazione temporanea dell'azienda, con il supporto di produttori siderurgici italiani.


Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che il governo è impegnato a trovare soluzioni per evitare ricadute drammatiche sull'occupazione e sull'indotto. Tuttavia, ha sottolineato che la produzione sarà dimezzata rispetto a quanto programmato, a causa dello stop all'altoforno 1, e che sarà necessario adattare il piano industriale alla nuova realtà.


Le prospettive per il futuro dello stabilimento

La situazione dell'ex Ilva rimane complessa, con la necessità di affrontare contemporaneamente le questioni legate alla produzione, all'occupazione e alla transizione ecologica. Il governo ha annunciato l'intenzione di convocare un tavolo con le imprese dell'indotto e di valutare progetti alternativi per il rilancio industriale del territorio, che potrebbero coinvolgere settori come l'eolico, il solare e l'intelligenza artificiale.


Nel frattempo, i lavoratori e le comunità locali attendono risposte concrete e tempestive, nella speranza che le istituzioni riescano a garantire un futuro sostenibile per lo stabilimento e per l'intera area di Taranto.

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