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Energia e industria, la competitività passa dalla governance europea

Rinnovabili, costo dell’elettricità e mercato unico dell’energia diventano fattori decisivi per imprese e investimenti


Il costo dell’energia è oggi uno dei principali fattori di competitività per l’industria italiana. Nel panel dedicato a energia, investimenti, infrastrutture e cambiamento climatico, Massimo Beccarello, Guido Bortoni, Diego Cattoni, Stefano Granella, Catia Tomasetti e Lucia Visconti Parisio hanno affrontato il nodo strutturale: coniugare sostenibilità ambientale e tenuta produttiva in un Paese non autosufficiente dal punto di vista energetico.


Il problema non è solo il livello dei prezzi, ma la loro incidenza sulla programmazione industriale. Se il costo dell’elettricità resta stabilmente più alto rispetto ai principali concorrenti, le imprese energivore riducono margini, investimenti e capacità di presidiare le filiere. La transizione ecologica diventa sostenibile solo se accompagnata da infrastrutture, accumuli, reti, autorizzazioni rapide e un disegno regolatorio stabile.


Nel confronto è emersa la necessità di una governance europea del mercato energetico. Un mercato formalmente unico, ma condizionato da mix produttivi nazionali, sussidi, fiscalità e vincoli infrastrutturali differenti, non garantisce automaticamente parità competitiva. Per questo il tema del disaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo dell’elettricità assume rilievo economico e regolatorio.


Le rinnovabili restano centrali, ma non possono essere affidate a una sola fonte. Il fotovoltaico ha modificato curve di produzione e consumo, imponendo alle imprese e ai clienti una diversa gestione della domanda. Servono più eolico, accumuli, reti intelligenti e contratti di lungo periodo capaci di stabilizzare prezzi e investimenti.


Anche le infrastrutture di mobilità sono parte della transizione. Autostrada del Brennero ha portato l’esempio degli investimenti in idrogeno verde, ricarica elettrica e ferrovia. La questione energetica diventa così una questione di politica industriale: senza energia accessibile e regole prevedibili, la sostenibilità rischia di restare obiettivo astratto; con investimenti e governance comune, può diventare vantaggio competitivo.


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