Einstein Telescope, sfida europea per la scienza del futuro: 91 manifestazioni d’interesse per la Sardegna
- piscitellidaniel
- 12 giu
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Il progetto dell’Einstein Telescope si avvia a diventare uno dei più ambiziosi programmi scientifici europei del XXI secolo. Il rilevatore di onde gravitazionali di terza generazione, candidato a sorgere nel cuore della Sardegna, ha ricevuto ben 91 manifestazioni d’interesse da parte di enti pubblici, università, aziende private, centri di ricerca e realtà territoriali. Una risposta che conferma la centralità del progetto non solo per l’avanzamento della ricerca scientifica, ma anche per le sue enormi potenzialità in termini economici, occupazionali e infrastrutturali.
Il telescopio, che dovrebbe sorgere nella miniera dismessa di Sos Enattos, nel comune di Lula in provincia di Nuoro, rappresenta un salto tecnologico senza precedenti rispetto ai due osservatori attualmente in funzione, Virgo in Italia e Ligo negli Stati Uniti. L’Einstein Telescope sarà in grado di intercettare onde gravitazionali con una sensibilità dieci volte superiore agli strumenti attuali, consentendo di osservare eventi cosmici in un’epoca molto più remota della storia dell’universo, fino a pochi secondi dopo il Big Bang.
Il fatto che siano pervenute 91 manifestazioni d’interesse è la dimostrazione concreta di quanto l’intero ecosistema della ricerca e dell’innovazione, tanto a livello nazionale quanto internazionale, consideri il progetto una priorità strategica. Tra i soggetti che hanno aderito ci sono importanti università italiane, istituti di ricerca come l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), centri tecnologici, imprese dell’ingegneria e della sensoristica avanzata, aziende specializzate in scavi e perforazioni sotterranee, fornitori di tecnologie per l’isolamento sismico e acustico.
La candidatura italiana, supportata dal Governo, dalla Regione Sardegna e dal mondo accademico, è attualmente in competizione con quella presentata dai Paesi Bassi e dal Belgio. Tuttavia, l’Italia può contare su alcuni vantaggi competitivi rilevanti: la geologia favorevole della zona di Lula, la bassissima attività sismica dell’area, la presenza di infrastrutture sotterranee preesistenti e una forte adesione da parte della comunità scientifica internazionale. Inoltre, la Sardegna rappresenta un contesto socio-economico che potrebbe beneficiare profondamente di un investimento di tale portata, in grado di generare ricadute strutturali per decenni.
Secondo le stime dell’INFN, il valore complessivo dell’investimento potrebbe superare i 2 miliardi di euro nei prossimi venti anni, considerando sia la costruzione del telescopio che l’indotto creato dalle attività collaterali. Le opportunità occupazionali dirette e indirette sono valutate in oltre 2.000 unità tra ricercatori, tecnici, maestranze ed esperti nei settori della logistica, dell’energia e della gestione ambientale. La Sardegna potrebbe così trasformarsi in un polo d’eccellenza mondiale per la fisica delle onde gravitazionali e le tecnologie quantistiche applicate all’osservazione dell’universo.
Le manifestazioni d’interesse raccolte riguardano sia la disponibilità a partecipare alla fase progettuale e realizzativa, sia la proposta di collaborazioni scientifiche e tecnologiche su componenti chiave dell’infrastruttura. Si va dallo sviluppo di sensori ultra-sensibili, alla progettazione dei laboratori sotterranei, fino alla realizzazione di soluzioni per il controllo climatico e l’abbattimento delle vibrazioni di fondo, che potrebbero compromettere l’efficienza del rilevatore. Sono state inoltre avanzate proposte per la gestione della formazione e la divulgazione scientifica, con l’idea di creare un polo educativo stabile sul territorio, in grado di attrarre studenti, dottorandi e ricercatori da tutto il mondo.
Il progetto Einstein Telescope non rappresenta soltanto un’eccellenza in termini di ricerca fondamentale, ma un banco di prova per un nuovo modello di sviluppo che coniuga innovazione scientifica, sostenibilità ambientale e inclusione territoriale. La Regione Sardegna, tramite l’assessore alla Programmazione e il presidente della Giunta, ha ribadito il pieno sostegno all’iniziativa, inserita nel piano strategico regionale e considerata volano per la transizione economica dell’Isola verso un’economia della conoscenza.
A livello nazionale, anche il Ministero dell’Università e della Ricerca ha confermato che il progetto è inserito nel piano delle Grandi Infrastrutture di Ricerca (GIR), ed è destinatario di fondi specifici all’interno del PNRR, con una prima tranche di finanziamento già sbloccata per la realizzazione degli studi di fattibilità e dei primi interventi di adeguamento della miniera di Sos Enattos. La Commissione Europea, dal canto suo, ha riconosciuto all’Einstein Telescope lo status di “progetto prioritario” all’interno della roadmap dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI).
Oltre agli aspetti scientifici e tecnici, la competizione internazionale tra Italia e Benelux si sta giocando anche sul piano diplomatico e della governance. Il nostro Paese ha intrapreso un’intensa attività di relazioni con i partner europei per rafforzare la coalizione a sostegno della candidatura sarda. Sono già stati firmati protocolli d’intesa con Francia, Spagna, Ungheria e Polonia, che hanno espresso interesse a partecipare come partner scientifici e industriali in caso di localizzazione in Italia. A breve si attendono prese di posizione ufficiali anche da parte della Germania, considerata interlocutore chiave in ambito di infrastrutture di ricerca.
Il cronoprogramma prevede che la decisione definitiva sulla localizzazione venga presa entro la fine del 2025. Fino ad allora, saranno valutati tutti gli aspetti tecnici, ambientali, logistici e sociali delle due candidature. Intanto, nel territorio di Lula è già stato avviato un processo partecipativo con la popolazione locale, per garantire un’adesione informata e condivisa al progetto. I primi riscontri sono positivi: secondo un sondaggio condotto da SWG per conto dell’INFN, l’83% degli abitanti dell’area si dichiara favorevole alla realizzazione del telescopio e auspica che possa diventare il simbolo di una nuova stagione di sviluppo per l’intera regione.
Il coinvolgimento di 91 soggetti tra pubblico e privato, in tempi così rapidi, è un segnale di maturità del sistema italiano della ricerca, capace di convergere su una visione comune e di attivare risorse, competenze e relazioni in maniera coordinata. Un segnale che, se adeguatamente valorizzato, potrebbe rappresentare il punto di svolta nella lunga corsa verso l’assegnazione di una delle più grandi infrastrutture scientifiche d’Europa.

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