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Diritto d’autore, AGCOM: SIAE gestisce il 99,20% dei diritti, LEA e Soundreef allo 0,80%. Mercato ancora dominato dal monopolio storico

Nel settore della gestione collettiva del diritto d’autore in Italia, la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) continua a mantenere una posizione pressoché monopolistica, con una quota di mercato pari al 99,20% del totale dei diritti riscossi. È quanto emerge dall’ultima relazione dell’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha fotografato lo stato dell’arte della raccolta e distribuzione dei compensi derivanti dall’utilizzo delle opere dell’ingegno. Il rapporto conferma che, nonostante l’apertura del mercato alla concorrenza avvenuta ufficialmente nel 2017, gli operatori alternativi – tra cui LEA (Liberi Editori e Autori) e Soundreef – non sono ancora riusciti a erodere in modo significativo la posizione dominante dell’ente storico.


Il dato del 99,20% a favore della SIAE riguarda il periodo di riferimento 2022-2023 e tiene conto di tutte le tipologie di utilizzo dell’opera, dalla musica in pubblico agli incassi derivanti dalla diffusione online, fino ai diritti secondari come il prestito bibliotecario, la copia privata e le utilizzazioni non interattive. LEA e Soundreef, nonostante una crescita lenta ma costante, rappresentano appena lo 0,80% del totale, segno di un sistema che fatica ad aprirsi realmente alla pluralità degli operatori, come previsto dal legislatore europeo attraverso la Direttiva Barnier (2014/26/UE).


La relazione dell’AGCOM evidenzia anche le dinamiche di ingresso e uscita degli autori dai diversi soggetti gestori. Secondo i dati ufficiali, nel 2022 circa 500 autori hanno effettuato il passaggio da SIAE a LEA/Soundreef, mentre poco più di 150 sono tornati indietro. Tuttavia, il numero complessivo di iscritti alternativi alla SIAE resta marginale rispetto alla base associativa dell’ente principale, che supera i 90.000 iscritti attivi. LEA e Soundreef ne raccolgono poco più di 1.200. La discrepanza è in parte spiegabile con la maggiore presenza capillare della SIAE sul territorio nazionale e con la sua rete storica di rapporti con enti pubblici, broadcaster, organizzatori di eventi e strutture ricettive.


Un altro aspetto che emerge dal report è la distribuzione dei ricavi. Nel 2022 la SIAE ha raccolto e distribuito oltre 300 milioni di euro in diritti d’autore, con una media di circa 3.300 euro lordi per ogni autore iscritto. LEA e Soundreef, insieme, hanno distribuito meno di 2 milioni, con una media di 1.600 euro per autore. Tuttavia, il dato medio nasconde ampie differenze tra i pochi autori ad altissimo reddito e la maggioranza degli iscritti che riceve compensi molto bassi, in alcuni casi inferiori ai 100 euro annui. Questo fenomeno, comune a tutti i mercati del diritto d’autore, mostra quanto sia polarizzata la distribuzione dei proventi anche in Italia.


Dal punto di vista tecnologico e della trasparenza, la relazione AGCOM mette in luce alcune criticità ma anche evoluzioni positive. La SIAE è attualmente in fase di ammodernamento della propria infrastruttura digitale, con l’introduzione di sistemi di tracciabilità delle opere, rendicontazione automatizzata e intelligenza artificiale per l’analisi dei flussi. Soundreef, da parte sua, ha costruito la propria identità proprio su un sistema completamente digitale di monitoraggio, utilizzando l’analisi delle onde audio e dei metadati per tracciare l’effettiva diffusione di ogni brano in tempo reale. LEA opera in stretta connessione con Soundreef e ne condivide le tecnologie, promuovendo una maggiore trasparenza nei rendiconti agli autori e tempi di pagamento più brevi.


L’AGCOM evidenzia però come uno degli ostacoli principali alla concorrenza effettiva sia legato al regime di esclusive e ai vincoli contrattuali storicamente in vigore con enti pubblici e concessionari radiotelevisivi. Molti operatori culturali e soggetti utilizzatori continuano a rivolgersi esclusivamente alla SIAE per ragioni burocratiche, di semplicità gestionale o di mancata conoscenza dell’esistenza di alternative. Inoltre, in alcuni contesti, come gli enti locali o le piccole associazioni, si preferisce mantenere i rapporti con l’ente tradizionale per evitare complicazioni nelle pratiche e nei controlli.


Non manca un accenno alle recenti modifiche legislative. Con il decreto legislativo n. 35/2017, il governo italiano ha formalmente recepito la direttiva europea, stabilendo il principio della libertà di scelta da parte degli autori nella selezione della società di gestione collettiva. Tuttavia, nella pratica, l’asimmetria tra gli operatori rimane evidente. L’AGCOM richiama quindi alla necessità di rafforzare la vigilanza sulla concorrenza effettiva, anche attraverso campagne informative mirate, controlli sui contratti di licenza e strumenti per semplificare l’accesso agli altri operatori da parte di utenti e autori.


Un’ulteriore questione rilevata riguarda la trasparenza nell’allocazione delle spese di gestione. La SIAE, pur avendo abbassato i costi operativi negli ultimi anni, mantiene ancora un’incidenza del 15% circa sui proventi riscossi, mentre Soundreef dichiara un’incidenza attorno al 10%. LEA, essendo ancora in fase di consolidamento, presenta percentuali più variabili. L’efficienza nella gestione delle royalty rappresenta un indicatore sempre più importante nella valutazione da parte degli autori, soprattutto tra le nuove generazioni di musicisti indipendenti e digital creator, più sensibili alla rapidità dei pagamenti e alla possibilità di monitorare in autonomia i propri dati.


Il quadro tracciato dall’AGCOM suggerisce un mercato in trasformazione, ma ancora fortemente condizionato da dinamiche storiche e da una posizione dominante che, pur non più esclusiva per legge, resta dominante nei fatti. La crescita lenta ma costante degli operatori alternativi indica che esiste una domanda di pluralismo e trasparenza, ma che servono strumenti più efficaci per garantire una vera concorrenza. La questione del diritto d’autore in Italia si conferma così non solo un tema tecnico, ma anche politico, economico e culturale, che tocca il cuore della produzione creativa nazionale.

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