Deutsche Bank acquisisce il 5,1% di Banco BPM: implicazioni e scenari futuri
Il 27 febbraio 2025, Deutsche Bank ha comunicato alla Consob di aver acquisito una partecipazione del 5,181% nel capitale di Banco BPM. Questa mossa strategica avviene in un momento cruciale per Banco BPM, che si prepara all'assemblea degli azionisti per deliberare sul rilancio dell'offerta pubblica di acquisto (OPA) su Anima Holding.
L'ingresso di Deutsche Bank nel capitale di Banco BPM rappresenta un segnale significativo nel panorama bancario europeo. Con questa operazione, l'istituto tedesco rafforza la sua presenza nel mercato bancario italiano, potenzialmente aprendo la strada a future collaborazioni o integrazioni tra le due entità. Attualmente, il principale azionista di Banco BPM è Crédit Agricole, che detiene una quota potenziale del 15,1%. L'acquisizione da parte di Deutsche Bank potrebbe quindi rimescolare le carte in tavola, influenzando le dinamiche azionarie e strategiche dell'istituto milanese.
Parallelamente, Banco BPM è impegnato nel tentativo di acquisire Anima Holding, società leader nel settore del risparmio gestito. L'assemblea degli azionisti è chiamata a votare sull'aumento dell'offerta per azione da 6,2 a 7 euro, con l'obiettivo di raggiungere almeno il 45% del capitale di Anima. Questo livello di partecipazione è ritenuto sufficiente per generare sinergie stimate in circa 60 milioni di euro lordi. Grazie agli impegni di adesione già ottenuti da Poste Italiane, Fondo Strategico Italiano e dal management di Anima, Banco BPM ha assicurato il 44,8% del capitale, avvicinandosi così all'obiettivo prefissato.
L'acquisizione di Anima Holding è considerata di "forte rilevanza industriale e strategica" per Banco BPM, anche in assenza del cosiddetto "Danish Compromise". Questo meccanismo regolamentare, se approvato dalla Banca Centrale Europea (BCE), permetterebbe un risparmio di 268 punti base nel coefficiente patrimoniale CET1. Tuttavia, anche senza tale beneficio, Banco BPM prevede di distribuire ai propri azionisti 6 miliardi di euro nel periodo 2024-2027, mantenendo un CET1 compreso tra il 13% e il 13,5%. Questo margine, superiore del 3,8% rispetto ai requisiti regolamentari minimi, è in linea con gli standard del settore bancario europeo. Inoltre, l'investimento in Anima dovrebbe garantire un ritorno superiore al 13%.
Per mantenere una solida posizione patrimoniale, l'amministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna, ha delineato una serie di misure. Tra queste, operazioni di cartolarizzazione sintetica per liberare capitale (con un impatto positivo di 48 punti base sul CET1), ottimizzazione delle partecipazioni (10 punti base) e una revisione della politica dei dividendi, rinunciando alla distribuzione di un ulteriore miliardo di euro (159 punti base). Queste azioni mirano a garantire una gestione prudente del capitale, assicurando al contempo adeguati ritorni per gli azionisti.
L'intervento della Consob, che ha richiesto chiarimenti sulle misure di mitigazione del rischio adottate da Banco BPM, risponde anche alle preoccupazioni sollevate da Unicredit. Quest'ultima, infatti, aveva espresso dubbi sulla capacità di Banco BPM di mantenere un CET1 superiore al 13% e di offrire ritorni sul capitale adeguati. Nonostante la minaccia di Unicredit di ritirare la propria offerta in caso di modifica dei termini dell'OPA, si prevede che l'assemblea degli azionisti approvi con ampia maggioranza la proposta del consiglio di amministrazione di Banco BPM. Il sostegno degli investitori istituzionali, guidati dai proxy advisor, e di alcuni azionisti di rilievo, come Davide Leone e il patto di consultazione tra fondazioni e casse previdenziali, dovrebbe garantire l'approvazione delle delibere proposte.


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