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Daria Illy esce dal business del caffè di famiglia: ceduta la quota del 19% della holding, si completa il riassetto societario tra i rami familiari

La famiglia Illy compie un nuovo e decisivo passo nella riorganizzazione dei propri asset aziendali con l’uscita di Daria Illy dalla holding che controlla il gruppo caffè. L’ex direttrice della comunicazione e dell’area sostenibilità, figlia di Riccardo Illy, ha ceduto la propria quota del 19% detenuta nella Holding Illy Spa alla sub-holding Gruppo Illy Srl, società interamente partecipata da Andrea e Anna Illy, i fratelli di Riccardo. L’operazione, comunicata ufficialmente nella giornata del 19 giugno, rappresenta la tappa finale di un percorso di ristrutturazione interna che va avanti dal 2021 e che ha avuto l’obiettivo di separare nettamente i diversi interessi imprenditoriali della storica famiglia triestina.


Con questa transazione, Andrea e Anna Illy assumono il controllo pieno e diretto della holding principale, rafforzando la loro posizione di riferimento nella governance del marchio Illycaffè, fondato nel 1933 e oggi presente in oltre 140 Paesi. L’azienda, che ha chiuso il 2023 con un fatturato di circa 595 milioni di euro, rappresenta uno dei brand più conosciuti del made in Italy nel mondo, simbolo di eccellenza e qualità nel settore del caffè premium. La scelta di Daria di uscire dalla compagine sociale rappresenta un atto di chiarezza e semplificazione, in linea con quanto avviato già dal padre Riccardo con la separazione delle attività legate al “Polo del Gusto”.


Il riassetto delle partecipazioni ha avuto inizio nel 2022, quando Riccardo Illy, già presidente della holding, ha lasciato le attività relative al caffè per concentrarsi sullo sviluppo delle altre aziende agroalimentari di fascia alta acquisite negli anni, come Domori (cioccolato), Dammann Frères (tè), Agrimontana (marron glacé), Pintaudi (pasticceria) e Mastrojanni (vino). Queste realtà sono oggi riunite nel cosiddetto “Polo del Gusto”, una divisione distinta dal core business rappresentato da Illycaffè, che fa capo interamente a Riccardo Illy attraverso la società Exgi.


Con l’uscita di Daria, anche la componente della nuova generazione legata a Riccardo lascia formalmente la partecipazione nella casa madre, lasciando campo libero alla guida congiunta di Andrea, attuale presidente esecutivo di Illycaffè, e di sua sorella Anna. La società Gruppo Illy, che detiene ora l'intero pacchetto della holding, si prepara a consolidare ulteriormente il proprio controllo operativo sulla strategia di sviluppo del marchio, anche in vista di possibili future operazioni di apertura del capitale a investitori istituzionali o ritorni in Borsa, opzione ventilata più volte ma finora non concretizzata.


Secondo quanto riportato dal comunicato ufficiale della famiglia, l’operazione è stata “condivisa da tutti i soci” e finalizzata “per semplificare e rafforzare l’assetto di controllo” del gruppo. La dichiarazione congiunta dei fratelli Andrea, Anna e Riccardo Illy parla di un “governo armonioso tra i rami familiari”, con l’intento di “creare valore economico e progettuale per tutte le componenti” e di “garantire la sostenibilità e l’autonomia delle attività specifiche”. Un equilibrio, questo, perseguito fin dall’inizio del processo, e che si consolida ora con una netta distinzione tra chi gestisce Illycaffè e chi, come Riccardo, è oggi interamente dedicato al mondo gourmet.


Daria Illy, che aveva iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia nel 2008, si era occupata a lungo di comunicazione istituzionale e sostenibilità ambientale, portando avanti diversi progetti in ambito ESG e collaborando con università e think tank. In dichiarazioni rilasciate alla stampa, ha precisato di volersi dedicare ora alla consulenza indipendente nel campo della sostenibilità, con attività mirate tra l’Italia, gli Emirati Arabi e l’Oman. La sua scelta, maturata da tempo, non è da interpretare come un allontanamento traumatico, ma come un passaggio generazionale consapevole, in linea con una visione plurale degli interessi familiari e con una ridefinizione delle carriere in ambiti più coerenti con le aspirazioni personali.


Dal punto di vista patrimoniale, la mossa rappresenta anche una razionalizzazione significativa. Oltre alla quota del 19% nella Holding Illy, Daria Illy deteneva una piccola partecipazione anche nella società Sunshine, anch’essa parte dell’assetto familiare. La cessione completa delle partecipazioni rafforza il disegno tracciato dai soci per concentrare le attività industriali e le quote di controllo operative nei rami gestionali attivi, evitando sovrapposizioni che negli anni avevano reso complessa la struttura societaria. Resta tuttavia invariata, per ora, la distribuzione delle altre quote in Sunshine (5%) e Finilly (5%), partecipazioni secondarie nella filiera del controllo di Illycaffè.


Il gruppo Illy, con sede a Trieste, resta uno dei casi più emblematici di impresa familiare italiana capace di coniugare qualità, internazionalizzazione e coesione. L’uscita di Daria Illy segna il completamento di un percorso che ha visto la ridefinizione delle responsabilità operative e la creazione di rami imprenditoriali distinti, ma non conflittuali. Il prossimo traguardo sarà la piena valorizzazione delle due anime del gruppo: da un lato il brand Illycaffè, guidato da Andrea e Anna, proiettato sempre più verso mercati esteri e innovazione tecnologica; dall’altro il Polo del Gusto, concentrato su prodotti artigianali di alta gamma e destinato a crescere come conglomerato del food & beverage d’eccellenza.

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