Cooperative agricole contro la nuova tassa UE sulle grandi imprese: “Ingiusta e penalizzante per chi produce valore reale”
- piscitellidaniel
- 18 lug
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Le principali cooperative agricole italiane si sono espresse con fermezza contro la proposta di una nuova tassa dell’Unione Europea destinata alle grandi imprese, sostenendo che la misura rischia di colpire duramente anche realtà produttive virtuose, strategiche per la sicurezza alimentare e la coesione territoriale. La contestazione arriva a margine della diffusione dei dettagli di un’imposta straordinaria in fase di definizione a Bruxelles, che dovrebbe applicarsi a società con fatturato superiore a determinate soglie, comprese realtà cooperative che, pur non avendo finalità speculative, rientrano per dimensioni tra i soggetti interessati.
Le preoccupazioni sono state formalizzate in una nota congiunta da Alleanza delle Cooperative Italiane e Confcooperative FedAgriPesca, che rappresentano una larga parte del comparto agroalimentare nazionale. Secondo le organizzazioni, il provvedimento, concepito per aumentare le entrate dell’Unione e sostenere le nuove sfide del bilancio comunitario, presenta una formulazione penalizzante che non distingue tra soggetti profit tradizionali e imprese mutualistiche come le cooperative, il cui modello di business è profondamente diverso.
Il principio su cui si basa la misura è quello di “responsabilità contributiva proporzionale al potenziale economico”, ma la sua applicazione indistinta rischia di colpire in modo sproporzionato strutture che reinvestono gli utili nelle filiere, sostengono il lavoro agricolo, contrastano lo spopolamento rurale e promuovono la sostenibilità. Le cooperative, infatti, non distribuiscono dividendi a investitori esterni e non operano con logiche speculative, ma rappresentano forme di auto-organizzazione del lavoro e della produzione da parte di agricoltori e allevatori.
A essere interessate sarebbero soprattutto le grandi cooperative del settore ortofrutticolo, vitivinicolo, lattiero-caseario e cerealicolo, che negli ultimi anni hanno conosciuto una crescita importante grazie all’aggregazione delle imprese di base, al miglioramento dell’efficienza produttiva e alla valorizzazione dell’origine territoriale dei prodotti. In particolare, il Nord Italia, con regioni come Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige e Lombardia, ospita realtà cooperative che movimentano centinaia di milioni di euro di fatturato, pur restando ancorate a un modello partecipativo e mutualistico.
Secondo gli analisti del settore, l’eventuale applicazione della nuova tassa avrebbe un duplice impatto: da un lato ridurrebbe la capacità delle cooperative di investire in innovazione, logistica e internazionalizzazione; dall’altro potrebbe innescare una distorsione della concorrenza rispetto alle società di capitali che operano con logiche puramente commerciali e che, a differenza delle cooperative, possono scaricare gli oneri su strutture societarie o su manovre di elusione fiscale.
L’allarme lanciato dal mondo cooperativo si inserisce in un momento delicato per l’agricoltura europea. I costi energetici, l’inflazione dei prezzi dei mezzi tecnici e la crescente competizione da parte di paesi extra-UE stanno mettendo a dura prova la redditività delle imprese agricole. Le cooperative rappresentano spesso un’ancora di stabilità, garantendo contratti equi, accesso al mercato, servizi tecnici e supporto finanziario. La loro tassazione indiscriminata, secondo i vertici associativi, rischia di indebolire ulteriormente la resilienza del settore primario.
Diversi esponenti politici italiani, sia a livello nazionale che europeo, hanno già raccolto l’appello del comparto. In particolare, i parlamentari italiani della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo stanno preparando un’interrogazione per chiedere che la proposta venga rivista introducendo una specifica esenzione o almeno una rimodulazione della norma per le imprese mutualistiche. Anche il Ministero dell’Agricoltura ha avviato un confronto con il MEF e con la Rappresentanza permanente presso l’UE per coordinare una linea italiana unitaria in difesa del modello cooperativo.
Secondo Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, “colpire le cooperative agricole con una nuova tassa senza tenere conto della loro natura giuridica e sociale è un grave errore. Non si può equiparare una cooperativa che redistribuisce valore all’interno di una filiera con una multinazionale che ha finalità esclusivamente reddituali. Serve una norma equilibrata, che riconosca il ruolo di presidio territoriale, ambientale ed economico che le cooperative svolgono ogni giorno”.
Anche Legacoop Agroalimentare ha espresso forte preoccupazione, evidenziando il rischio che l’eventuale tassa possa penalizzare proprio quelle realtà che più hanno investito nell’aggregazione delle imprese e nella valorizzazione delle produzioni tipiche. L’esperienza dimostra che le cooperative più strutturate sono quelle che riescono a tutelare meglio i piccoli produttori, a garantire contratti stabili e a mantenere la tracciabilità di filiera.
Nel dibattito è intervenuta anche Coldiretti, pur non rappresentando direttamente le cooperative, schierandosi in difesa del principio di differenziazione per tipologia di impresa. Secondo il presidente Ettore Prandini, “è inaccettabile che l’Europa pretenda contributi extra proprio da chi ha costruito reti di solidarietà economica nel territorio. La logica fiscale non può prevalere sulla tutela dei modelli di sviluppo virtuosi”.
Il provvedimento, che dovrebbe rientrare tra le misure del bilancio pluriennale dell’UE 2028-2034, è ancora in fase di negoziazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio. Tuttavia, la forte reazione del mondo agricolo italiano, unita al peso crescente delle cooperative anche in altri paesi come Francia, Spagna e Germania, potrebbe indurre Bruxelles a rivedere i criteri di applicazione o a introdurre specifiche soglie di esenzione. Le prossime settimane saranno decisive per definire l’architettura finale della norma e per capire se l’appello delle cooperative troverà ascolto nelle sedi comunitarie.

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