Confida difende i distributori automatici: “non sono responsabili dell’obesità giovanile, occorre educazione alimentare e trasparenza”
- piscitellidaniel
- 16 giu
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L’industria della distribuzione automatica scende in campo contro le accuse di favorire l’obesità tra i giovani, respingendo con decisione l’equazione che lega automaticamente le vending machine alla diffusione di cattive abitudini alimentari. In occasione dell’assemblea generale di Confida – l’associazione che rappresenta il comparto italiano della distribuzione automatica – il presidente Massimo Trapletti ha illustrato i dati e le iniziative messe in atto dal settore per promuovere una maggiore consapevolezza nutrizionale e una diversificazione dell’offerta nei distributori. L’intervento arriva in risposta alle polemiche emerse nelle ultime settimane in ambito scolastico, sanitario e politico, dove alcuni osservatori hanno puntato il dito contro la presenza di snack e bibite zuccherate nei distributori di scuole e università.
I numeri del settore e le sue evoluzioni
Il comparto della distribuzione automatica in Italia rappresenta una realtà di rilievo nell’economia dei consumi quotidiani. Con 830 mila vending machine attive su tutto il territorio nazionale, l’Italia detiene il primato europeo nel rapporto tra numero di macchine e abitanti. Ogni anno vengono effettuati oltre 5 miliardi di consumazioni, con un giro d’affari che supera i 2 miliardi di euro. I principali luoghi di installazione sono uffici, fabbriche, scuole, università, ospedali, stazioni ferroviarie e aeroporti.
Secondo i dati forniti da Confida, circa il 57% dei prodotti distribuiti sono bevande calde (soprattutto caffè), mentre il restante 43% è suddiviso tra snack dolci, salati, bevande fredde e prodotti freschi. Negli ultimi cinque anni, l’offerta ha subito un’importante trasformazione: sono aumentati i prodotti salutari, con una crescita del +30% degli snack con basso contenuto calorico, biologici o senza zuccheri aggiunti. Alcune aziende hanno introdotto distributori dedicati esclusivamente a prodotti healthy, e vi è stato un incremento del numero di vending machine dotate di etichette nutrizionali digitali.
La posizione di Confida: “la colpa non è della macchina, ma delle scelte”
Trapletti ha ribadito con fermezza che attribuire alle vending machine la responsabilità dell’obesità infantile e adolescenziale è un approccio fuorviante. “Il distributore è solo un canale, ha spiegato, e come ogni canale offre ciò che il mercato richiede. Non è la macchina a decidere cosa consumare, ma il consumatore”. Secondo Confida, la vera leva per contrastare l’obesità è l’educazione alimentare, che deve essere promossa a partire dalla scuola e coinvolgere famiglie, istituzioni e operatori economici.
L’associazione ha ricordato che molte aziende del settore hanno aderito volontariamente a codici di autoregolamentazione, riducendo l’offerta di prodotti ad alto contenuto di zuccheri e grassi, e privilegiando articoli con una composizione nutrizionale più bilanciata. Inoltre, le vending machine moderne sono sempre più dotate di schermi informativi che consentono al consumatore di leggere i valori nutrizionali prima dell’acquisto.
Trapletti ha anche evidenziato come la distribuzione automatica sia uno strumento fondamentale per garantire l’accesso a cibo e bevande in contesti dove non sono presenti bar o mense, come nei turni notturni in ospedale o nei cantieri. “Demonizzare il settore – ha affermato – significa ignorarne la funzione sociale e logistica, che in molti casi è essenziale”.
Il tema della regolamentazione nelle scuole
Uno dei nodi principali del dibattito riguarda la presenza dei distributori automatici negli istituti scolastici. Alcuni esponenti politici e operatori della sanità pubblica hanno chiesto limitazioni più severe o addirittura l’eliminazione dei distributori dalle scuole medie e superiori, per ridurre l’accesso degli studenti a snack e bibite poco salutari. Altri hanno proposto l’obbligo di destinare almeno il 50% dell’offerta a prodotti considerati sani, secondo le linee guida dell’OMS.
Confida ha risposto a queste proposte chiedendo di evitare approcci ideologici e di privilegiare invece la collaborazione tra industria, educatori e istituzioni scolastiche. L’associazione ha firmato protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e alcuni enti locali, per promuovere progetti di vending sostenibile nelle scuole. In molte realtà scolastiche italiane sono già attivi distributori “green” con prodotti a basso contenuto calorico, acqua minerale al posto delle bibite gassate, snack con farine integrali o frutta secca confezionata.
Un altro fronte riguarda l’inserimento nei distributori di sistemi di pagamento digitali con controllo parentale o limiti di spesa per i minori, una proposta che ha trovato aperture anche in alcune associazioni dei genitori.
L’obesità giovanile in Italia: un quadro allarmante
Il dibattito si inserisce in un contesto epidemiologico che continua a destare preoccupazione. Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, circa il 20% dei bambini italiani tra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso, e oltre il 9% è obeso. Un dato che ci colloca ai primi posti in Europa per incidenza dell’obesità infantile, con punte più elevate nel Mezzogiorno. Tra le cause principali vengono indicate la scarsa attività fisica, un’alimentazione sbilanciata e un eccessivo consumo di cibi ultraprocessati.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che il fenomeno ha radici più complesse. L’obesità non dipende solo dall’accesso a determinati alimenti, ma anche da fattori culturali, ambientali e familiari. In molte famiglie, ad esempio, si registra una tendenza a consumare pasti rapidi e ipercalorici, spesso davanti alla televisione o al cellulare, e a saltare la colazione.
In questo quadro, il ruolo delle vending machine può essere influenzato, ma non determinante. Il consumo di snack da distributore rappresenta solo una frazione del totale delle calorie assunte quotidianamente dai giovani. È quindi importante valutare il fenomeno in modo complessivo e proporre soluzioni equilibrate.
Le proposte del settore per il futuro
Nel corso dell’assemblea, Confida ha presentato un piano di sviluppo sostenibile che punta a rafforzare il ruolo positivo della distribuzione automatica. Tra le misure proposte vi sono:
incentivi per l’installazione di vending machine con refrigeranti a basso impatto ambientale
promozione della filiera corta e dei prodotti locali
collaborazione con nutrizionisti per riformulare l’offerta e promuovere snack più equilibrati
campagne informative rivolte agli studenti per incentivare scelte consapevoli
L’associazione ha anche annunciato l’intenzione di aderire al nuovo regolamento europeo sulla trasparenza alimentare, che prevede una maggiore chiarezza nell’etichettatura e nella presentazione dei prodotti venduti tramite distributori automatici. L’obiettivo è favorire un consumo informato e responsabile, in linea con i principi della sostenibilità e del benessere.

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