Cinecittà: le dimissioni di Chiara Sbarigia e le sfide di una crisi profonda
- piscitellidaniel
- 30 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Le dimissioni di Chiara Sbarigia dalla presidenza di Cinecittà segnano un momento critico per l'industria cinematografica italiana. La sua uscita avviene in un contesto di gravi difficoltà finanziarie e gestionali che mettono in discussione il futuro degli storici studi romani.
Una crisi finanziaria allarmante
Secondo un rapporto della società di revisione PricewaterhouseCoopers, Cinecittà presenta un deficit di 6,7 milioni di euro, pari a circa un terzo del capitale sociale. Le proiezioni indicano che, entro la fine dell'anno, questo buco potrebbe triplicare, raggiungendo una cifra superiore ai 20 milioni di euro. Le cause principali di questa situazione includono una errata stima dei ricavi nell'area "cinema, documentaristica e commercializzazione library", con minori entrate per 690.000 euro e maggiori costi non contabilizzati per 773.000 euro. Inoltre, l'accordo con la società di produzione Fremantle per l'utilizzo degli studios fino al 2027 ha generato un decremento del margine previsto di circa 8 milioni di euro, senza portare benefici significativi alle casse di Cinecittà.
Il ruolo di Chiara Sbarigia
Chiara Sbarigia, nominata presidente di Cinecittà nel 2021, ha cercato di rilanciare gli studi attraverso iniziative culturali e progetti innovativi. Tra le sue realizzazioni, il film "100 di questi anni", celebrativo del centenario dell'Istituto Luce, e la promozione di mostre fotografiche e podcast per valorizzare l'Archivio Luce. Tuttavia, le difficoltà finanziarie e gestionali hanno ostacolato i suoi sforzi, portandola infine alle dimissioni.
Le reazioni istituzionali
Le dimissioni di Sbarigia hanno suscitato preoccupazione tra gli azionisti e le istituzioni coinvolte. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, unico azionista di Cinecittà, e il Ministero della Cultura, che esercita i diritti sull'azienda, hanno deciso di mantenere aperta l'assemblea dei soci per approfondire le responsabilità degli amministratori e valutare eventuali danni derivanti dalla gestione.
Il futuro di Cinecittà
La crisi attuale solleva interrogativi sul futuro di Cinecittà e sulla sua capacità di attrarre produzioni nazionali e internazionali. Nonostante gli sforzi per modernizzare gli studi e ampliare l'offerta, la gestione finanziaria e le scelte strategiche si sono rivelate insufficienti. La nomina di un nuovo presidente e l'adozione di misure correttive saranno fondamentali per garantire la sopravvivenza e il rilancio di questo simbolo del cinema italiano.

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