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Cina, Pechino interviene nella guerra dei prezzi delle auto elettriche: monito ai produttori per fermare la corsa al ribasso

La Cina ha lanciato un appello deciso ai produttori di auto elettriche per porre fine alla feroce guerra dei prezzi che sta scuotendo il settore automobilistico nazionale. Il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology (MIIT) ha espresso preoccupazione per le pratiche di sconti aggressivi che minacciano la salute e la sostenibilità a lungo termine dell'industria automobilistica cinese. In una dichiarazione ufficiale, il MIIT ha annunciato l'intenzione di collaborare con le autorità competenti per affrontare la concorrenza sleale e promuovere la protezione dei consumatori e una crescita sostenibile del settore.


La guerra dei prezzi è iniziata all'inizio del 2023, quando il gigante dei veicoli elettrici BYD ha introdotto nuovi incentivi su oltre 20 modelli, scatenando una reazione a catena tra i concorrenti come Geely e Chery. Queste mosse hanno intensificato la competizione nel più grande mercato automobilistico del mondo, portando a una spirale discendente dei prezzi che ha sollevato preoccupazioni sia tra le autorità governative che tra gli operatori del settore.


La China Association of Auto Manufacturers (CAAM) ha fatto eco alle preoccupazioni del MIIT, avvertendo che tali tattiche di prezzo minano l'efficienza e la redditività dell'industria. L'associazione ha proposto rimedi come l'adesione delle aziende automobilistiche al principio della concorrenza leale e l'astensione da pratiche di dumping, ovvero la vendita di beni a prezzi inferiori al costo di produzione.


Nonostante i benefici promozionali dei sussidi di BYD, che includono incentivi governativi per la rottamazione che riducono significativamente i prezzi, alcuni leader del settore, in particolare di Great Wall Motor, hanno criticato lo stato attuale del mercato definendolo malsano. Il CEO di Great Wall Motor, Wei Jianjun, ha dichiarato che la pressione sui prezzi sta colpendo duramente i margini di profitto dell'industria.


La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, sebbene le vendite di BYD siano aumentate, la crescita è stata la più lenta dal 2020, con un incremento anno su anno del 15% a maggio, il più basso da agosto 2020, ad eccezione di un mese particolare a febbraio durante il Capodanno lunare. BYD ha fissato un obiettivo di vendita di 5,5 milioni di veicoli nel 2025, ma attualmente è in ritardo rispetto a questo obiettivo, con una proiezione di circa 4,2 milioni di unità vendute entro la fine dell'anno.


La guerra dei prezzi ha anche avuto ripercussioni sul mercato internazionale. L'Unione Europea ha annunciato l'imposizione di dazi aggiuntivi fino al 38,1% sui veicoli elettrici importati dalla Cina, a partire dal mese prossimo. Questa mossa ha sollevato timori di una guerra commerciale globale e ha aumentato i costi di vendita delle auto in Europa per aziende come BYD e Tesla.


In risposta alle pressioni sia interne che esterne, BYD ha cercato di diversificare la propria offerta introducendo nuove versioni dei suoi modelli con sistemi avanzati di assistenza alla guida, come l'edizione "Smart Driving", che offre funzionalità avanzate senza aumentare i prezzi. Tuttavia, la sostenibilità di questa strategia a lungo termine rimane incerta, soprattutto in un mercato sempre più competitivo e regolamentato.


La situazione attuale evidenzia la necessità di un equilibrio tra competitività e sostenibilità nel settore automobilistico cinese. Mentre le autorità cercano di frenare le pratiche di concorrenza sleale, i produttori devono trovare modi innovativi per attrarre i consumatori senza compromettere la redditività e la qualità dei prodotti.

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