Caserta, il Consorzio ASI adegua le tariffe consortili dopo la sentenza del TAR: scontro aperto tra imprese e ente consortile
- piscitellidaniel
- 1 ott
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Il recente adeguamento delle tariffe consortili operato dal Consorzio ASI di Caserta ha riacceso un dibattito teso tra l’ente consortile e il tessuto imprenditoriale locale, che in molti casi lamenta oneri eccessivi in rapporto ai servizi effettivamente forniti. Alla base dell’adeguamento vi è una pronuncia del TAR della Campania che respinge ricorsi presentati contro le delibere regionali che definiscono i parametri per la quantificazione degli oneri consortili, imponendo ai Consorzi ASI di uniformarsi alle disposizioni regionali. Il Consorzio ASI di Caserta, recependo le indicazioni della Giunta regionale e della decisione giudiziaria, ha dichiarato di aver “recepito integralmente quanto stabilito” e rivendica la conformità delle tariffe agli indirizzi regionali, ribadendo al tempo stesso l’impegno a garantire servizi essenziali alle imprese insediate nel proprio territorio.
Ma la tensione non è rientrata con la comunicazione ufficiale: Confindustria Caserta, da tempo critica rispetto all’applicazione degli oneri, aveva segnalato che molte imprese si trovavano costrette a versare contributi “senza ricevere in cambio infrastrutture e servizi adeguati”, denunciando una discrepanza tra l’onere economico imposto e ciò che l’ente consortile era effettivamente in grado di erogare. Le imprese hanno più volte lamentato che le aree industriali soffrivano carenze infrastrutturali, problemi viari, insufficienza dei collegamenti, rete idrica non sempre efficiente e servizi secondari mancanti o degradati. All’origine di molte critiche c’è la percezione che la crescita delle tariffe sia avvenuta in presenza di un’offerta qualitativamente insufficiente.
Nel rispondere alle accuse, il Consorzio ASI ha sottolineato che l’adeguamento tariffario è stato adottato “in piena ottemperanza” alla sentenza del TAR e che non sussistono contenziosi pendenti nei confronti dell’ente, contrariamente a quanto affermato da alcune associazioni imprenditoriali. L’ente consortile ha poi richiamato al principio di trasparenza e alla legittimità del proprio operato, sostenendo che le tariffe applicate sono in linea con le norme regionali e volte a coprire costi effettivi per la gestione, manutenzione e sviluppo delle infrastrutture consortili.
Le aree consortili di competenza del Consorzio ASI sono estese per oltre quattromila ettari, suddivise in quattordici agglomerati con livelli di saturazione molto diversi tra loro. Alcuni distretti – come quello compreso tra San Marco Evangelista, Marcianise e Aversa Nord – raccolgono la maggior parte delle imprese e registrano una saturazione elevata. Altri agglomerati, come il Matese, presentano invece una densità di insediamenti più bassa e potenzialità di espansione residua. Alcune aree strategiche, come quella di Capua Nord – con 457 ettari – sono particolarmente rilevanti per la futura espansione, considerata la loro posizione viaria e ferroviaria, e la presenza di presenze industriali già consolidate.
Nel 2024, l’Assemblea del Consorzio ha approvato il bilancio d’esercizio che chiude con un utile e ha messo in luce interventi infrastrutturali per circa sette milioni di euro, volto a rafforzare la capacità delle aree industriali. I progetti realizzati hanno riguardato la viabilità interna (in particolare nei distretti di Ponteselice, San Nicola La Strada e nella zona di Marcianise-San Marco), il completamento delle opere nella zona di Gricignano (via della Stazione) e l’installazione di impianti di videosorveglianza. La presidente del Consorzio ha enfatizzato che tali risultati testimoniano l’impegno nella valorizzazione delle aree industriali e nel dialogo con imprese e istituzioni locali.
Il nodo delle tariffe consortili è tuttavia centrale per la credibilità dell’ente. Le imprese – specie quelle di piccole dimensioni, già sotto pressione per i costi energetici, logistici e di approvvigionamento – difficilmente assorbono incrementi consistenti se non accompagnati da miglioramenti oggettivi nei servizi: strade più efficienti, reti idriche e fognarie pienamente funzionanti, connessioni infrastrutturali di qualità, manutenzione costante e servizi di supporto attivi. In assenza di queste migliorie, l’adeguamento tariffario rischia di essere percepito come un aggravio ingiustificato.
Il precedente giudiziario ha visto il TAR della Campania respingere il ricorso presentato contro la delibera regionale che impone la declinazione degli oneri consortili secondo nuovi parametri: la decisione ha stabilito che gli oneri per l’attività istruttoria e quelli per la gestione e manutenzione devono essere quantificati in base a criteri che riducano margini discrezionali e favoriscano uniformità tra i Consorzi ASI regionali. In questo contesto, Confindustria Caserta e Ance Campania hanno partecipato come intervenienti a favore della delibera regionale, sostenendo che essa sia necessaria a riequilibrare il rapporto tra imprese e consorzi, e a offrire maggiore certezza normativa alle imprese insediate.
La posizione dell’ente consortile è che il recepimento della delibera regionale e della sentenza del TAR non rappresenti un’imposizione arbitraria, ma l’adeguamento a un quadro prescrittivo che tutti i Consorzi ASI della Regione Campania devono rispettare. L’ente ribadisce che le tariffe approvate mirano a sostenere infrastrutture, manutenzione e l’erogazione di servizi essenziali per la competitività del sistema industriale locale, e che l’ente ha già assorbito costi significativi per interventi infrastrutturali.
Resta tuttavia da vedere se la controparte imprenditoriale accetterà l’adeguamento come una misura inevitabile imposta dal quadro normative, oppure se risponderà con nuove iniziative legali, richieste di verifiche, contestazioni individuali o una pressione politica per rivedere il modello consortile di finanziamento. In ogni caso, il braccio di ferro tra Consorzio ASI Caserta e le imprese locali si configura come un banco di prova per il futuro equilibrio tra esigenze di sostenibilità finanziaria dell’ente e condizioni di competitività per le aziende che operano nelle aree industriali.

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