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Burberry taglia il 10% del personale in Italia: piano di razionalizzazione dopo le perdite del gruppo

Burberry ha avviato una ristrutturazione che coinvolgerà anche l’Italia con una riduzione del personale pari al 10%. La decisione rientra in un piano globale con cui il gruppo britannico punta a tagliare il 20% della forza lavoro complessiva, pari a circa 1.700 posti nel mondo. La misura, ufficializzata dopo la diffusione dei risultati finanziari del primo trimestre 2025, arriva in risposta a un bilancio in forte calo, con ricavi e utili ridotti drasticamente rispetto all’anno precedente. In Italia, il taglio interesserà decine di lavoratori tra uffici, showroom, punti vendita e centri amministrativi.


La riorganizzazione del gruppo è guidata dall’amministratore delegato Joshua Schulman, che ha annunciato un piano triennale di risparmi da 60 milioni di sterline entro il 2027. L’azienda punta a semplificare le linee di prodotto, contenere i costi operativi e ridefinire il modello distributivo. In Italia, il ridimensionamento toccherà principalmente i ruoli commerciali e gestionali, con un impatto che potrebbe estendersi anche ad alcune attività logistiche. La sede milanese resterà il fulcro operativo nel Paese, ma verrà ristrutturata in chiave più snella.


Il bilancio 2024-2025 di Burberry ha evidenziato una perdita netta di circa 75 milioni di sterline, a fronte di un utile superiore ai 270 milioni registrato l’anno precedente. I ricavi hanno subito un calo del 17%, attestandosi poco sotto i 2,5 miliardi. Il primo trimestre del nuovo esercizio si è chiuso con un ulteriore -1% nelle vendite comparabili, comunque migliore delle attese. La flessione più marcata si è verificata in Asia, ma anche in Europa si registra una contrazione nella domanda dei prodotti di fascia alta.


Il nuovo piano industriale prevede la concentrazione sugli articoli iconici del marchio, come i trench e i capispalla, riducendo l’offerta nelle categorie meno redditizie. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento premium, migliorando la marginalità e l’efficienza dei punti vendita. In Italia saranno ridefinite le priorità di marketing, con una minore presenza nei canali generalisti e una maggiore attenzione a eventi e promozioni in linea con l’identità storica del brand.


La riduzione del personale sarà gestita attraverso misure di accompagnamento, piani di incentivo all’uscita e ricollocamenti interni dove possibile. L’azienda ha aperto tavoli di confronto con le rappresentanze sindacali per garantire un impatto sociale contenuto e una transizione ordinata. L’uscita avverrà progressivamente nei prossimi mesi, con criteri definiti per ciascuna funzione e area geografica.


In parallelo al taglio dei costi, Burberry sta lavorando al rilancio del marchio con una nuova identità visiva, una rinnovata strategia digitale e il rafforzamento dell’e-commerce. Sarà sviluppato un nuovo concept per i negozi fisici, già in fase sperimentale nel Regno Unito, che prevede una maggiore integrazione tra l’esperienza fisica e quella online. I punti vendita italiani saranno adeguati a questo modello solo nella seconda fase del piano.


L’Italia rappresenta da sempre uno dei mercati chiave per il marchio britannico, sia per il prestigio del made in Italy sia per la clientela internazionale presente nelle principali città. La decisione di limitare al 10% la riduzione del personale, contro il 20% a livello globale, riflette la volontà di mantenere una presenza forte sul territorio, pur nel quadro della razionalizzazione in corso. Il management ha confermato che non sono previste chiusure di boutique nel breve periodo.


L’andamento delle azioni Burberry in Borsa ha risentito dell’annuncio, con un iniziale calo seguito da un parziale recupero. Gli investitori hanno accolto positivamente l’avvio di un piano di contenimento strutturale, giudicato necessario per riportare i conti in equilibrio. La società punta a ritrovare redditività nel medio termine, ma molto dipenderà dalla capacità di rilanciare le vendite in un contesto globale ancora incerto.


Le difficoltà del settore del lusso, influenzato dal rallentamento della domanda cinese e dall’inflazione che colpisce le fasce di consumo intermedie, stanno spingendo molte maison a rivedere le proprie strategie. Anche altri grandi marchi stanno valutando interventi sui costi e sul personale. In questo scenario, la ristrutturazione di Burberry è vista come un banco di prova per testare la resilienza del modello anglosassone in un mercato dominato da player francesi e italiani.


Il programma di rilancio prevede anche un rafforzamento della comunicazione istituzionale. Nei prossimi mesi saranno lanciate nuove campagne internazionali con focus sull’autenticità e sull’heritage del marchio. In Italia, si punterà a valorizzare la presenza nelle capitali del lusso come Milano, Roma e Firenze, facendo leva sulla reputazione del brand e su partnership locali. Saranno inoltre riviste le collaborazioni con influencer e testimonial, privilegiando volti coerenti con il posizionamento luxury.


Il ridimensionamento interesserà anche i costi fissi legati a logistica e fornitori. Sono allo studio razionalizzazioni nella catena di approvvigionamento e nella gestione dei magazzini. Le attività legate alla produzione non sono direttamente coinvolte in Italia, ma eventuali ricadute su partner terzi non sono escluse. La società ha fatto sapere che le scelte saranno guidate da criteri di efficienza e sostenibilità.


Il gruppo prevede di concludere la prima fase della riorganizzazione entro la fine dell’anno. I risultati saranno monitorati su base trimestrale. Se gli obiettivi di risparmio e miglioramento della marginalità saranno raggiunti, è prevista una seconda fase con nuovi investimenti in tecnologia e sviluppo prodotto.

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