top of page

Bonus giovani 2026, esonero pieno per le assunzioni stabili


Il decreto Lavoro lega lo sgravio contributivo agli under 35 svantaggiati e rafforza l’incentivo nelle aree della ZES unica

Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, adottato dal Governo in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale, ridisegna gli aiuti alle imprese che assumono giovani con contratto stabile. L’articolo 2 introduce il Bonus Giovani 2026, esonero totale dai contributi previdenziali a carico dei datori privati, esclusi premi Inail, per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Il beneficio riguarda lavoratori che, alla data dell’assunzione, non abbiano compiuto 35 anni e rientrino nelle condizioni di svantaggio occupazionale del regolamento europeo n. 651/2014. La misura ordinaria copre fino a 500 euro mensili per lavoratore e può durare al massimo 24 mesi quando il giovane è privo di impiego retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartiene ad alcune categorie svantaggiate. Per le altre ipotesi la durata scende a 12 mesi.

Il decreto rafforza l’intervento nelle aree più fragili. Se l’assunzione avviene in una sede o unità produttiva collocata nella ZES unica per il Mezzogiorno, l’esonero sale fino a 650 euro. Comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. La scelta favorisce l’ingresso dei giovani nel lavoro stabile e sostiene i territori con maggiori divari occupazionali.

La disciplina non si applica ai rapporti di lavoro domestico, all’apprendistato, al lavoro intermittente o a chiamata e alle prestazioni occasionali. Restano ammesse le assunzioni a tempo parziale, i rapporti con cooperative di lavoro e le assunzioni a scopo di somministrazione, anche quando la missione presso l’utilizzatore sia a termine. L’incentivo può seguire il lavoratore se un precedente datore ha fruito solo in parte dell’agevolazione.

Il diritto allo sgravio non è automatico. L’assunzione deve produrre un incremento occupazionale netto, calcolato confrontando i lavoratori occupati con la media dei dodici mesi precedenti. Per il part-time il dato è ponderato sulle ore lavorate. Inoltre il datore non deve avere effettuato, nei sei mesi precedenti, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva. Se nei sei mesi successivi licenzia il giovane agevolato o un lavoratore con la stessa qualifica nella medesima unità, scattano revoca dell’esonero e recupero di quanto fruito.

Sul piano economico, il bonus opera entro limiti di spesa e monitoraggio Inps. Non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive, ma resta compatibile con la maggiorazione del costo deducibile per nuove assunzioni. La fruizione richiede regolarità contributiva, rispetto delle norme sul lavoro e applicazione di trattamenti economici non inferiori a quelli dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Il salario giusto diventa così condizione di accesso agli incentivi: premia l’occupazione stabile, ma solo quando l’impresa assicura standard coerenti con il decreto.


Commenti


Le ultime notizie

bottom of page