Bff Bank sotto shock: crollo in Borsa, conti rivisti e cambio al vertice
- Luca Baj

- 1 giorno fa
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Il terremoto al vertice di Bff Bank continua a scuotere il mercato e a tenere alta l’attenzione degli investitori. Dopo il tracollo registrato nelle sedute precedenti, il titolo della banca specializzata nei pagamenti e nella gestione dei crediti verso la Pubblica amministrazione ha proseguito la sua corsa al ribasso, accumulando in due giorni una perdita complessiva che ha superato il 50% rispetto ai valori di inizio settimana. Le vendite massicce hanno portato a un controvalore scambiato pari a circa il 20% della capitalizzazione, un dato che fotografa in modo plastico la tensione che si è diffusa sul titolo.
Alla base del sell-off c’è una sequenza di annunci che ha colto il mercato di sorpresa a pochi giorni dalla pubblicazione dei conti 2025, attesi per il 10 febbraio. La banca ha comunicato accantonamenti straordinari per l’esercizio in corso, un profit warning sugli obiettivi al 2026 e un restatement dei conti 2024, aprendo interrogativi sulla redditività futura e sulla solidità delle stime precedenti. Un insieme di segnali che ha innescato un’ondata di sfiducia, amplificata dal cambio improvviso al vertice operativo.
Lo storico amministratore delegato Massimiliano Belingheri ha infatti lasciato le deleghe esecutive, che sono state affidate al Cfo Giuseppe Sica, chiamato a guidare la banca in una fase particolarmente delicata. Belingheri resta nel consiglio di amministrazione come consigliere non esecutivo, ma il passaggio di consegne ha assunto un valore simbolico forte, considerando il ruolo centrale svolto dal manager nella costruzione del modello di business dell’istituto e la sua presenza ultradecennale alla guida della banca.
Il crollo delle quotazioni stride con le valutazioni degli analisti, che restano fortemente divergenti. Il consensus di mercato continua a indicare un prezzo obiettivo medio ben superiore ai livelli attuali, mentre alcune case d’affari hanno tagliato drasticamente i target price o sospeso il giudizio in attesa di maggiore chiarezza. I multipli di Borsa risultano oggi compressi, con un rapporto prezzo/utili stimato su valori storicamente bassi e una capitalizzazione scesa a circa 800 milioni di euro, contro oltre 2 miliardi di meno di un anno fa.
Sul fronte industriale, i maggiori elementi di incertezza riguardano il portafoglio di crediti factoring verso il settore pubblico. La banca ha avviato operazioni di de-risking in vista di una possibile cartolarizzazione, accompagnate da svalutazioni che interessano un ammontare significativo di esposizioni. Parte degli accantonamenti è legata a sentenze sfavorevoli, in larga misura emesse in Appello, mentre un’ulteriore quota deriva dall’allungamento dei tempi medi di recupero dei crediti, rivisti al rialzo di diversi mesi. Dinamiche che incidono direttamente sulle prospettive di utile e sulla capacità di generare dividendi nel breve periodo.
Un altro nodo cruciale riguarda la posizione patrimoniale. Nel rettificare i conti, la banca ha indicato una forchetta ampia per il Cet1 ratio, lasciando il mercato in attesa di indicazioni più puntuali che dovrebbero arrivare con la presentazione ufficiale dei risultati. La chiarezza su questo fronte sarà determinante per valutare la sostenibilità del modello e le future scelte di allocazione del capitale.
A Giuseppe Sica spetta ora il compito di ristabilire la fiducia degli investitori e di tracciare una nuova rotta strategica, con un piano atteso nella seconda metà del 2026. Nel frattempo, il titolo resta esposto a forte volatilità, riflesso di un equilibrio ancora instabile tra fondamentali, governance e aspettative del mercato.




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