Assicurazioni innovative: le nuove polizze contro attacchi informatici e cambiamenti climatici conquistano il mercato globale
- piscitellidaniel
- 10 giu
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Nel mercato assicurativo globale si sta affermando un nuovo segmento di prodotti disegnati per rispondere a rischi emergenti sempre più gravi e frequenti: attacchi informatici e disastri climatici. Secondo un’analisi pubblicata da Il Sole 24 Ore il 10 giugno 2025, le compagnie stanno modificando strutturalmente le loro offerte con l’introduzione di polizze altamente personalizzate, ad alto contenuto tecnologico, capaci di proteggere aziende e territori da minacce prima impensabili o ritenute troppo complesse da quantificare.
La crescita esponenziale dei danni legati ai fenomeni meteo estremi e l’aumento delle incursioni informatiche, che colpiscono sia il settore pubblico che quello privato, stanno spingendo il settore assicurativo a innovare radicalmente. Le aziende clienti chiedono coperture non convenzionali, che tengano conto del reale profilo di rischio e che offrano risposte tempestive ed efficaci. A questa richiesta stanno rispondendo operatori assicurativi e riassicurativi con polizze parametriche, strumenti assicurativi collegati a indici climatici o eventi digitali, capaci di attivarsi automaticamente al verificarsi di una determinata soglia o condizione.
Nel contesto della climate insurance, le soluzioni parametriche stanno diventando sempre più popolari. Ad esempio, alcune coperture sono collegate alla misurazione delle precipitazioni: superata una certa soglia di pioggia in un’area geografica specifica, scatta l’indennizzo, senza la necessità di una valutazione diretta del danno. Questo modello, oltre a garantire una liquidazione rapida, riduce drasticamente le dispute tra assicurati e assicuratori, permettendo alle imprese, specie quelle agricole, di ricevere fondi in tempi utili per far fronte ai danni.
In parallelo, il settore cyber sta vivendo una trasformazione simile. Le aziende, oggi esposte a rischi di ransomware, attacchi ai sistemi di controllo industriali, furti di dati e blocchi delle attività, non possono più contare su coperture tradizionali. Le nuove polizze cyber parametriche prevedono soglie di attivazione legate a eventi come l’interruzione prolungata della rete o la compromissione certificata di determinati servizi informatici. Queste formule si affiancano ad altri strumenti, come le coperture modulari che includono anche servizi di prevenzione, gestione dell’emergenza e ripristino post-attacco.
L’evoluzione delle polizze innovative non riguarda solo la struttura del prodotto, ma anche i soggetti che vi investono e li sottoscrivono. Secondo l’analisi de Il Sole 24 Ore, alcuni grandi fondi di investimento e operatori assicurativi stanno lavorando con startup insurtech e aziende specializzate in intelligenza artificiale per elaborare modelli predittivi capaci di stimare i rischi climatici e cyber in tempo reale. L’uso di big data, sensori IoT e immagini satellitari è alla base di molte delle nuove formule assicurative, in particolare per i settori legati all’agricoltura e alla logistica.
In Italia, il fenomeno sta prendendo piede soprattutto nei comparti agricoli, energetici e nelle municipalizzate. Le recenti alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna e la Toscana hanno spinto diverse amministrazioni locali a valutare coperture parametriche, anche in sinergia con la Protezione Civile, per velocizzare l’accesso ai fondi in caso di disastri naturali. Lo stesso vale per le imprese che operano in zone costiere o lungo i principali fiumi, sempre più esposte a eventi estremi.
Le compagnie assicurative più attive nel comparto sono Munich Re, Swiss Re, Lloyd’s e Allianz, ma anche player italiani come Generali e Cattolica stanno sviluppando soluzioni ad hoc. Il mercato si sta orientando verso partnership con società tecnologiche, per gestire l’enorme mole di dati che servono a rendere efficienti queste polizze. In questo contesto si inserisce anche il ruolo delle autorità pubbliche e delle istituzioni sovranazionali, come la Banca Mondiale, che ha avviato progetti assicurativi parametrici in Africa e Asia per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici sui Paesi più vulnerabili.
Un altro elemento interessante riguarda l’espansione delle coperture verso nuovi ambiti. Alcune compagnie stanno sviluppando polizze ibride che includono, ad esempio, sia il rischio climatico sia quello cyber, soprattutto per infrastrutture critiche come porti, centrali elettriche, reti ferroviarie. La crescente interconnessione tra minaccia ambientale e vulnerabilità tecnologica impone infatti un approccio assicurativo trasversale e integrato, che superi la classica segmentazione per comparti.
Sul fronte normativo, l’Unione Europea sta lavorando per fornire un quadro regolatorio comune per le assicurazioni parametriche, con l’obiettivo di aumentarne la diffusione, garantire la trasparenza dei meccanismi di attivazione e tutelare gli assicurati. Allo stesso tempo, il legislatore è chiamato a regolamentare il rapporto tra questi strumenti e le politiche pubbliche di prevenzione e intervento, affinché le polizze non sostituiscano ma integrino i sistemi di protezione collettiva.
In termini di mercato, le previsioni sono molto chiare: secondo i dati di Swiss Re, il comparto delle assicurazioni parametriche potrebbe superare i 20 miliardi di dollari di premi annui entro il 2030, con una crescita media annua superiore al 15%. La domanda è trainata non solo da grandi aziende, ma anche da PMI e amministrazioni pubbliche che cercano soluzioni rapide, trasparenti e sostenibili per affrontare le crisi ambientali e tecnologiche.
L’Italia, seppur ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito, sta cominciando a muoversi. L’interesse crescente delle imprese e l’attenzione mediatica sui disastri ambientali più recenti stanno contribuendo a creare un terreno fertile per la diffusione di queste polizze. I principali broker assicurativi internazionali stanno inoltre aprendo divisioni dedicate alle coperture parametriche anche nei loro uffici italiani, segno che la trasformazione del mercato è già in atto.

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