Amazon prepara un piano di tagli ai colletti bianchi e rivede la struttura organizzativa
- piscitellidaniel
- 1 ora fa
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Amazon si prepara a una nuova fase di riduzione del personale che potrebbe coinvolgere migliaia di colletti bianchi, segnando un ulteriore passaggio nel processo di riorganizzazione avviato dal gruppo dopo gli anni di espansione accelerata. L’ipotesi di nuovi licenziamenti riguarda in particolare le funzioni corporate, amministrative e manageriali, mentre restano al centro della strategia gli investimenti nelle attività considerate core, dalla logistica al cloud, fino all’intelligenza artificiale. La mossa viene letta come il tentativo di adattare la struttura dei costi a uno scenario di crescita più selettiva, in cui la priorità non è più l’aumento rapido degli organici ma il recupero di efficienza e redditività.
Negli ultimi anni Amazon ha costruito una macchina organizzativa molto estesa, spinta dalla crescita dell’e-commerce durante la pandemia e dall’espansione in nuovi settori. Con il rallentamento della domanda e il ritorno a dinamiche di consumo più normalizzate, il gruppo ha avviato una revisione profonda dei processi interni, individuando sovrapposizioni, livelli gerarchici ridondanti e funzioni considerate meno strategiche. I colletti bianchi diventano così il principale ambito di intervento, perché rappresentano una parte significativa dei costi fissi e perché la digitalizzazione interna consente di ridurre alcune attività senza incidere direttamente sulla capacità operativa.
La scelta di concentrarsi sulle funzioni non operative riflette una trasformazione più ampia del modello organizzativo delle grandi aziende tecnologiche. Amazon punta a strutture più snelle, con catene decisionali ridotte e un maggiore utilizzo di strumenti automatizzati per la gestione dei processi. In questo contesto, la riduzione del personale amministrativo e manageriale viene presentata come un passaggio necessario per rendere l’azienda più agile e capace di rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato. La riorganizzazione non riguarda solo il numero di dipendenti, ma anche il modo in cui vengono distribuite responsabilità e competenze all’interno del gruppo.
Il possibile impatto dei licenziamenti solleva interrogativi sul futuro del lavoro qualificato nelle big tech. Dopo anni in cui le grandi piattaforme hanno assorbito una quota rilevante di professionisti altamente specializzati, il ciclo sembra entrare in una fase diversa, in cui la selezione diventa più rigida e legata a competenze considerate direttamente produttive. Le funzioni di supporto, di coordinamento e di gestione intermedia risultano più esposte, mentre crescono le opportunità per profili legati allo sviluppo tecnologico, ai dati e all’intelligenza artificiale. Il mercato del lavoro tech si muove così verso una polarizzazione più marcata, con effetti che vanno oltre il singolo caso Amazon.
Sul piano strategico, i tagli ai colletti bianchi si inseriscono in una linea che privilegia investimenti mirati e controllo dei costi in un contesto macroeconomico ancora incerto. Amazon continua a puntare su settori ad alta crescita potenziale, ma lo fa con un’attenzione maggiore alla sostenibilità finanziaria e alla redditività di lungo periodo. La revisione degli organici diventa uno strumento per liberare risorse e rafforzare la disciplina interna, dopo una fase in cui l’espansione era stata la priorità assoluta. In questo senso, i licenziamenti non rappresentano un segnale di crisi immediata, ma l’indicatore di un cambio di fase nel ciclo di sviluppo del gruppo.
La prospettiva di migliaia di esuberi tra i colletti bianchi conferma infine come anche i giganti tecnologici stiano rivedendo profondamente il proprio modello organizzativo. Amazon affronta una fase di transizione in cui la crescita non viene più misurata in termini di dimensione dell’organico, ma di capacità di generare valore con strutture più efficienti. Il ridimensionamento delle funzioni corporate diventa così parte di una strategia più ampia di adattamento, destinata a influenzare non solo l’azienda, ma l’intero settore tecnologico globale.

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