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Alta velocità Roma-Napoli: attivato il primo sistema di allerta sismica per proteggere viaggiatori e infrastrutture

La linea ad alta velocità tra Roma e Napoli è ufficialmente la prima tratta ferroviaria in Europa dotata di un sistema di allerta sismica operativo, frutto di un progetto avanzato promosso da Rete Ferroviaria Italiana in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questo innovativo dispositivo ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza dei viaggiatori e dei convogli, in un Paese come l’Italia in cui il rischio sismico rappresenta una minaccia concreta, soprattutto in zone ad alta densità di traffico ferroviario e urbano.


Il sistema installato lungo i 204 chilometri della linea ad alta velocità Roma-Napoli si basa su una rete di sensori sismici capaci di rilevare in tempo reale le onde di un terremoto e trasmettere immediatamente i dati al centro di controllo della circolazione ferroviaria. In caso di scosse significative, il sistema è in grado di intervenire tempestivamente riducendo automaticamente la velocità dei treni in transito o fermandoli del tutto, in modo da evitare deragliamenti o impatti devastanti.


L’implementazione di questa rete di monitoraggio rappresenta un passo decisivo per l’adozione della cosiddetta “early warning system” in ambito ferroviario. Il principio è quello di utilizzare le prime onde sismiche – quelle meno distruttive ma più veloci – per anticipare l’arrivo delle onde più forti e dannose. Anche pochi secondi di anticipo possono fare la differenza tra un disastro e un intervento efficace. Il sistema è stato calibrato per attivare in automatico le procedure di emergenza senza la necessità di intervento umano, accorciando i tempi di reazione e rendendo la rete ferroviaria più resiliente agli eventi naturali estremi.


La scelta della tratta Roma-Napoli come banco di prova non è casuale. Si tratta di una delle linee ferroviarie più trafficate d’Europa, percorsa ogni giorno da centinaia di treni ad alta velocità, intercity e merci. Inoltre, il territorio attraversato comprende zone classificate ad alto rischio sismico, come l’area appenninica del Lazio meridionale e della Campania settentrionale. Le città coinvolte, da Cassino a Capua, si trovano in una delle fasce più delicate dal punto di vista geologico.


L’intero progetto è stato realizzato in meno di due anni, con un investimento economico significativo ma sostenibile, che si aggira intorno ai 6 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate non solo per l’installazione dei sensori lungo la linea, ma anche per l’integrazione software tra i sistemi sismologici e le centrali operative ferroviarie. Il coordinamento tra RFI e l’INGV ha permesso una sinergia unica tra le competenze in campo ingegneristico, geofisico e informatico, con un approccio multidisciplinare che può diventare modello per tutta la rete infrastrutturale nazionale.


Oltre all’hardware di rilevamento, il sistema prevede anche una componente predittiva avanzata, basata su algoritmi di intelligenza artificiale che analizzano in tempo reale i dati raccolti dai sismografi, incrociandoli con le informazioni storiche e con la vulnerabilità strutturale dei diversi tratti di binario. In questo modo, le decisioni vengono automatizzate ma restano adattabili alle caratteristiche specifiche di ogni evento, con un grado di precisione superiore rispetto ai metodi tradizionali.


Un elemento rilevante riguarda anche la comunicazione al personale a bordo dei treni e nelle stazioni. Il sistema invia in automatico avvisi sonori e visivi ai macchinisti, indicando la necessità di fermarsi o rallentare. In parallelo, le sale operative ferroviarie ricevono aggiornamenti costanti, così da poter modulare in tempo reale la gestione della circolazione in base all’evoluzione della scossa o alla presenza di eventuali danni a ponti, viadotti o gallerie.


L’introduzione di questa tecnologia si inserisce in un piano più ampio di Rete Ferroviaria Italiana per la messa in sicurezza della rete nazionale. Dopo il test sulla tratta Roma-Napoli, sono già previsti ampliamenti su altre linee ad alta velocità, come la Bologna-Firenze, la Milano-Bologna e la Torino-Milano. Le stesse tecnologie saranno inoltre adattate per l’integrazione su tracciati regionali e secondari, in particolare in aree ad alta sismicità come l’Abruzzo, la Calabria e la Sicilia.


La realizzazione del sistema si inserisce nel solco delle normative europee che richiedono un sempre maggiore livello di protezione delle infrastrutture critiche, soprattutto nei Paesi esposti a eventi naturali catastrofici. L’Italia, classificata tra le nazioni più esposte a terremoti dell’area euro-mediterranea, è oggi all’avanguardia nell’adozione di misure di prevenzione attiva, e il progetto avviato da RFI si candida a diventare una best practice a livello continentale.


Gli esperti dell’INGV sottolineano come questo modello possa avere applicazioni anche in altri ambiti oltre a quello ferroviario. Le stesse reti di sensori e algoritmi potrebbero essere implementate, con gli opportuni adattamenti, anche in grandi impianti industriali, centrali elettriche, porti, aeroporti e ospedali. La capacità di rilevare precocemente un terremoto e attivare protocolli di sicurezza automatizzati è un’arma fondamentale per salvare vite umane e ridurre i danni economici e infrastrutturali.


Dal punto di vista della resilienza dei trasporti, l’iniziativa rappresenta un cambio di paradigma. Mentre in passato l’attenzione era rivolta prevalentemente alla reazione dopo l’evento, oggi si punta alla previsione e alla prevenzione attiva. Si passa così da una logica passiva a una dinamica, dove l’infrastruttura diventa “intelligente” e in grado di reagire da sola, proteggendo i passeggeri e garantendo la continuità del servizio.


Anche i passeggeri trarranno beneficio dalla nuova tecnologia, in termini di maggiore sicurezza percepita e reale. Le Ferrovie dello Stato stanno studiando un’integrazione futura con le app di viaggio e i sistemi di informazione al pubblico, in modo da fornire aggiornamenti in tempo reale su eventuali scosse e sulle misure adottate. L’obiettivo è rendere la mobilità non solo veloce e sostenibile, ma anche più sicura e consapevole.

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